Influenza A

parigi_aeroporto.jpgMi è capitato in questi giorni di sostare nei due aeroporti parigini di Roissy ed Orly con una va e vieni impressionante di persone da tutti i Continenti e ciò non stupisce, essendo Parigi la destinazione principe per il turismo mondiale
Ammetto, con questa "influenza A", una qual certa inquietudine da contagio, che noto anche in Valle.
La psicosi montante non è per nulla un fatto personale ma collettivo. Basta vedere l'aria di riprovazione o il progressivo fuggi fuggi di fronte ad uno starnuto ai gate di partenza o sull'aereo oppure leggere sul Web le paranoie degli assertori del solito complotto mondiale ordito dalle fameliche multinazionali dei prodotti farmaceutici.

Commenti

Anche in questo caso...

penso che la verità stia nella proverbiale via di mezzo.
Non credo alla "teoria BigPharma" (così è stata ribattezzata, negli USA, la "corrazzata" delle multinazionali farmaceutiche), ma d'altro canto c'è un dato sul quale è bene riflettere, che pochi media nostrani hanno sottolineato (malauguratamente e con una deontologia tutta da discutere, utile peraltro ai complottisti per insinuare la loro rumenta).
Un decesso in Italia per il virus H1N1 ha fatto prima pagina sui quotidiani per almeno tre giorni. Andando sul sito dell'OMS si può scoprire quanti morti causa, ogni anno, un'epidemia di influenza "tradizionale". Il numero è tutt'altro che indifferente, e assolutamente al di sopra di quanto ognuno possa ragionevolmente pensare, ma avete mai letto una riga, a questo proposito, su un giornale?
A pensar male si fa peccato, ma molte volte...

Se sternutisco...

devo cercare rapidamente un notaio?

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