Draghi accantona Speranza

Capisco il rovello del premier Mario Draghi fra tener chiuso e riaprire. In questo anno di pandemia di fatto hanno sempre vinto due protagonisti della vicenda, ma ora si cambia e si riapre!
Il primo, rimasto al Governo anche nel passaggio fra il Conte bis e Draghi, è Roberto Speranza, rigorista da sempre e espressione politica dell'ala più a sinistra della maggioranza. Un politico puro, nel senso che il suo curriculum mostra solo un cursus honorum nel "dopo PCI", che ha scelto senza alcun tentennamento la linea più rigida possibile e mai ha ascoltato altro. Sino alla situazione ormai insostenibile da giapponese nella giungla smontata da Draghi, come ben raccontano i giornali.
Verso la Valle d'Aosta non è stato granché corretto con comunicazioni tardive e sordità totale verso lo sci, demonizzato come il peggio possibile con danni enormi per il turismo invernale.

Il secondo protagonista è stato Francesco Boccia, almeno tolto da ministro delle Regioni nel passaggio al nuovo Governo. Ha incarnato ed ancora incarna la linea dell'accordo fra Partito Democratico e "pentastellati" ed è stato anti-regionalista in generale ed anche nei confronti della Valle d'Aosta. Aveva aperto un dialogo solo quando sembrava servisse il voto al Senato del senatore Albert Lanièce per tenere in vita l’ultimo Governo Conte. Anche lui, rigorista verso il mondo della montagna, è di fatto uno sconfitto.
Oggi si guarda avanti e questo non significa calare l'attenzione, ma tornare a vivere, perché la saturazione era giunta a livelli non più sopportabili.
La campagna vaccinale prosegua a spron battuto!

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