Il comizio morituro

Un comizio delle elezioni politiche del 1992Al capezzale del comizio, che sta ormai esalando l'ultimo respiro, ci sono tutti quei nostalgici che, come me, possono dire «io l'ho conosciuto bene» e dunque non possono che parlar bene del povero moribondo.
E' sempre triste, in certi momenti, il ricordo di quando il comizio era un fenomeno sociale e le sale debordavano, poi la televisione ha invaso le sere e la politica è scesa in basso nelle priorità.
Penso a certe elezioni, come quella del 1992, quando mi trovai con César Dujany contro la coppia - vincente, sulla carta - di Augusto Fosson e Giulio Dolchi.
Allora i comizi scoppiavano di passione: erano feste, piene di gente e parlare in pubblico era una gioia, come una febbre che ti riempiva di adrenalina e la sera, pur stanco, non riuscivi a dormire per quel ribollire di coscienze e quei bagni di folla. Specie i comizi delle politiche, con la tua solitudine di candidato, erano delle maratone oratorie e, con il tempo e passata l'emozione, potevi scegliere ogni sera spunti nuovi per non annoiarti da solo.
Ricordo uno dei primi comizi in un bar di Bionaz con un ciucco molesto, il rumore di un flipper e della macchina del caffè di sottofondo e tu, con il tuo foglietto in mano, a parlare dei massimi sistemi.
Una scuola di vita.
Oggi il comizio è ben poca cosa se rapportato al tempo che fu. Manca ancora un vero e proprio sostituto e se alla fine fosse un comizio che correrà sul web?

Comments

Bull's eye!

Hai colto nel segno. Le nuove tecnologie diventeranno sempre più il luogo di interazione privilegiato. Probabilmente lo sono già. Anzi dirò di più: non le si sfrutta ancora abbastanza. Non credi che se davvero lo volessero almeno i partiti potrebbero rivolgersi alla base molto più di frequente, sottoponendo le questioni importanti direttamente al giudizio dei loro iscritti?
Si potrebbe votare in tempo reale sulle mozioni proposte, magari subito dopo aver visto i video dei relatori ed aver formulato domande e/o risposte con procedure simili a quelle che si hanno nei vari internet forum. Tutto dalla poltrona di casa e senza lo sguardo intimidatorio dei Bravi delle varie correnti a far la conta dei voti.
Ci si lamenta che la nostra democrazia diventa sempre più indiretta: che i rimedi ci siano già?

In effetti...

bisogna essere innovativi, ma la trasparenza fa paura.
In passato avevo provato la formula della chat, ma poi ci si incasinava da matti fra pause, attese, finte partenze.
Ora mi piacerebbe studiare un approccio nuovo che allarghi il dialogo. Studio e chiederò spunti al grande webmaster Alain Martini.

Sono un fautore...

delle nuove tecnologie e dei vari applicativi di partecipazione, ma l'individuo in politica deve essere presente in carne ed ossa. Il comizio è un grande momento di confronto, spesso non c'è perché si ha poca voglia. Allora è la lista, il candidato che deve stimolare l'interesse a farsi ascoltare.
Non togliamo la partecipazione attiva dell'elettore. Per me è un grande gesto prendere la propria scheda, camminare verso il seggio e lì, proprio in un luogo pubblico e fisico votare.
Potrebbe, anzi è retorica, ma quella positiva che ti fa sentire oltremodo partecipe. Io non sopporto quelli che si chiamano fuori dalla mischia con il "non voto". Mi riferisco agli "amici di Beppe Grillo", avranno le loro motivazioni, dopo averle espresse è buon gusto andare altrove.
Sei fuori dalla mischia politica, in automatico se non partecipi.

Non c'è dubbio...

che la politica, essendo fatta da persone, ha bisogno di fisicità e i comizi sono stati una straordinaria palestra per generazioni di politici, me compreso. Si è acquisita un'esperienza straordinaria ma oggi bisogna purtroppo fare i conti con la realtà.
Specie ad Aosta, un po' meno nei paesi, nessuno va più ai comizi se non amici, parenti e quelli che si sentono in dovere di farlo... Ogni soluzione alternativa (tipo comizietti, volantinaggi, porta a porta) non hanno supplito a livello locale al vecchio comizio, mentre sul piano nazionale le trasmissioni televisive coprono una parte del buco.
Per cui va benissimo fare i comizi, ma - solo per fare un esempio - l'assenza a questi incontri di cittadini "indecisi" segna ormai il funerale di questa modalità d'approccio e immaginare di cercare nuove soluzioni non è un segno di un fallimento, ma rendersi conto di una realtà che cambia.

In questa campagna elettorale...

sono tantissime le liste che hanno creato "gruppi" su "Facebook", mi è sembrato un ottimo sistema per raggiungere i giovani che sono i "grandi assenti" nei comizi, in alcuni casi gli iscritti hanno raggiunto un buon numero...

Purtroppo...

la nostra società tecnologica tende a ridurre i contatti fisici tra le persone e credo che sia un processo inarrestabile.
Per quanto riguarda i comizi del passato erano un evento non solo per i comizianti ma anche per i partecipanti. Per me era un'emozione rivedere gli amici o i conoscenti in un clima di "battaglia" e sentire poi nel silenzio della sala il tuo politico preferito.

Per quanto mi riguarda...

io ho dato vita al nostro su "Facebook".
Prevale l'invito a conoscersi e a partecipare. Altrimenti rimane uno sterile cartellone elettorale.

Vorrei fare una precisazione...

riguardo a quanto ho scritto sopra.
Non mi riferivo al voto per le elezioni vere e proprie, per le quali la scheda e la cabina restano sovrane (anche se certi brogli si sono verificati con quel sistema soprattutto con il voto per noi all'estero). E' però innegabile che, specialmente a livello di partito, la partecipazione della base è sempre meno presente. Il "gran capo" decide e tutti si devono adeguare ossequiosi. Servono strumenti nuovi per riaccendere il dibattito democratico che i partiti degli uomini forti tentano di soffocare.
PdL e purtroppo anche UV insegnano. Per "par condicio" ci metterei anche il PD, partito tradizionalmente da nomenklatura e apparato, ma alle primarie di qualche mese fa ha fatto in modo che anche noi dall'estero potessimo esprimere il nostro voto, proprio on-line, e per questo guadagna un punto.
La strada è quella. Vorrei anche sottolineare che i nuovi mezzi di comunicazione non necessariamente rendono i contatti meno fisici.
Vivo lontano da casa e vedere e sentire la mia famiglia su Skype rende questa mia lontananza molto meno reale.

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