L’incubo nucleare

Non se ne parla molto, come capita con argomenti che turbano e diventano un tabù. Mi riferisco al pericolo nucleare e alle minacce di Putin, chiuso nel suo bunker come un Hitler qualunque. Ma, a differenza dei deliri del dittatore tedesco, che evocava quelle armi segrete risolutrici della guerra (alcune esistevano davvero), il dittatore russo possiede davvero un gigantesco arsenale atomico.
Sono nato e cresciuto con la minaccia che aleggiava sul mondo di un possibile uso delle bombe atomiche, che in realtà hanno avuto un uso terribile in un solo caso e poi nel periodo successivo sono state una minaccia solo latente.
Lo ricorda un articolo interessante nel Grand Continent domenicale:
“Certo, i bombardamenti di Hiroshima e di Nagasaki nell’agosto 1945 hanno creato un precedente storico. Ma bisogna tenere a mente che la bomba A sganciata dall’Enola Gay era circa cento volte meno potente delle bombe H che sono state sviluppate in seguito, e che il Giappone non aveva modo di rispondere. Alla luce dell’attuale contesto tecnologico e strategico, quando si riflette al rischio di una guerra nucleare tra la Russia e i paesi della NATO, non è assurdo considerare il fatto che l’arma atomica non sia mai stata impiegata. Il secondo antecedente è evidentemente il caso della crisi dei missili di Cuba nel 1962, quando la tensione montò al punto che un missile nucleare fu messo in rampa di lancio di un sottomarino russo sorpreso da navi americane, prima che la situazione si risolvesse per via diplomatica. Anche se queste due situazioni costituiscono dei casi-limite, e la seconda ci ricorda che il sangue freddo e il mantenimento di canali diplomatici funzionanti sono senza dubbio le nostre armi più preziose, non abbiamo nessun vero paragone per poter prevedere che cosa significherebbe, sul piano militare, economico e geopolitico, il lancio di una testata nucleare da parte della Russia”.
Poco più avanti esiste, tuttavia, una simulazione dello scenario agghiacciante se Putin decidesse di colpire in un delirio spaventoso:
“Una mappa animata prodotta questa settimana da un laboratorio dell'Università di Princeton, intitolata Plan A, illustra lo scenario peggiore. Prevede che un attacco iniziale russo, seguito da una risposta della NATO che degeneri in una guerra globale, ucciderebbe 90 milioni di persone in meno di un'ora. Questa cifra scandalosa illustra la natura sproporzionata di qualsiasi considerazione sulla guerra nucleare. È anche chiaro come l'arma atomica sia l'antitesi delle moderne tecniche di combattimento che, con l'aiuto di tecnologie perfezionate per i colpi mirati - droni, cecchini, eccetera - riducono la nostra tolleranza al rischio di attacco. Le armi atomiche, invece, non hanno altra funzione che quella di uccidere civili. Non può essere usata per vincere una battaglia o per sostenere le truppe sul campo. Usare le armi atomiche in un conflitto in stallo, con l'eccezione del colpo di mazza degli Stati Uniti su due città per costringere il Giappone ad arrendersi, è come uccidere un intero stadio se non si riesce a segnare un gol. Non serve a nulla se non a cambiare la natura della guerra”.
Solo pensarci mette i brividi e ci fa precipitare in un mondo desolato e spaventoso. Lo stesso articolo resta infine sospeso di fronte al rischio incombente, che la ragione dovrebbe escludere. Eppure il tarlo resta intatto e la vita quotidiana scorre con quella spada di Damocle nucleare che pende sulle nostre teste.
Italo Svevo, nel 1923, nel suo libro “La coscienza di Zeno” fu purtroppo profetico: “Quando i gas velenosi non basteranno più, un uomo fatto come tutti gli altri, nel segreto di una stanza di questo mondo, inventerà un esplosivo incomparabile, in confronto al quale gli esplosivi attualmente esistenti saranno considerati quali innocui giocattoli. Ed un altro uomo fatto anche lui come tutti gli altri, ma degli altri un po’ più ammalato, ruberà tale esplosivo e s’arrampicherà al centro della terra per porlo nel punto ove il suo effetto potrà essere il massimo. Ci sarà un’esplosione enorme che nessuno udrà e la terra ritornata alla forma di nebulosa errerà nei cieli priva di parassiti e di malattie”.

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