Chi dice che la politica è "grigia"?

Palazzo Grazioli a RomaVerrebbe voglia, ogni tanto, di fermare tutto e dire «sincronizziamo gli orologi», sapendo che alla fine l’interesse dovrebbe essere quello di salvaguardare la nostra autonomia speciale.
Sarò un pochino "ciula", come dicono i lombardi, ma la situazione politica in Valle sembra talvolta uno di quei "vaudeville", commedie leggere e divertenti basate su intrighi e "qui pro quo" in cui ad un certo punto i personaggi si mischiano e le situazioni si complicano spesso con intrighi amorosi.
L’ambientazione – ma, per carità, nessuna liaison rosa questa volta… - è Palazzo Grazioli, dove il Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi riceve una "delegazione valdostana", di cui fan parte tre esponenti del PdL, il Presidente della Regione ed il Senatore della Valle d’Aosta.
Incontro pubblico? Verrebbe voglia di dire di no, perché la sede della Presidenza è Palazzo Chigi, ma si sa che al premier quel palazzo non piace e preferisce usare il "suo" palazzo.
Incontro istituzionale? No, abbiamo già detto in sostanza, anche perché sennò mancherebbe uno dei due parlamentari valdostani.
Incontro politico, nel senso partitico? Direi di no, perché altrimenti ci sarebbero stati esponenti unionisti e delle altre forze autonomiste e non quelli del PdL che, sulla carta, sono ancora opposizione. Tuttavia, essi stessi precisano che lo fanno per il bene della Valle, e per trovare soluzione ai problemi concreti.
«Sincronizzare gli orologi» vorrebbe solo dire, in sostanza, sapere chi fa che cosa e conoscere gli esiti conclusivi, perché il pragmatismo premia senza naturalmente far venir meno i principi, che sono la benzina senza la quale il motore si ferma.
Perché nel "vaudeville" c’è sempre un lieto fine, quando tra risate e pacche sulle spalle, con apposito accompagnamento musicale, equivoci e incomprensioni si sciolgono come neve al sole.
Bisognerebbe però avere in mano il copione o parlare con il regista.

Commenti

Incontro Berlusconi - Rollandin

A mio parere, Berlusconi si è presentato a questo incontro nella sua veste istituzionale, perché ha voluto conoscere le richieste della Valle d'Aosta al Governo italiano ed ha espresso la sua disponibilità ad esaminarle con attenzione, proprio in veste di Capo del Governo.
D'altra parte, l'incontro ha avuto anche un evidente scopo politico, perché tra gli interlocutori c'era uno dei parlamentari della Valle d'Aosta, che tra alcuni giorni sarà chiamato a votare sulla fiducia al Governo; proprio il parlamentare che può essere considerato "in area di maggioranza", vista la recente alleanza locale tra PdL e Union, ma che recentemente (voto sul decreto intercettazioni, se non erro) ha dimostrato di avere un'indipendenza di giudizio capace di fargli prendere decisioni diverse dagli accordi di partito.
Aspetto istituzionale ed interesse politico si sono dunque mescolati in questo episodio. Questa commistione certo non è nuova, ma mi pare che in passato ci fosse la consapevolezza che essa costituiva una forzatura, se non un tradimento, delle regole democratiche e dei loro principi, e quindi non la si sbandierava con orgoglio.
Oggi si sta affermando la concezione che i poteri dati dalle Istituzioni possono essere usati per perseguire gli interessi e gli obiettivi di una parte politica, nel disinteresse o nell'accettazione da parte dei cittadini.
Vorrei dire che questo mi dispiace e mi preoccupa un po'.

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e segnalo come la novità stia nella presenza di esponenti locali del partito del Presidente del Consiglio e ricordo che Berlusconi ha bisogno dei voti alla Camera, mentre al Senato ha meno problemi.

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