blog di luciano

Ripartiamo dall'Autonomia

Palazzo regionale, dove si applica l'Autonomia valdostanaConfesso di non aver avuto la forza di seguire il dibattito parlamentare al Senato per un senso di sfinimento e di sconforto, in una situazione in cui appare difficile scorgere chi siano i vincitori e i vinti, diffidando delle apparenze contingenti. Per cui mi rifugio in pensieri tutti nostri, perché sarà bene ripartire da qui in un avvenire pieno di incognite.
L'Autonomia dovrebbe essere percepita dai valdostani che ci credono come un fatto prepolitico: un genius loci, uno stato d'animo, un carattere fondatore. L'elemento storico, sociale, culturale e persino spirituale dovrebbe essere l'humus su cui si fonda poi la costruzione politica. Non è questione di solisti che spiccano, ma di una logica orchestrale in cui ognuno ha un suo ruolo.
Ci penso spesso di questi tempi in cui ho ripreso la mia attività nella politica attiva e nell'Amministrazione.

Il male di vivere nella pandemia

Male di vivere...Viene in mente un celebre verso di Eugenio Montale: «Spesso il male di vivere ho incontrato».
Di questi tempi ci rimugino sopra e che ci sia questa aria lo dicono gli esperti, che di queste cose ne sanno. Esiste un malessere che si sta diffondendo dopo tanti mesi, fatto di alti e bassi, illusioni e disillusioni, aperture e chiusure.
Ho fatto diversi tamponi e l'attesa dell'esito misurava in modo diverso il tempo. Il tampone molecolare era una attesa più lunga e preoccupata in cui ti figuri i due scenari, positivo e negativo. Quelli rapidi segnano minuti nervosi con il colore che cambia con il responso.
Ma anche la socialità si è trasfigurata. Dietro la mascherina talvolta non conoscevi i volti nascosti e se li conoscevi bene perdevi quegli aspetti sensoriali di una stretta di mano, di un volto sfiorato e neppure il sorriso poteva segnare la complicità.

Discontinuità

Visitatori alla 'Foire de Saint-Ours'Ogni anno è punteggiato da appuntamenti che sono, nella loro ripetitività, del tutto rassicuranti, come fossero dei traguardi fissi nel percorso della nostra vita.
Per me, ad esempio, si comincia normalmente in queste settimane con, all'inizio di gennaio, la presentazione dei due personaggi del Carnevale di Verrès, mio paese natale. Ogni anno ci sono una Catherine de Challant ed un Pierre d'Introd diversi, che entrano nei panni di queste figure quattrocentesche che abitarono il castello-fortezza che domina il paese. L'anno scorso per un pelo la manifestazione rischiò di essere bloccata, quest'anno lo è, come gli altri carnevali valdostani.
Cambio scenario: il 30 e il 31 gennaio sono invece le date canoniche e fisse della "Foire de Saint-Ours", la grande fiera dell'artigianato valdostano, autentico bagno di folla, di gran lunga il momento più partecipato che ci sia in Valle.

La dignità da non perdere

La massima di Émile Chanoux nell'aula del Consiglio Valle'Con la chiusura dei confini regionali è morta per la Valle d'Aosta qualunque forma reale di turismo invernale tradizionale o - come piace agli ambientalisti - "dolce" (come se il resto fosse... "amaro").
Sarebbe stato meglio che il Governo Conte (rabbrividisco al pensiero di un "Conte ter") dicesse sin dall'autunno la verità, in particolare sugli impianti a fune. Invece sì sono messi a giocare con i colori, cambiando i parametri, dimostrando dilettantismo, come si vede ora dalla fornitura centralizzata dei vaccini, che non è difficile prevedere che si trasformerà in un problema serio.
Nessuno nega la drammatica situazione epidemica e nessuno è così stupido da barattare facilmente la propria vita in cambio di una sciata, di una gita in un bosco, di un pranzo in uno chalet e potrei continuare l'elenco. Ma ogni attività non può essere bloccata senza fissare un orizzonte temporale e non è concepibile che molte scelte siano state assunte capricciosamente da un manipolo di scienziati chiuso nella loro turris eburnea senza conoscenza di quanto siano differenziate le realtà locali. Quanto assicurato dai rappresentanti della democrazia locale e non da ministri ducetti protervi ed impositivi.

Sull'oscuramento di Trump

L'account 'Twitter' di Donald Trump, ora bloccatoDonald Trump viene sospeso dai "social", cominciando dal suo amatissimo "Twitter" con cui da anni gioca con una messaggistica rozza ed elementare. In molti, da destra come da sinistra, gridano all'attentato alla libertà di espressione.
Francamente, per quanto capisca certe preoccupazioni, non condivido che si possa fare del Presidente degli Stati Uniti una sorta di vittima da sostenere e compatire.
Si può anzitutto discutere se sia ancora e davvero l'uomo più potente del mondo e penso francamente che ancora lo sia, anche se per fortuna pro tempore nel caso di Trump e la pulizia l'hanno fatto gli elettori. Per questo ha avuto una potenza di fuoco mediatico straordinario. Se un Presidente americano indice una conferenza stampa ha la possibilità con un batter di ciglia di far transitare in tutto il mondo il suo punto di vista.

