Politiche: i conti senza l’oste

Resto convinto che avrei potuto fare un buon lavoro a Roma, se fossi stato eletto.
Questo in fondo è il mio solo e unico dispiacere dopo la bocciatura - chiamiamo le cose con il loro nome! - della mia candidatura per le prossime elezioni Politiche.
Pensavo di avere - vedi come nella vita ci si illude! - un buon curriculum e l’esperienza necessaria. E invece le sottili alchimie della politica - le conosco bene e non mi stupisco! - hanno portato ad un’altra scelta, che immagino largamente motivata e prima o poi forse la capirò anche io.
Resta il fatto che questa volta la posta in gioco è rilevante per l’area autonomista che si trova a tenere conto di quello scontro Destra-Sinistra (più terzo polo…) che accende la tenzone nella politica italiana, ma che rischia però di far perdere alcune specificità che ci sono proprie.
Da noi soprattutto si tratta di eleggere due parlamentari degni e capaci di navigare nel mare procelloso di Montecitorio ed di Palazzo Madama. E questo avverrà in un periodo storico che si dimostrerà non molto benevolo per la nostra Autonomia.
Il resto sono chiacchiere o tatticismi che lasceranno il tempo che trovano, perché i conti anche nelle elezioni non si fanno senza l’oste, che sono i cittadini.

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