luciano's blog

Mancavano gli astrologi…

Oroscopi che ci 'prendono'In questo periodo dell'anno chi ci crede legge il suo oroscopo per l'anno che verrà. Io non credo per nulla all'astrologia, ma viviamo in un'Italia in cui in troppi ci cascano assieme a maghi, fattucchiere e terapie curative le più bislacche.
Mi ha colpito che sabato sul "Corriere" una pagina intera sia stato dedicata ad un astrologo con questo incipit del giornalista che parla di sé: «Aveva previsto la pandemia con sette anni di anticipo. Lo fece in un'intervista uscita nel 2013 su un quotidiano nazionale, firmata da tale Stefano Lorenzetto. Disse: "Dal 2015 al 2021 ci sarà il periodo più negativo di questo secolo. Più che bellica, l'emergenza sarà ambientale e sanitaria, con lo scoppio di epidemie molto aggressive". Controprova: oggi ritorno con una mascherina chirurgica sul viso, e tre dosi di vaccino "Pfizer" in corpo, a casa di Marco Celada, trasferitosi nel frattempo da Cornaredo a Milano. Non vorrei mandarvi di traverso il panettone, ma, a suo dire, il peggio deve ancora arrivare: "Da febbraio a maggio, l'indice ciclico planetario raggiungerà il culmine della negatività, una situazione che mai più si ripeterà nel corso di questo secolo. Ma da giugno cominceremo a uscirne"».

Scambiarsi i regali

Marcel MaussSono stato a Milano e guardavo la folla in Piazza del Duomo. Con frenesia infantile, direi del tutto comprensibile, questa città sempre di corsa si metteva ferma in posa in quell'angolo che consentiva di mettere assieme in foto lo sfavillante albero di Natale e la facciata illuminata della più grande chiesa d'Italia (San Pietro si trova infatti nella Città del Vaticano).
Quel centro storico riassume più di molto altro il senso dello shopping natalizio e lo si vedeva fisicamente nell'andirivieni allegro vetrina dopo vetrina. L'apice resta la celebre Galleria Vittorio Emanuele, considerata la madre ante litteram di tutti i centri commerciali: negozi di lusso in uno splendido palazzo di un centro commerciale del XIX secolo, che si sparpagliano poi nel resto del cuore della città meneghina. Il centro storico propriamente detto è contenuto all'interno della zona una volta delimitata dalle mura medievali della città ed oggi dalle strade che formano la Cerchia dei Navigli.

Il gusto dell'orrido in televisione

La sceneggiata a 'cartabianca' tra Andrea Scanzi ed Alberto ContriCon Enrico Mentana, che nel giornalismo ha fatto una meritata carriera, eravamo fra i più giovani in "Rai" (lui 1955, io 1958). Ho molto ammirato la sua scelta di non invitare "no-vax" nel suo telegiornale, mentre non ho capito la scelta di Bianca Berlinguer di continuare ad ospitarne, come fa "La 7" in abbondanza nelle sue trasmissioni.
Scelta democratica o utile modo per buttare benzina sulle polemica alla ricerca degli ascolti? Il tema, infatti, prescinde dai vaccini, perché ha un prima e avrà un dopo. Altrimenti perché Lilli Gruber assolda il pessimo polemista Marco Travaglio velenoso come un'aspide e la stessa Berlinguer ci delizia con Mauro Corona che si segue dallo schermo per vedere quale stranezza tiri fuori in trasmissione vestito da yeti?

La propria stella cometa

Il dettaglio degli affreschi di Giotto alla cappella degli Scrovegni con la stella cometaNel presepe della mia infanzia c'era una bella stella cometa luminosa con altre lucine sparse sul muschio di bosco. Trovavo del tutto affascinante questa storia che ci fa guardare al cielo, che nella mia natività domestica era una carta blu con grosse stelle gialle.
Ricordiamo assieme sull'argomento: la tradizione dice che i Magi furono guidati verso il luogo di nascita di Cristo da una stella cometa. Le poche indicazioni a disposizione sono quelle nel Vangelo di Matteo (2,1-12): «Dov'è il re dei Giudei che è nato? Abbiamo visto sorgere la sua stella, e siamo venuti per adorarlo. […] Udite le parole del re [Erode, n.d.r.], essi partirono. Ed ecco la stella, che avevano visto nel suo sorgere, li precedeva, finché giunse e si fermò sopra il luogo dove si trovava il bambino».

La Finanziaria!

L'instabilità monetaria...Ho passato una parte della mia vita nelle maratone per l'approvazione delle leggi Finanziarie. A Roma era un cimento fisico ogni fine anno con, in qualche occasione, presenza a Montecitorio a poche ore dal Natale o dal Capodanno. Lo scenario era da girone dantesco, ore e giorni con la logica piuttosto grottesca di sedute fiume. Nulla di eroico, piuttosto una certa sgangherata confusione, fatta anche di una componente da sceneggiata.
Il mio lavoro di deputato per tantissimi anni era più o meno il seguente. Arrivavano da esaminare, alternando l'inizio fra Camera e Senato, le proposte varate dal Governo e toccava studiare. Gli uffici studi dei due rami del Parlamento offrono da sempre analisi analitiche articolo per articolo e dunque toccava capirne i contenuti. Era una logica duplice: vedere che cosa poteva danneggiare la Valle d'Aosta e studiare che cosa invece si doveva proporre. Quindi si mettevano assieme difesa ed azioni offensive.

