Vincitori, vinti e astenuti

Confesso dì non riuscire più a seguire le lunghe dirette elettorali, che non solo nuocciono alla salute, ma danno della politica un'immagine deteriore con quel parlarsi addosso.
Viviamo, invece, in un mondo veloce e sintetico, che gli obbliga a dire due cose in croce.
La prima è che il centrosinistra ha vinto ed il centrodestra ha perso, senza tanti distinguo e mezze misure. Poi, per carità, che questo test valga già per le Politiche del 2023 (se non prima) e un azzardo.
Già perché bisogna fare i conti con la banale constatazione - seconda cosa - che la disaffezione al voto, tecnicamente astensionismo, ha ormai raggiunto picchi mai visti e depressivi per la democrazia rappresentativa. Sarà pur vero che chi vota va contato e chi non si vota si autoesclude, ma la patologia è evidente e non porta bene all’insieme della comunità con sindaci che rappresentano comunque una minoranza degli elettori, perché gli altri hanno disertato le urne per tanti motivi concomitanti.
Ora, passato il periodo turbinoso dei commenti, sarà bene capire che questo distacco fra politica e popolazione non è segno dì una democrazia matura, ma dì una regressione della cittadinanza e non si può dì certo far finta di nulla.

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