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11 set 2026

25 anni fa l’orrore delle Torri Gemelle

«Il cielo crollava ed era striato di sangue Ti ho sentito che mi chiamavi Poi sei scomparso nella polvere». (Bruce Springsteen)

Il pomeriggio dell'11 settembre di 25 anni fa - sembra impossibile che il tempo viaggi a questa velocità - ero nel mio ufficio al Parlamento europeo a Bruxelles. Lo ricordo con sgomento.

Non so chi per primo di avvertì di quanto stesse accadendo e che sarebbe diventato Storia. Con il mio assistente parlamentate, Davide Donati, guardammo la diretta televisiva della "Cnn", inorriditi dal susseguirsi degli avvenimenti delle "Torri Gemelle", mentre attorno a noi il palazz...

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11 set 2026

La civiltà alpina non ha la sveglia al collo

C'è una frase, intrisa di quel razzismo stanco e dozzinale che si crede arguto: "Osso al naso, sveglia al collo". Nasce come insulto xenofobo rivolto alle popolazioni africane, espressione di un’ignoranza che riduce la complessità di intere culture a una macchietta grottesca. Eppure, con uno scatto di sconcertante leggerezza, questo stesso meccanismo mentale finisce per essere applicato anche a chi vive in montagna.

Da valdostano, mi è capitato più volte di imbattermi in certi "ganassa" di città: personaggi armati di una sufficienza incrollabile, convinti che l'altitudine sia inversamente prop...

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10 set 2026

Il “Me ne frego” nella Storia

Roberto Vannacci ha rispolverato il motto dannunziano ”Me ne frego”, molto in voga durante il regime fascista, per rispondere all'accusa di essere il "cavallo di Troia" di Mosca in Italia, scritta - fra gli altri - dal Financial Times.

Esemplare sul Corriere Paolo Di Stefano in un suo commento che così inizia: ” «Me ne frego». È risaputo che il motto con cui il generale Vannacci ha concluso qualche giorno fa il suo video di benvenuto a Cernobbio fu adottato da d’annunzio nel 1920 per gli Arditi di Fiume e poi dalle prime squadre d’azione fasciste. Pare che prima di d’Annunzio, lo scrittore sat...

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09 set 2026

Il diritto di dire “basta”

C'è un modo elegante per non affrontare un tema scomodo: parlare d'altro. Si chiama benaltrismo e in Italia è diventato l'arma preferita di chi non vuole discutere seriamente del fine vita.

Il meccanismo è sempre lo stesso. Qualcuno chiede una legge che regoli la morte volontaria assistita, sul modello di quanto già accade in molti Paesi europei. E la risposta, puntuale, è: "Ma bastano le cure palliative." Come se le due cose fossero in competizione, come se scegliere l'una escludesse l'altra, come se il problema fosse un eccesso di opzioni e non la loro assenza.

Non lo è. Le cure palliative s...

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08 set 2026

La paura, madre delle tirannie

Mi sono sempre sforzato di capire che cosa avesse portato all’affermazione del Fascismo prima e del Nazismo e che cosa avesse trasformato regimi comunisti in totalitarismi.

La storia delle tirannie è antica e attraversa le epoche con analogie evidenti. Oggi l’affermazione dei neonazisti in Sassonia fa risorgere un volto feroce che speravamo seppellito per sempre, e analoghi fantasmi neonazisti e neofascisti si agitano altrove in Europa, Italia compresa.

Certi successi elettorali hanno, come contraltare, una sconfitta di quei principi e valori della democrazia che troppo spesso si sono ritenuti...

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07 set 2026

Una Autonomia all’attacco

Ognuno ha la propria ricetta per il futuro dell’Autonomia valdostana. È talmente difficile immaginare il domani — e già il presente, così frenetico e sfuggente, spesso ci scappa sotto i piedi — che è del tutto legittimo figurarsi scenari anche molto diversi tra loro.

Ciò che più mi preoccupa, tuttavia, forte di un’esperienza sul campo che non mi si può negare, è l’atteggiamento di attesa passiva degli eventi. Non ho mai sopportato il lasciarsi vivere, il tran-tran rassicurante, l’idea che in fondo le grandi questioni storiche e istituzionali si possano risolvere da sole, per una sorta di fatal...

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06 set 2026

Todos caballeros, ovvero l’inflazione dell’autonomismo

Mai perdere lo spirito di osservazione, che resta uno strumento utile nella vita quotidiana. Ed è utile applicarlo a questioni vicine e lontane perché serve a illuminare aspetti che altrimenti resterebbero seminascosti.

Ad esempio, ogni tanto mi dico: ma, in fondo, chi te lo fa fare di alzare il fastidioso ditino e dire: scusate ma com’è possibile che alla fine in Valle d’Aosta tutti si proclamino autonomisti? Una vera inflazione che svaluta la preziosa moneta dell’autonomismo. E d’altra parte, chi si mette sul petto una medaglia di latta quale tipo di sanzione rischia?

Nessuna. Non esiste un ...

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05 set 2026

Ventotene e Chivasso: il federalismo è libertà

Sono stato per la prima volta e con una certa emozione a Ventotene in una specie di pellegrinaggio, come credo sia normale per chi crede e coltiva il federalismo.

Occasione per ricordare a me stesso come i casi della Storia possano far assumere a certi luoghi un significato politico e lo mantengano nel tempo come impronta indelebile.

Il luogo è facile da descrivere: una piccola isola vulcanica nel Tirreno, al largo di Gaeta (Lazio). Lunga circa 3 km e larga al massimo 800 metri, ha una superficie di poco più di 1,5 km² e un profilo basso e ventoso con un mare limpido.

Ventotene è diventato il ...

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04 set 2026

Il chiostro contro il Grand Guignol della cronaca

C’è un momento, ogni giorno, in cui il corpo chiede silenzio. È un bisogno quasi fisiologico, prima ancora che filosofico: la quiete come respiro, come pausa necessaria tra un pensiero e l’altro. E poi, quasi per riflesso, accendiamo la televisione. O, più spesso ormai, scorriamo lo schermo di un telefono che teniamo in mano come un piccolo animale domestico irrequieto.

Ed ecco che quella quiete cercata si rompe contro un muro fatto di sangue, di cronaca nera, di violenza raccontata con la stessa cadenza con cui un tempo si raccontava il meteo. Il richiamo al Grand Guignol non è casuale. Era ...

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03 set 2026

Il senso del ridicolo: un vaccino per la politica

Esiste uno strumento politico ed esistenziale formidabile, costantemente sottovalutato e quasi mai presente nei programmi elettorali: il senso del ridicolo.

Si tratta null’altro che un meccanismo di difesa sociale che ci spinge a evitare comportamenti che potrebbero farci apparire ridicoli agli occhi altrui.

Eppure, basterebbe guardarsi intorno per rendersi conto di quanto spesso — anche e soprattutto dove le questioni si fanno più serie — ci sia lo zampino di questa forza invisibile ma inesorabile. Nella vita pubblica, il confine tra la solennità istituzionale e la macchietta è sottile come ...

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