L'amore

I classici innamorati di PeynetNel corso del mio viaggio attraverso le emozioni, mi imbatto in una spiegazione scientifica alla quale mi inchino con rispetto: "Mentre le emozioni hanno origine soprattutto nel sistema limbico e nella parte più primitiva del cervello, i sentimenti appartengono al lobo frontale. In altre parole, i sentimenti sono frutto del pensiero astratto, invece le emozioni sono innate e geneticamente determinate in quanto frutto dell'evoluzione".
Per carità, sono gli esperti a confermare il rischio di confondere le due cose, che per me restano, parlando quest'oggi di "amore", abbastanza difficili da distinguere per mie manchevolezze.
Per me, infatti, l'Amore (azzardo la maiuscola) è davvero un motore che fa girare la mia vita. Parte, almeno così immagino, dall'amor proprio e si dilata in quel viaggio che è la nostra vita sin dal concepimento, che dovrebbe essere un atto d'amore, sino all'ultimo respiro che dovrebbe suscitare l'amore degli altri se ne abbiamo avuto diritto.

Che poi l'amore sia un'idea che si concretizza in atti concreti e pensieri vari rende la questione complicata e davvero bisognerebbe adoperare il plurale "amori" per distinguerne la varietà, che somiglia alla tavolozza di colori di un pittore.
La stessa varietà di interpretazioni di questa emozione-sentimento che troviamo come spinta ispiratrice della infinita produzione letteraria e artistica, che scaturisce come una fonte inesauribile. Io stesso - lo confesso con un sorriso - riempii un intero quaderno da adolescente di poesie d'amore, per fortuna smarrito per non fare figuracce.
Dire «ho molto amato» in generale suona come una fesseria, ma ben pensandoci è una condizione umana che tutti condividiamo e che parte, come dicevo, dai primi vagiti e ci accompagna nelle scalata sino alla sommità estrema degli anni che ci sono concessi. Da emozione balbettante di quando agli inizi siamo inconsapevoli di questo trasporto che ci spinge verso un donare parte di noi, l'amore si trasforma con il tempo in una forza più tranquilla, come se ottenessimo una patente che ci consente di guidare in modo meno passionale.
Mi ha sempre interessato sin da ragazzo cercare di capire quale meccanismo sovrastasse i nostri comportamenti e mi ha sempre incuriosito confrontare quanto leggevo sul tema con i casi concreti attorno a me. Se ci fate attenzione gli amori sono un tema cardine dei discorsi che si fanno sulla vita degli altri, che sia la cronaca rosa dei giornali specializzati nel ramo o i pettegolezzi fra amici quando si parla di altri e delle storie sentimentali che mai finiranno di stupirci.
Sei si torna al serio dopo il faceto, viene in mente quell'appello febbrile e quasi delirante del
filosofo danese Søren Kierkegaard: «Cos'è che rende un uomo grande, ammirato dal creato, gradevole agli occhi di Dio? Cos'è che rende un uomo forte, più forte del mondo intero; cos'è che lo rende debole, più debole di un bambino? Cos'è che rende un uomo saldo, più saldo della roccia; cos'è che lo rende molle, più molle della cera? E' l'amore! Cos'è che è più vecchio di tutto? E' l'amore. Cos'è che sopravvive a tutto? E' l'amore. Cos'è che non può essere tolto, ma toglie lui stesso tutto? E' l'amore. Cos'è che non può essere dato, ma dà lui stesso tutto? E' l'amore. Cos'è che sussiste, quando tutto frana? E' l'amore. Cos'è che consola, quando ogni consolazione viene meno? E' l'amore. Cos'è che dura, quando tutto subisce una trasformazione? E' l'amore. Cos'è che rimane, quando viene abolito l'imperfetto? E' l'amore. Cos'è che testimonia, quando tace la profezia? E' l'amore. Cos'è che non scompare, quando cessa la visione? E' l'amore. Cos'è che chiarisce, quando ha fine il discorso oscuro? E' l'amore. Cos'è che dà benedizione all'abbondanza del dono? E' l'amore. Cos'è che dà energia al discorso degli angeli? E' l'amore. Cos'è che fa abbondante l'offerta della vedova? E' l'amore. Cos'è che rende saggio il discorso del semplice? E' l'amore. Cos'è che non muta mai, anche se tutto muta? E' l'amore, e amore è solo quello che mai si muta in qualcos'altro».

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