luciano's blog

Stato d'eccezione e democrazia locale

L'indicazione dell'uscita d'emergenza...Chi protesta contro il "green pass" e dunque contro il vaccino sbandiera il tema della «libertà». Di loro non mi occupo più: la questione andava risolta senza spazi di ambiguità con l'obbligo vaccinale. Ma non si è avuto il coraggio di farlo per paura di dispiacere loro, che sono pur sempre elettori. Non condivido ma così è ed ora si correggerà il tiro, differenziando nelle misure di contenimento del virus i vaccinati dai non vaccinati.
Ma il tema delle "libertà" (uso non a caso il plurale) non è una banalità. E' indubbio - e l'ho più volte scritto - come certe libertà democratiche siamo state compresse per rispondere alla pandemia, anche quando non ce n'era bisogno. Penso, nel caso valdostano, alla bocciatura della Corte Costituzionale della Legge regionale che armonizzava le decisioni centrali alla particolarità del nostro territorio e della nostra Comunità senza venir meno agli obblighi sanitari.

Ridicolo stupore sulla lottizzazione in Rai

Lo storico 'Centro di produzione Rai' di RomaEntrai in "Rai" come praticante giornalista il 22 febbraio del 1980, per caso il giorno del compleanno di mio papà. Ci fu una novazione di contratto, perché ero già collaboratore (mandavo le notizie alla "Voix de la Vallée" telefonando dalle cabine telefoniche). Fu per me il coronamento dì un sogno: fare il giornalista radiotelevisivo!
Avevo cominciato da ragazzino a "Radio Saint-Vincent", ero transitato a "Radio Reporter" di Torino (con i primi contributi previdenziali!) e poi a "RadioTeleAosta", dove venni cacciato su richiesta di politici locali per la mia verve e fu la mia fortuna.
Alla Rai entrai per una casualità. Già allora vigeva la lottizzazione di oggi e nel caso del posto che occupai ad entrare doveva sedere un democristiano. Chiamarono Armido Chiattone, esponente della DC, che faceva l'assicuratore. Visto il magro stipendio giornalistico a inizio carriera, "Mido" (che era un amico, che purtroppo è scomparso) declinò e, a mio vantaggio, nessun altro risultò papabile in quell'area politica.

Nient'altro che la verità

Luigi XVTamburi di guerra si sentono risuonare lontano sia nella politica valdostana che in quella italiana. Non c'è da stupirsi: siamo ormai gravemente afflitti dall'instabilità come malattia che mina la democrazia. All'inizio degli anni Novanta Giulio Andreotti, con quel suo umorismo agro che ebbi la possibilità di apprezzare anche di persona, diceva: «Meglio tirare a campare che tirare le cuoia». Non so se sia sempre così vero.
A Roma la "cura Draghi" è stata una terapia indispensabile per arginare i disastri dei due Governi Conte che, con diverse maggioranze, avevano fatto male con il culmine nei pasticci nel corso della pandemia e con una credibilità internazionale a livelli minimi. Ora certo decisionismo solitario del premier e del suo entourage, efficace su molti punti, dovendo il presidente del Consiglio fare il domatore del circo della sua maggioranza, inizia a creare malumori "sani".

Maledetti acronimi

L'acronimo 'Roftl' che sta per 'Rolling on the floor laughing, rotolarsi per terra dalle risate'Evviva il Presidente Sergio Mattarella, che rimpiangeremo per l'equilibrio con cui è riuscito a mantenere saldo il suo ruolo in anni complessi nel mare agitato di una politica senza bussola. Mi spiace non averlo incontrato in questi anni al Quirinale per rievocare quella amicizia che ci legò negli anni vissuti assieme alla Camera dei deputati. Chissà che l'occasione non si avrà quando cesserà l'esperienza di Capo dello Stato.
Mi ha fatto molto sorridere e anche compiacere una sua recente sortita - uscita in un inciso in un discorso pronunciato all'Università di Siena - in cui ha detto queste frasi partendo dall'acronimo "PNRR", con cui io stesso convivo nel lavoro quotidiano.

Per me niente gonna

La popstar Harry Styles con la gonna...Non ricordo di essermi mai vestito da donna ad una festa in maschera. Anche se a dire il vero una sera in compagnia abbiamo scherzato con una App che trasforma il viso di noi uomini con fattezze femminili il giusto taglio di capelli e un filo di trucco. Non mi trovavo un granché...
La gonna, però, l'ho indossata, quando ho vestito in un Carnevale storico di Verrès Pierre d'Introd, marito della più celebre Catherine de Challand, la prima donna a sfidare sulle Alpi la legge salica e pretendere di essere erede del feudo della famiglia. Il mio conte, con l'aiuto dello storico Joseph Rivolin per non sbagliare epoca, indossava una blusa gonnellino azzurra con impunture dorate con calzamaglia bianca e naturalmente la spada e il mantello. In fondo era un vestito comodo e sono stato a mio agio.

