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16 set 2026

Willy il coyote non si arrende mai

Credo che tutti conoscano la divertente serie prodotta dalla "Warner Bros”, sin dagli anni '40, perché è un classico dell'infanzia ed un divertissement da adulti, quando si legge di più la metafora della vita presente negli episodi.

Esiste un inseguito, che è Beep Beep, che non è uno struzzo, ma è un uccello tipico dei deserti americani: il "Geococcyx californianus" (corridore della strada, un cuculiforme), mica troppo simpatico alla fine, perché il suo comportamento non è solo difensivo ma molto offensivo e venato da un certo cinismo verso chi cerca di catturarlo. Ma si comprende lo spirito ...

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15 set 2026

Quando la politica non parla ma urla

C’è una scena che si ripete identica, sera dopo sera, cambiando solo con il telecomando il nome della Rete, del programma e dei contendenti: due o tre ospiti seduti a un tavolo, un conduttore che prova a mediare, e nel giro di pochi minuti le voci che si sovrappongono fino a diventare un unico brusio indistinto e fastidioso.

Chi segue i talk show politici italiani lo sa bene: non vince chi argomenta meglio, vince chi resiste più a lungo a pieni polmoni in una specie di Plaza de Toros in cui regna la violenza verbale. È facile liquidare il fenomeno come un vizio televisivo, un trucco da bassa ...

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14 set 2026

Le parole perdute

Ci sono giorni in cui mi mancano le parole. Sembrerà strano a chi mi segue con costanza o di tanto in tanto, perché in questo mio spazio macino ormai da tanti anni un fiume di parole, seguendo dove mi portano i miei pensieri.

Riesco a tenere il ritmo quotidiano con una certa disciplina e lo faccio soprattutto per me stesso, convinto che l’esercizio sia una salutare ginnastica mentale. So che il mio è talvolta un divagare, passando da temi così distanti a causa del fatto banale che la quotidianità non ha un fil rouge. Passare di palo in frasca è un destino umano perché mai le cose sono sotto co...

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13 set 2026

La vendetta è un piatto che non ordino

Non sono mai stato vendicativo e pare che abbia - così mi dicono gli amici e pure mia moglie - una tendenza a archiviare con facilità certi torti subiti.

Non che non li abbia capiti e che non li abbia stampati nella memoria, avendone collezionati nella mia vita, pur ad un livello di diversa intensità. Non ho mai pensato, tuttavia, alla vendetta, che pure si dice che dovrebbe ”essere un piatto che va servito freddo”. Però ho avuto il piacere - constatando la bontà di due motti - come ”il tempo sia galantuomo” e che ”chi la fa l’aspetti”.

Che sia il karma o il boomerang, scegliete voi.

Vale cer...

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12 set 2026

La schiena dritta nel tempo incerto

Riavvolgere il nastro della Storia è un esercizio che consola e inquieta insieme. Consola perché mostra che ogni generazione ha attraversato la propria tragedia, e dunque nessuna epoca può dirsi eletta alla sofferenza in modo esclusivo. Inquieta perché, scendendo più a fondo - laddove la memoria si fa buia e restano solo tracce, indizi, ricostruzioni - si scopre che l’umanità ne ha viste, e fatte, di ogni colore. Non c’è secolo innocente.

Eppure oggi, guardando le cose, mi sorprendo con lo sguardo accigliato. Non tanto per me - la mia parte di strada, nel bene e nel male, l’ho già percorsa - q...

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11 set 2026

25 anni fa l’orrore delle Torri Gemelle

«Il cielo crollava ed era striato di sangue Ti ho sentito che mi chiamavi Poi sei scomparso nella polvere». (Bruce Springsteen)

Il pomeriggio dell'11 settembre di 25 anni fa - sembra impossibile che il tempo viaggi a questa velocità - ero nel mio ufficio al Parlamento europeo a Bruxelles. Lo ricordo con sgomento.

Non so chi per primo mi avvertì di quanto stesse accadendo e che sarebbe diventato Storia. Con il mio assistente parlamentate, Davide Donati, guardammo la diretta televisiva della "Cnn", inorriditi dal susseguirsi degli avvenimenti delle "Torri Gemelle", mentre attorno a noi il palazz...

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11 set 2026

La civiltà alpina non ha la sveglia al collo

C'è una frase, intrisa di quel razzismo stanco e dozzinale che si crede arguto: "Osso al naso, sveglia al collo". Nasce come insulto xenofobo rivolto alle popolazioni africane, espressione di un’ignoranza che riduce la complessità di intere culture a una macchietta grottesca. Eppure, con uno scatto di sconcertante leggerezza, questo stesso meccanismo mentale finisce per essere applicato anche a chi vive in montagna.

Da valdostano, mi è capitato più volte di imbattermi in certi "ganassa" di città: personaggi armati di una sufficienza incrollabile, convinti che l'altitudine sia inversamente prop...

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10 set 2026

Il “Me ne frego” nella Storia

Roberto Vannacci ha rispolverato il motto dannunziano ”Me ne frego”, molto in voga durante il regime fascista, per rispondere all'accusa di essere il "cavallo di Troia" di Mosca in Italia, scritta - fra gli altri - dal Financial Times.

Esemplare sul Corriere Paolo Di Stefano in un suo commento che così inizia: ” «Me ne frego». È risaputo che il motto con cui il generale Vannacci ha concluso qualche giorno fa il suo video di benvenuto a Cernobbio fu adottato da d’annunzio nel 1920 per gli Arditi di Fiume e poi dalle prime squadre d’azione fasciste. Pare che prima di d’Annunzio, lo scrittore sat...

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09 set 2026

Il diritto di dire “basta”

C'è un modo elegante per non affrontare un tema scomodo: parlare d'altro. Si chiama benaltrismo e in Italia è diventato l'arma preferita di chi non vuole discutere seriamente del fine vita.

Il meccanismo è sempre lo stesso. Qualcuno chiede una legge che regoli la morte volontaria assistita, sul modello di quanto già accade in molti Paesi europei. E la risposta, puntuale, è: "Ma bastano le cure palliative." Come se le due cose fossero in competizione, come se scegliere l'una escludesse l'altra, come se il problema fosse un eccesso di opzioni e non la loro assenza.

Non lo è. Le cure palliative s...

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08 set 2026

La paura, madre delle tirannie

Mi sono sempre sforzato di capire che cosa avesse portato all’affermazione del Fascismo prima e del Nazismo e che cosa avesse trasformato regimi comunisti in totalitarismi.

La storia delle tirannie è antica e attraversa le epoche con analogie evidenti. Oggi l’affermazione dei neonazisti in Sassonia fa risorgere un volto feroce che speravamo seppellito per sempre, e analoghi fantasmi neonazisti e neofascisti si agitano altrove in Europa, Italia compresa.

Certi successi elettorali hanno, come contraltare, una sconfitta di quei principi e valori della democrazia che troppo spesso si sono ritenuti...

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