Vorrei capire

Svizzeri in arrivo ad AostaVorrei capire e stento a farlo. Dunque ho bisogno di ricostruire il quadro per vedere se riesco a raccapezzarmi nella confusione che penso non essere solo mia. Questa storia delle misure contro la pandemia, fatte di comportamenti personali e di imposizioni normative che infine si confondono, lascia situazioni che stentano ad essere e ad apparire logiche. Come se certe scelte fossero ripetute meccanicamente e certe convinzioni fossero diventate così profonde da non essere più discusse e discutibili.
Diventano, insomma, un partito preso e dunque prive di spiegazioni e sono da prendere o lasciare senza troppo disquisire sulla loro bontà. Un atto di fede, in sostanza, ed un diktat forte ed impositivo con evidenti falle, tuttavia. Senza nulla togliere all'emergenza e alla disciplina da applicare per sconfiggere il/la "covid-19".

Per capirci. In un Valle d'Aosta blindata è in corso un incredibile andirivieni di svizzeri e di francesi e persino un olandese, chissà come giunto sul Gran Paradiso, è caduto in un crepaccio, dove non doveva esserci. Un ulteriore esempio di questa "mobilità internazionale" che fa arrabbiare chi ormai si sente claustrofobico. Noi siamo chiusi nei nostri Comuni di appartenenza e poi dai due tunnel stradali del Monte Bianco e Gran San Bernardo si riversano nella nostra piccola Regione alpina, senza particolari controlli di frontiera, turisti potenzialmente pericolosi.
Non capisco come possano passare indisturbati, come se nulla fosse ed appare un autentico sfregio a chi si attiene a regole che saranno pure nazionali o regionali, ma chi qui vuole venire non gode di alcuna immunità extra-territoriale. Capita anche a noi di essere controllati dove andiamo per un'elementare regola di reciprocità. Questo fatto snerva e preoccupa in una situazione già tesa e preoccupante ed è bene evitare benzina sul fuoco.
Cambio di scenario. Mentre noi restiamo nella "cinta comunale" ed a certe ore pure solo domestica, c'è chi per Pasqua prende l'aereo e viaggia laddove possibile, senza che nessuno batta un ciglio su questo evidente "due pesi, due misure". Al limite si prevede una piccola quarantena, tipo rimbrotto post viaggio. Laggiù, dove sceglie di andare, il turismo esiste, da noi è nell'angolo delle "cose pericolose" e come tale penalizzato in modo arbitrario. Il troppo stroppia.
Ora si vocifera di un cambio di passo dopo Pasqua. Il segnale arriva da Palazzo Chigi: pare che il premier Mario Draghi abbia capito che confinamento e chiusure risultano ormai insopportabili anche dai più ligi e disciplinati. Mentre prosegue, pur con il ridotto numero dei vaccini in campo, la vaccinazione di massa, emerge l'idea crescente che solo una ripartenza ragionata permetta di convivere con il virus, altrimenti «après la pandémie le déluge». Già ora l'economia soffre la società ribolle di rabbia o precipita nel baratro della depressione.
«Tenere duro», per un numero crescente di persone, suona come una presa in giro.

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