La mente è come un paracadute

Robert Kennedy Jr., uno dei maggiori diffusori di fake news, durante il suo comizio a MilanoOgni giorno, nella nostra vita, ascoltiamo qualche stupidaggine sui temi più disparati. Capita di interloquire con chi le dice e di sentirsi rispondere candidamente di fronte ad un visibile stupore: «L'ho letto sul Web!».
Una giustificazione puerile, ma espressa in tono risoluto ed anche ultimativo. Come dire che è inutile discutere, perché lui sa e tu no. La discussione si chiude lì. Evitiamo scocciature.
Attenzione non parlo di persone ignoranti, che viene dal latino ignorare, e cioè "che non sanno" e dunque il termine non è offensivo. No, spesso sono persone consapevoli, che sbarellano su alcuni temi, come se avessero perso il senno ed il buonsenso.
Allora ci si chiede il da farsi. Come democraticamente agire per bloccare il proliferare di stupidaggini che diventano verità rivelate in una logica di diffusione virale?

Paesi non borghi

Panoramica invernale di OyacePuò capitare di leggere delle cose che colpiscono come un pugno nello stomaco, che poi ti fanno girare le rotelle del cervello. A questo, in fondo, serve il confronto: non è un esercizio ipocrita in cui si confrontano idee o progetti solo per restare infine fermi sulle reciproche posizioni di partenza. Sarebbe una «scelta onanistica», come dice un mio amico fra il serio e il faceto.
Sento parlare da anni dei «borghi» e ci hanno fatto pure una legge nazionale che mira lodevolmente alla tutela e alla rinascita di piccoli Comuni. Non so perché si usi il termine "borgo", che da dizionario è "centro abitato di media grandezza e importanza" derivando da una parola tedesca, da cui deriva anche a sua volta la ben nota parola che tanto ha impegnato la politica e cioè "borghese", che nasceva in realtà contrapposto all'aristocrazia che abitava nei castelli.

La privacy come alibi

Meglio non dire...Questa storia di non sapere se chi ha il green pass sia vaccinato oppure sia stato tamponato (dunque non vaccinato) avviene nel nome della privacy. La scelta è abbastanza bizzarra, perché credo non ci sarebbe niente di male nel capire le scelte personali, che vengono assunte - immagino - in scienza e coscienza. Tra l'altro questa ambiguità obbliga a reiterare i controlli nei luoghi di lavoro ogni giorno, quando sarebbe bastato colorare diversamente il lasciapassare vaccinale, che invece ha lo stesso colore verde sia per chi si è vaccinato e gode di una copertura di lungo periodo sia per chi ha invece poche ore "coperte" dal tampone.
Questo disvelare la situazione dovrebbe valere in termini assoluti per chi ricopre ruoli pubblici ed in particolare gli eletti. Si parla e si straparla di trasparenza per chi occupi cariche di questo genere e non a caso esistono misure che ne differenziano lo status.

La Letteratura nel ricordo di Sapegno

Un momento del convegno su Dante della 'Fondazione Sapegno'Ho assistito alle prime battute del convegno che la "Fondazione Sapegno" ha dedicato al rapporto fra Dante Alighieri, le sue opere e la scuola alla ricerca di un modo per rendere più allettante per i ragazzi di oggi l'accesso alla "Divina Commedia" e, come metodo generale, ai grandi della letteratura.
Un progetto interessante, con studiosi del ramo, introdotto dal professor Bruno Germano, che è presidente della Fondazione, con una lectio magistralis sul ruolo delle Lettere e della Letteratura, in un mondo in cui le scienze umanistiche sembrano declinare con capricciosità di tanti allievi rispetto ad autori, pur immortali, del passato. Lo ha ricordato Germano con garbo, efficacia e un velo di tristezza nel nome di Natalino Sapegno, un valdostano illustre, di cui porta il nome la Fondazione di Morgex nell'antica Tour de Archet ben ristrutturata, ospitando anche carte e libri di questa grande personalità che conobbi fuggevolmente a Roma e che decise prima di morire di lasciare alla Valle una parte cospicua della sua eredità "culturale" con archivi e libri.

Il proprio dovere

'Ormai è certo...'Ho fatto il fioretto - lo dico scherzosamente - di non parlare dei "no-vax". Quando l'ho scritto in un tweet, alcuni dì loro hanno ironizzato, plaudendo alla mia scelta, considerandomi in sostanza come un imbecille o peggio un venduto. E con me lo sono naturalmente i "pro-vax" come me, incapaci di capire per stupidità quanto per loro è evidente oppure comprati dal "nemico", il vaccino, su cui hanno costruito storie di vario genere in una sorta di mitologia fantasiosa.
Per cui oggi mi sento in dovere di non parlare di loro, limitandomi a dire che, escluse le ali violente e potenzialmente eversive, per il resto inizio a provare per loro un sentimento di pena. Se non fosse - e poi mi taccio - che questa minoranza chiassosa che inneggia alla "Libertà" danneggia il diritto alla Salute degli altri e basta questo argomento per far svanire la pena. Non a caso in Paesi europei dove il virus è ripartito si avverte una stretta di vite verso chi non si vaccina senza la foglia di fico del tampone.

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