blog di luciano

Di lotta e di governo?

Il primo Consiglio dei Ministri del Governo DraghiL'interrogativo è interessante: si può essere di lotta e di governo? E' un vecchio tema, che penso diventerà ben presente con il Governo Draghi, visto che la maggioranza che lo regge è multicolore e questo significa, in soldoni, visioni diverse su problemi cruciali. Quando lentamente svanirà la nebbia della retorica, lo scenario mostrerà queste differenze e la tentazione sarà quella del doppio binario appena evocato: essere di lotta, cavalcando temi delicati in contrapposizione con la maggioranza della propria maggioranza, ed essere di governo, cioè farlo senza andarsene rallentando tutto ed avvelenando il clima.
Ha scritto Paolo Pombeni sul sito "mentepolitica" per inquadrare il tema: «Lo stereotipo del partito di lotta e di governo viene fatto risalire agli anni Settanta e alla leadership di Berlinguer che voleva avvicinare quantomeno il PCI all'area governativa senza che questo mettesse in crisi la sua immagine di formazione in lotta contro il "sistema"».

L'incomprensione verso montagne e montanari

Mario Draghi al SenatoLa pandemia ha dimostrato alcune cose, che emergono ormai con cristallina chiarezza e sarebbe bene rifletterci, specie da parte del nuovo Governo, che nasce con un'impronta da unità nazionale di fronte alla crisi, ma con una compagine così eterogenea da sollevare più di un interrogativo. Le circostanze, tuttavia, sono eccezionali e dunque, almeno in partenza, meglio evitare di essere schizzinosi e questa apertura non significa affatto non considerare il rischio di avere brutte sorprese. Per questo è necessario essere vigili ed anche propositivi.
Inutile dire come la pandemia abbia infettato tutto, anche nella singolare commistione fra scienza e politica. Nessuno nega la necessità che gli esperti abbiano un ruolo rimarchevole, frutto degli eventi, ma sarebbe bene che si uscisse dalle troppe chiacchiere televisive e dalla cacofonia di posizioni sul medesimo soggetto. Ai decisori politici, valutato tutto quanto necessario, deve toccare l'ultima parola, di cui assumersi la responsabilità.

Il Carnevale della nostalgia

La mia bandiera da Conte del Carnevale storico di VerrèsLa scomparsa del Carnevale è avvenuta senza grande clamore ed è sancita ufficialmente dall'arrivo della Quaresima. Mentre l'anno scorso in Valle d'Aosta le manifestazioni si svolsero per il rotto della cuffia, mentre già nel vicino Canavese si tirò giù la saracinesca, quest'anno nulla da fare. Nell'anno in cui tutti noi indossiamo le mascherine - che suoni come un paradosso! - niente maschere.
Se per una larga parte della Valle questo non ha comportato danni collaterali, assicuro l'esistenza di un vero e proprio lutto laddove i giorni di Carnevale vengono vissuti con grande concitazione. Penso a Pont-Saint-Martin dove al "diavolo", questa volta con mascherina, è stato appiccato il fuoco in un clima surreale senza sfilate, carri e bagordi (tranne "l'incidente diplomatico" presso il Municipio…). Mi riferisco alle maschere della Coumba Freida, dove l'elemento cardine è la fisicità delle maschere coloratissime, che fanno gazzarra e se ne fanno di tutti i... colori. Il "covid-19" ha congelato tutto e rinviato a tempi migliori.

Draghi e il suo appello all'unità

Mario Draghi durante il giuramento del ministro Mariastella GelminiL'appello all'unità di Mario Draghi, che immagino ripeterà in Parlamento per ottenere la fiducia, è quanto al momento si deve cogliere. Il suo ruolo alla "Banca Centrale Europea" in anni difficili lo ha reso più politico che tecnico in un contesto nel quale ha dimostrato la sua personalità. Penso, tra l'altro, che sia il primo a capire che ha due nemici con cui combattere quotidianamente.
Il primo sono gli italiani che esaltano certi leader al limite dell'apologetica, come come sta avvenendo proprio con Draghi, l'emergente di turno viene portato alle stelle, per poi disfarsene e farlo schiantare al suolo. In molti criticano lo stallo e poi al primo cambiamento scoppia la protesta e finisce la "luna di miele".
L'altro nemico per Draghi è l'eterogeneità delle forze politiche della sua maggioranza, litigiose appena potranno fra di loro e persino al loro interno, non solo fra chi ha trovato un posto nell'Esecutivo e chi no, ma perché già in partenza ci sono aggregazioni con cani e gatti. Aggiungerei anche il rischio che, in assenza di un idem sentire, i ministri rischino di usare il ruolo per propaganda di partito, se il premier non li terrà disciplinati.

La coltellata alle spalle del ministro Speranza

Roberto Speranza, ministro della SaluteLa goccia che ha fatto traboccare il vaso. La decisione di ieri del peggior ministro del Governo "Conte bis", Roberto Speranza, miracolato da Mario Draghi, di bloccare la riapertura degli impianti fa arrabbiare anche il più serafico.
Ma è il segno dei tempi, quelli di una sorta di dittatura sanitaria priva di scrupoli nel nome della nostra salute, nascondendosi dietro il dramma purtroppo reale e certamente da combattere della pandemia.
Ma a spiegare la rabbia basta l'ultima dichiarazione di Speranza, che spiega la scelta proditoria con un ardito parallelo fra lo sci e le discoteche! Un esempio preclaro di stupidità da parte di un ministro incapace, purtroppo confermato da Draghi, grazie al pugno di voti del suo partitino di estrema sinistra, che per altro si è pure diviso sulla fiducia al nuovo Governo. Guarda caso viene dalla stessa area politica che in larga parte aborrisce impianti a fune e sci alpino nel nome di un ambientalismo sbilenco.

