Niente luce in fondo al tunnel

La crisi di Governo non mi appassiona. Ne ho vissute parecchie alla Camera con interessanti consultazioni con Presidenti della Repubblica e presidenti del Consiglio incaricato. Per cui dovrei mostrare un interesse "professionale".
Ma non ce la faccio proprio e compatisco Sergio Mattarella, galantuomo con cui ho passato anni di lavoro comune, che ha a che fare con molti degni di uno zoo. Al posto di trovare soluzioni di alto livello, gli propongo di riciclare per la terza volta Giuseppe Conte, che sembra una pizza da guarnire con quel che passa il convento, pur di salvare il salvabile con stomaci di ferro.
Regista è tal Goffredo Bettini, figura di terza fila del mondo già comunista, assurto a maître à penser del declino del Partito Democratico, riuscendo nel miracolo - per evitare Matteo Salvini, questo alibi multiuso - di saldare "pentastellati" e "contiani" già giudicati dal loro lavoro mediocre.

Intanto la pandemia resta, i vaccini scarseggiano, l'economia muore e il deficit sale. L'Europa capisce che nulla è cambiato nella palude romana. Una sorta di triste agonia.
Si potrebbe fare un Governo di salvataggio, ma si preferisce - come si dice in gergo - un Governo balneare, che ci farà precipitare in fondo al pozzo.
Ma pare che il livello di generale indifferenza sia ormai a livelli elevatissimi e chi discetta di democrazia segni bene questi passaggi in corso.
Che nessuno si lamenti se alla fine del tunnel non ci sarà luce.

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