Valle d'Aosta 2121

Una riunione della Corte CostituzionaleOggi, cari lettori, ci fa piacere ricordare un fatto storico di cent'anni fa. Nel lontano 2021 la nostra piccola Valle si trovò ad affrontare, come avvenne in tutto il mondo, la tragedia di una pandemia causata da un virus pernicioso chiamato "covid-19".
All'epoca le istituzioni valdostane ruotavano attorno ad un ordinamento valdostano frutto di vicende storiche svoltesi nella metà del XXesimo secolo. La Costituzione repubblicana del 1948 aveva creato un sistema di Statuto Speciale che ruotava attorno ad un piccolo Parlamento con un Governo regionale nel solco di una democrazia rappresentativa.
Un secolo fa, nel cuore del periodo di contagi, la Valle cercò di massimizzare la propria Autonomia, ma ciò non fu consentito da una sentenza di un organo statale, noto come Corte Costituzionale, che oggi riteniamo assai significativo in un suo pronunciamento dei forti limiti di quel sistema regionalistica dell'epoca.

Conte: il viale del tramonto

Giuseppe Conte e Rocco CasalinoGiuseppe Conte incarna in toto una storia italiana lunghissima. La capacità di alcuni di stare in scena costi quel che costi, cambiando posizione manco fosse il "Kamasutra" o colore, come avviene in epoca di pandemia, in una logica nel caso di mantenimento della propria posizione. Naturalmente questo avviene con giustificazioni nobilissime, quando invece basterebbe dire la verità nel caso di specie: restare a Palazzo Chigi a qualunque costo, dopo aver detto - così si espresse Conte - che la politica sarebbe stata una parentesi. Oggi capiamo l'ampiezza di questa parentesi...
Leggevo nel settembre del 2019 un bel articolo di Ernesto Galli della Loggia non riferita a questo caso ma ad una attitudine: «La prima cosa da chiarire è che trasformismo non significa affatto cambiare opinione su questa o quella questione. Non vuol dire cambiare idea. Ci mancherebbe altro».

Fiori sulla testa

Coiffeur casalingo...Durante il lockdown mia moglie mi ha tagliato i capelli: ero davvero indecoroso e dovevo tornare a parvenze umane. Si era fatta consigliare dal parrucchiere che abbiamo in comune, Andrea Stévenin, verrezziese con bottega ad Aosta. Per cui la cucina è stata trasformato in luogo di tosatura con qualche vago nervosismo da parte mia. Invece mi sono dovuto ricredere delle capacità dell'improvvisata hair stylist.
Da bambino venivo portato dal barbiere (così si diceva una volta) a Saint-Vincent, a qualche chilometro da casa mia. Oggi Beppe Vallotta, questo il suo nome, è mio vicino di casa e si ricorda di me bambino. Fa sempre impressione trovare qualcuno che parla di te in quell'età di cui ho scarsa memoria. Pare che fossi chiacchierone e che ad accompagnarmi fosse sempre mio papà.

La fragilità

Conseguenze della fragilitàQuante definizioni, frutto poi di sensazioni ed emozioni, abbiamo raccolto, con la pazienza di un filatelico, attorno alla pandemia. La gamma è vastissima nel bene come nel male, a seconda dei momenti, delle circostanze e degli stati d'animo. Leggo su "Il Foglio" Fabiana Giacomotti, che scrive della fragilità con grande maestria.
Così dice: «La fragilità, corollario semantico degli stati di crisi, è la nuova condizione esistenziale nell'era del "covid" e - immaginiamo - delle future pandemie, che tutti i virologi e la stessa "Oms" ci agitano davanti di continuo come frati trappisti, memento mori. Probabilmente ci sta bene così, ed è comprensibile: la fragilità è nozione delicata, preziosa, sostanzialmente molto positiva».

Tristezze attorno alla pandemia

Il commissario all'emergenza Domenico ArcuriGovernare stanca. Lo sapevo benissimo quando ho accettato di tornare in pista in politica. E l'ho fatto conscio o forse anche spinto dal momento delicato: la crisi pandemica. Una situazione difficile in cui sentivo il dovere di esserci, nella speranza di poter essere utile con le mie esperienze precedenti.
Quando si fa il politico regionale, avendo però avuto la fortuna di essere stato a Roma ed a Bruxelles con ruoli che mi hanno consentito di imparare molte cose, è ovvio capire come ogni decisione assunta deve fare i conti con la rete complessa in cui siamo inseriti. Ogni decisione, anche la più banale, non è un unicum a sé, ma è inserita in un sistema decisionale nazionale, europeo ed in certi casi persino mondiale.

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