Piccoli dittatori crescono

Le tre tate, Lucia, Francesca ed Adriana, di 'Sos tata'Fare lo zapping, visto che sono tornato ad occuparmi di televisione, lo considero un dovere e per altro la televisione rappresenta, più o meno deformandola, la realtà.
Ho già scritto della maleducazione crescente di molti bambini, anzi dell'evidente incapacità di alcuni genitori di esercitare uno straccio di autorità parentale.
La "prova pranzo" è letale: nei ristoranti si assiste ad una tipologia di dittatori in erba. Chi vaga per la sala, chi grida rifiutando qualunque pietanza, chi insolentisce mamma, papà, nonni e così di seguito con l'imbarazzo di chi si è sforzato di avere figli educati e si sente un marziano.
La fotografia di questa sciatteria educativa è il format americano italianizzato "SOS Tata" su "Discovery realtime", dove operose tate - un misto fra il buonsenso da massaia e la preparazione da psicologa infantile - arrivano al capezzale di famiglie in preda a figli dai comportamenti teppistici e animaleschi e a genitori sfibrati ormai soggiogati da genie che hanno preso il sopravvento in casa come in un golpe sudamericano.
Alla fine della trasmissione, nel classico happy end, la famiglia diventa come quella del "Mulino Bianco" in un clima pacificato da autentico miracolo.
Sarebbe bello fare il sequel "un anno dopo" per scoprire che purtroppo era tutta una balla. Certo che, senza invocare svolte autoritarie, sarebbe auspicabile che in certi casi i bambini tornassero a filare dritto e non solo in favor di telecamera.

Comments

Beh...

anche la mia esperienza "in giro" è dello stesso tipo. E posso dirmi, con una punta d'orgoglio, fiero dei miei bimbi che sono "normali".

Idem...

per i miei ragazzini e ne sono lieto.

Io uso come "training"...

sia "Sos tata" sia il più scioccante "Reparto maternità" (sempre produzione "Magnolia" di Giorgio Gori, che ho incontrato, per lavoro, a Courmayeur e gli ho suggerito il "sequel" di cui auspica Lucien)...
Alla fine le tate, ormai diventate vere e proprie guru dell'educazione, non fanno altro che disporre regole e forzare i genitori a farle rispettare, i quali sono poi la causa principale dei problemi dei propri figli.
"Reparto maternità", con le telecamere accese anche durante il "momento topico", con tutta una serie di necessari e delicati equilibrismi dal punto di vista delle riprese e della regia, si è invece molto "addolcito": la prima serie, in replica su "Fox life" a notte inoltrate, era crudissima, presentando le diverse problematiche del settore, mentre le successive, "girate" nella mega-maternità di Bologna, sono decisamente più delicate, dove si vede un caso normale ed uno più difficile (gemelli, madri "over cinquanta" o single), che si concludono sempre bene, cosa che invece non succedeva nella prima serie.
E' "docu-fiction", quindi è probabile che la realtà sia semplificata, ma è sempre meglio di quelle orribili cose che ho intravisto su "Canale5" al pomeriggio, che francamente non riesco proprio a guardare, neanche distrattamente...
Facciamo una "docu-fiction" anche in Consiglio Valle? Secondo me ci si diverte...

Ci sono

retroscena gustosi...

A braccio...

o copione?

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