Un patriota al Quirinale?

Giorgia Meloni«Un Presidente della Repubblica patriota». Dice Giorgia Meloni dalla parte più a destra della politica italiana, indicando - posso dire con malizia - Silvio Berlusconi come Padre della Patria. In realtà potrebbe essere ormai il "Nonno degli Italiani", togliendo lo scettro al suo coetaneo Lino Banfi.
Il termine "patriota" è antico e l'Etimologico così inquadra la parola quale prestito latino dì origine greca: «dal latino tardo "patriōta, compatriota", dal greco "patriṓtēs, membro della stessa stirpe", derivazione di "patriá, discendenza"».
Nel mio immaginario appare nitido il Risorgimento che era ben presente nella memoria collettiva delle generazioni dei miei nonni e oggi è piuttosto dimenticata in quella dizione. La parola venne poi usata anche per indicare i partigiani nella temperie della Seconda Guerra mondiale, ma sicuramente non è una parte apprezzata dalla Meloni.

Lettera a Babbo Natale

Lettera a Babbo Natale...Caro Babbo Natale,
scrivo a te e non - come facevo da piccolo - a Gesù Bambino, perché mi sembrerebbe ormai irrispettoso. Anche se, con franchezza, quella scrittura infantile faceva parte di una certa educazione non da baciapile, ma nella normalità di un percorso cattolico che veniva da una famiglia cresciuta con certi insegnamenti. Per questo da ragazzino facevo io il presepe e mi pareva una bella cosa: solo da grande, però, ho avuto piena consapevolezza del suo significato universale.
Per cui mi rivolgo a te, Babbo Natale, che non sei solo - come ogni tanto dice qualche Vescovo arrabbiato per la laicizzazione del Natale - un simpatico grassone un po' eretico, perché discendi da quel San Nicola (Patara di Licia, 15 marzo 270 - Myra, 6 dicembre 343), che oggi chiamiamo «di Bari», perché nel 1087 una spedizione navale partita dalla città di Bari verso Myra, divenuta nel frattempo musulmana, si impadronì delle spoglie del Santo, che nel 1089 vennero definitivamente poste nella cripta della Basilica eretta in suo onore. E' vero che poi sei stato sfruttato commercialmente, specie dalla "Coca-Cola", ma le tue origini "sante" ci sono e sono antiche.

Questione di stelle

Il terribile Valerio M. VisintinOggi citerò Valerio M. Visintin, scrittore e critico gastronomico. La "M" sta per Massimo, ma potrebbe benissimo essere usata per "mascherato". Visintin, infatti, non si fa mai vedere in volto in occasione di eventi pubblici, protetto da un costume nero, un cappello nero, occhiali neri, giacca di pelle, guanti tagliati e passamontagna. Serve per non farsi riconoscere quando va a recensire un ristorante, come invece capita a "critici mediatici".
Ma una premessa è necessaria: per il 2022 sono rimasti solo due stellati (una stella ciascuno), vale a dire il "Petit Royal" di Courmayeur (chef Paolo Griffa) e il "Vecchio Ristoro" di Aosta (chef Filippo Oggioni). Griffa, geniale e sorprendente, a mio avviso, meriterebbe al più presto la seconda stella anche per lo straordinario uso di prodotti locali.

Natale con gli occhi di un bambino

Natale per i bimbi...Par di capire, a bocce ferme, che non sia affatto vero che la Commissione europea abbia consigliato di non usare il termine "Natale", ma di considerare invece - ad uso interno - che le confessioni religiose ormai sono varie e che ci sono non credenti. Insomma, non tutti sono cristiani e dunque bisogna avere sensibilità e comportarsi di conseguenza.
Capisco l'appello ma resto convinto che non ci sia nulla di discriminatorio nel dire «Buon Natale!», immaginandosi di sostituirlo con un eventuale e anonimo «Buone Feste!» non si vince il diploma da politicamente corretto.
Sono sostenitore della piena tolleranza verso qualunque forma dì religiosità che non sia violenta o prevaricatrice. La fede è un dono che serve per essere credenti e per creare un senso di comunità, rispettando chi di fede ne ha un'altra in un'evidente ed indispensabile clima di reciprocità.

La neve e le bonhomme

La Grand-Place di Bruxelles con la neve«Écoutez ! tout semble immobile, la neige endort tous les échos; sans bruit passe la foule agile, et sur l'enceinte de la ville pèse un mystérieux repos».
Antoine Delatour
Appartengo alla generazione delle previsioni del tempo, che andavano in onda in televisione prima del "Tg1", addirittura dì quando c'era solo il primo canale su un televisore monumentale nel salotto buono a sostituire il focolare domestico. Sin da bambino il protagonista del genere prima delle notizie era Edmondo Bernacca, classe 1914, un volto ed una voce che mi ricorda momenti del passato, che talvolta emergono confusamente nella memoria.

Syndicate content

Registrazione Tribunale di Aosta n.2/2018 | Direttore responsabile Mara Ghidinelli | © 2008-2021 Luciano Caveri