Quel che verrà

La torre potrebbe sta su anche senza un pezzo...Non c'è scritto da nessuna parte, ma Ferragosto appena finito è un paradosso: ci si trova nel culmine dell'estate con uno spirito - se si può - sbarazzino ed in più alcuni non sono ancora andati in vacanza, ma già si avverte come la stagione ci costringa a guardare avanti, al famoso rientro. Ho letto una battuta efficace: «Ferragosto è la domenica dell'estate».
Questo significa incominciare a fare i conti con tante cose che incombono: c'est la vie! Viene in mente la frase sardonica di Charlie Chaplin: «Nulla è permanente in questo mondo malvagio, neanche le nostre preoccupazioni».
E' vero che questo prospettare il dopo estate avviene pigramente e mai come quest'anno con un senso amaro di disillusione per la speranza speranza svanita che la pandemia non dico sparisse ma ci desse una pausa estiva. Invece, basta scorrere i dati per capire che l'autunno non sarà facile e bisognerà stringere i denti.

Mi consola il fatto che, con tutti i distinguo all'italiana con annunci e ripensamenti, la scelta di usare il "green pass" come grimaldello per una vaccinazione di massa pare ormai stata assunta dal Governo Draghi. Non era così scontato e, con buona pace delle bande organizzate dei complici del virus che vivacchiano in varie forme di negazionismo, resta chiaro che l'immunità di gregge resta fondamentale ma non così semplice da raggiungere.
Per la Valle d'Aosta la certezza più importante sta nel chiarire, per eguaglianza, che le soluzioni di compromesso raggiunte per garantire l'estate sulle spiagge dev'essere garantita per la stagione turistica invernale. Se così non fosse non basterebbero più educate negoziazioni, perché il rischio di un crac dell'economia alpina sarebbe l'inevitabile conseguenza.
Certo, per chi fa Politica ed Amministrazione, che mai come di questi tempi risulta difficile e costante nella sua impopolarità, questo significa grattacapi e scelte da fare non sempre agevoli.
Resta per la Politica un problema capitale, ben visibile ad Aosta come a Roma, ed è quello della stabilità di governo. Per quanto mai come di questi tempi le maggioranze dovrebbero garantire stabilità, per i molti problemi da affrontare, ci sono sempre dei guastatori che minano le compagini governative. Avere situazioni instabili e ballerine rende il ritorno in pieno all'attività ordinaria segnata da incertezze che rendono lo scenario pieno di incognite. Per cui lavorare non è facile e non è facile raggiungere quei compromessi che sostanziano l'esistenza stessa della Politica, che serve appunto di fronte a qualunque questione la necessità di trovare un punto di equilibrio, quando su singoli punti le posizione sono diverse.
Niente di straordinario quando esiste la volontà e l'intelligenza di farlo, come sarebbe dovuto in momenti difficili come questo. Buonsenso non così scontato, così alle preoccupazioni consuete si aggiunge la necessità di problemi suppletivi risolvibili in fretta se ci fosse la volontà di farlo. Ma i bastian contrari rendono tutto difficile e nelle ultime ore con spazi di ozio estivo già si prefigurano scenari di difficoltà e di perdita di tempo.
Il mio ottimismo, che spero non sia stolido, mi fa sembrare certi ostacoli non insormontabili, ma - come si dice - chi vivrà vedrà.

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