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27 lug 2026

Il tempo non è quello dell’orologio, ma quello che viviamo

Un viaggio distante dalla propria casa è, prima di tutto, uno spostamento nel tempo. È una realtà tangibile, non una suggestione della fantasia. Lo chiamiamo con un nome tecnico: fusi orari.

Teoricamente dovrebbero essere 24, uno per ogni ora del ciclo terrestre, ma nella pratica reale sono tra i 38 e i 40 — o persino di più, a seconda di come si calcolano le anomalie politiche, le mezze ore regionali e le varianti dell'ora legale. Nati solo verso la fine dell'Ottocento sotto la spinta inesorabile delle ferrovie e delle reti telegrafiche, i fusi orari hanno cancellato per sempre la pluralità ...

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26 lug 2026

Le emoji e il corpo che parla, quando torniamo mimi

C’è qualcosa di paradossale nel modo in cui comunichiamo oggi, che dimostra come nel sentirci modernissimi in realtà replichiamo gesti antichi sotto nuova forma. Scriviamo più di quanto abbiano mai scritto le generazioni precedenti — messaggi, chat, commenti — eppure per farci capire davvero ricorriamo sempre più spesso a un disegnino stilizzato di un viso che sorride, piange o strizza l’occhio. Sono i famosi e ormai insostituibili emoji.

È come se, attraversata la parentesi della scrittura alfabetica, fossimo tornati a un gesto molto più antico: mostrare, con il corpo, ciò che proviamo.

Desmo...

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26 lug 2026

Autonomia valdostana: no all’ultima Thule

Seguo la politica valdostana (italiana ed europea, per non dire mondiale) nei limiti della mia capacità di comprensione e da una posizione diversa da quella - interpretata per decenni - di protagonista in diversi ruoli.

Oggi mi sento come un loggionista. Mi riferisco a quelle spettatore abituale che assiste agli spettacoli teatrali (soprattutto opere liriche) dal loggione, cioè la galleria più alta del teatro, dove i posti sono più economici e distanti dal palco. Tipicamente è un appassionato melomane, spesso molto competente, che frequenta regolarmente i teatri d’opera (come la Scala di Mila...

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25 lug 2026

La sfida della lettura non è la postura, ma l’attenzione

Normalmente d’estate ho più tempo per la lettura dei libri, che finisce per essere legata a momenti di relax ed anche a spostamenti in viaggio.

Così mi ha divertito - e lo condivido, prima di fare altre osservazioni - un articolo di Wilma de Rek sul giornale olandese de Volkskrant, tradotto su Internazionale.

L’inizio assomiglia ad una situazione classica: ”Con l’estate arriva finalmente il momento di stendersi su un telo da mare con un bel libro in mano. Ma è proprio lì che cominciano i problemi. Il libro in questione è un librone, troppo pesante per il povero braccio che lo tiene sollevato s...

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24 lug 2026

I luoghi della memoria non si ereditano

C’è un rito che molti genitori compiono, prima o poi: tornare con i propri figli nei luoghi della propria infanzia. Il cortile dove si giocava, la scuola dove abbiamo studiato, la spiaggia delle vacanze, il bar di montagna dove si stava con la compagnia.

Ci si torna con l’entusiasmo e l’ingenuità di chi vuole condividere qualcosa di prezioso, convinti che basti indicare un posto e raccontarne la storia perché quella storia diventi, almeno un po’, anche dei figli.

È in quel momento, però, che si scopre di qualcosa di scomodo: il racconto scivola addosso. I figli ascoltano, magari sorridono, ma ...

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23 lug 2026

Oltre la destra e la sinistra: la sicurezza come diritto

Ci sono temi su cui sforzarsi di trovare una sintesi dimostrerebbe a che cosa servano una democrazia matura e il dialogo politico conseguente.

Mi riferisco al tema sicurezza e al rischio che, al posto di essere un tema meritevole di una mobilitazione generale, diventi oggetto di una campagna elettorale che in Italia non si ferma mai e figurarsi adesso a pochi mesi dal voto per le Politiche.

Da un lato ci si indigna a comando, quando il fatto di cronaca nera conquista l'apertura dei telegiornali e dall’altro si tende a derubricare il degrado a un prezzo fisiologico da pagare a causa della compl...

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22 lug 2026

La strada per l’inferno, la democrazia e la forza del federalismo

Si dice che “la strada per l’inferno è lastricata di buone intenzioni”. Questo proverbio popolare italiano — e internazionale — sostiene, con un’immagine suggestiva, come senza azioni concrete, impegno e risultati, le buone intenzioni siano un flop, e possano persino portare conseguenze negative o a veri e propri fallimenti.

L’ammonimento ha radici antiche, spesso ricondotte a San Bernardo di Chiaravalle (XII secolo), a cui si attribuisce la formula latina “Inferno pleno est bonis voluntatibus” (“l’inferno è pieno di buone volontà”), o a San Francesco di Sales, con la variante sintetica “Verum...

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21 lug 2026

Ulisse, Itaca e il viaggio che continua a interrogarci

Si può dire, quasi come se fosse un calembour, che il recente film su Ulisse, Odisseo, diretto da Christopher Nolan, riprenda con correttezza…epica il celebre capolavoro di Omero (cui viene ascritta l’opera, pur senza certezza alcuna sulla paternità).

Ne parlo dopo averlo visto, preso da un’ovvia curiosità per quale fosse stato il risultato.

Certo l’impronta di Nolan assume una sua autonomia cinematografica, per quanto si veda un atteggiamento nel complesso filologicamente corretto ma con qualche omissione. Non spicca qualche celebrità holliwoodiana messa lì per cassetta e fanno sorridere atto...

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20 lug 2026

La rotonda della verità: mai confondere falso, bugia e menzogna

La questione delle bugie, almeno da bambino, sembrava risolta con il naso di Pinocchio, che si allunga come evidente ammonimento, rendendo visibile e misurabile ciò che normalmente resta nascosto: la distanza fra parola e verità.

Poi, nel corso della vita, ti accorgi che la questione è più complicata e hai a che fare con parole diverse, che hanno significati non coincidenti, ma che si incrociano nella rotonda della propria vita, provenendo da strade diverse.

"Falso” descrive uno scarto tra ciò che appare o viene detto e la realtà e può riguardare un oggetto (un falso Rolex), un’informazione ...

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19 lug 2026

Spigolature su chi ha inventato il gelato

Tutti i grandi momenti conviviali del Gattopardo Giuseppe Tomasi di Lampedusa tendono a fondersi nell'immensa sequenza del ballo a Palazzo Ponteleone, diventata proverbiale non solo per la descrizione libraria ma per la trasposizione nel film di Luchino Visconti con due bellissimi attori, Alain Delon e Claudia Cardinale.

Invece, il celeberrimo gelo di melone (il tradizionale gelo di mellone o d'anguria siciliano) fa la sua trionfale comparsa proprio nel libro, durante il sontuoso pranzo organizzato nel palazzo di Donnafugata. Per capire come cambiano i tempi con medesimo fasto di recente si s...

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