San Valentino e l'Amore

La prima pagina del catalogo degli 'Innamorati' di Raymond PeynetSan Valentino, come tutti i Santi, vive di leggende. Vescovo di Terni nel 197 d.C., ci sono due versioni, altrettanto cruente, della sua morte: lapidato o lapidato e poi decapitato. Questa storia terribile del martirologio, cioè la casistica vasta e sanguinosa delle morti tragiche e delle torture efferate sui martiri cristiani, mi ha sempre impressionato sin dai tempi del catechismo, pensando a questa nostra religione che nobilmente predica l'Amore nella vita che passa spesso - unendo due estremi - attraverso la morte per colpa dell'Odio.
L'origine, come spesso capita, parte dalla necessità Chiesa cattolica di "cristianizzare" il rito pagano della fertilità, praticato dagli antichi romani.

L'ottovolante della politica italiana

Dettaglio di un ottovolante a 'Gardaland'
«Sic transit gloria mundi» (in italiano: «così passa la gloria del mondo»; in senso lato: «come sono effimere le cose del mondo!»). Questo famoso detto vale moltissimo in Politica. Nel passato mi era capitato, dopo una bella vittoria elettorale del Movimento cui appartenevo, cui non corrispose un mio analogo successo personale, dissi, più prosaicamente con Mogol-Battisti «Le discese ardite e le risalite».
Sono in politica dal 1987, con una pausa in cariche elettive fra l'estate del 2013 e la fine del 2020, e devo dire che esperienza ne ho fatte, vedendo successi che diventano insuccessi e viceversa. Parafrasando Roy Batty, il replicante di "Blade Runner": «Io ne ho viste cose che voi umani non potreste immaginarvi: camarille, tradimenti e botte da orbi a Montecitorio, ho visto politici di tutti i tipi balenare nel buio vicino alle porte di ingresso del Parlamento europeo e pure all'ingresso del Consiglio regionale valdostano. E tutti quei momenti andranno perduti nel tempo, come lacrime nella pioggia».

Il Ministero ricopiato

Barbara Pompili, ministro francese alla 'transition écologique'Avete presente quando ai tempi della scuola si sbirciava il compito del vicino per ricopiare il compito?
Ecco: l'Italia scopiazza una vecchia questione con la nascita del "Ministero della transizione ecologica", che già esiste, con questa dizione, in Francia ma anche in Spagna.
Perché vecchia storia? Sul sito "La Tupie" facciamo un salto indietro di una dozzina di anni: «La "transition écologique" est un concept créé par l'enseignant anglais en permaculture, Rob Hopkins (né en 1968). Il est constitué d'un ensemble de principes et de pratiques issus des expérimentations relatives à la l'autonomie locale dans un contexte de dépendance au pétrole, ressource finie, de réchauffement climatique avec la nécessité de réduire les émissions de CO2. Ce concept est exposé dans son ouvrage "The Transition Handbook: From Oil Dependency to Local Resilience"».

Il lupo e la democrazia

Il famoso lupo valdostano a spasso nella zona della Croix Noire«Mauro Deidier, presidente del parco Alpi Cozie, con una sua recente lettera denuncia gli obiettivi, le enormi cifre in gioco e dubbi sul progetto "Wolfalps 2", una questione che va riportata al più presto al giusto livello istituzionale e chiarita, perché non riguarda solo le valli».
Il mio amico occitano, Mariano Allocco, sentinella sui problemi della montagna dalla sua Val Maira, così inizia un suo articolo sulla questione del lupo, che mi sta a cuore da tanti anni e mi ha creato qualche inimicizia, quando sostengo che non si può pensare che la diffusione del lupo aumenti sulle Alpi a dismisura e senza contromisure.
Sono andato a leggere la lettera, rigida verso questo progetto sfuggito di mano o meglio finito nelle mani di chi ha fatto del lupo il loro unico vangelo.

Le chiese segno dei tempi

La Cattedrale di Aosta riflessa in una pozzangheraLeggo sempre volentieri Susanna Tamaro, una scrittrice che non nasconde la sua fede profonda e che ha una scrittura sempre pensosa ed avvolgente. Mi ha incuriosito un suo articolo lungo e approfondito pubblicato sul "Corriere della Sera" in cui descrive un tema su cui io stesso avevo riflettuto.
La mia premessa è facile: viviamo in una Valle dove ogni paese ed ogni villaggio ha nelle chiese, grandi e piccole, un segno architettonico importante. Nei miei viaggi ho visitato ogni sorta di edificio religioso, non solo perché espressione tangibile della diversità culturale e anche di ingegno umano, ma perché espressione profonda di comunità e del loro desiderio di esprimere fisicamente lo slancio verso il trascendente.

Condividi contenuti

Registrazione Tribunale di Aosta n.2/2018 | Direttore responsabile Mara Ghidinelli | © 2008-2021 Luciano Caveri