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25 giu 2026

Marc Bloch al Panthéon: una République che onora la memoria

di Luciano Caveri

Non si può che plaudire all’ingresso di Marc Bloch con la moglie Simonne Vidal al Panthéon di Parigi.

Una scelta di enorme valore simbolico: Bloch fondatore delle Annales insieme a Lucien Febvre, seppe unire il rigore assoluto della ricerca storica all'impegno civile più profondo, pagato con la vita nel 1944, quando fu fucilato dalla Gestapo per la sua militanza nella Resistenza. Simonne ha avuto un ruolo essenziale nella nascita e nella stesura di quelle opere. Come ha ricordato il loro stesso figlio Étienne, è altamente improbabile che Bloch sarebbe diventato lo storico che conosciamo senza il costante e accurato supporto intellettuale della moglie ed è bello questo riconoscimento.

Il Panthéon di Parigi è uno dei monumenti più emblematici della République francese. Un imponente mausoleo neoclassico che funge da necropoli (mausolée national) per le grandi figure della storia francese. Il frontone triangolare reca la celebre iscrizione «Aux grands hommes la patrie reconnaissante» (“Alla Patria riconoscente verso i grandi uomini”) e un bassorilievo di David d’Angers che raffigura la Nazione che distribuisce corone a scienziati, filosofi, soldati e altri illustri.

Il Panthéon nasce alla metà del Settecento come chiesa di Sainte-Geneviève. Con lo scoppio della Rivoluzione francese (1789), l’edificio non fu mai consacrato come chiesa cattolica. Nel 1791 l’Assemblea Nazionale Costituente lo trasformò in mausoleo nazionale (modellato sul Pantheon di Roma) per onorare i “grandi uomini” della Patria. Da allora ha cambiato funzione più volte a seconda dei regimi fino a stabilizzarsi definitivamente come necropoli laica dal 1885.

La ”panthéonisation” è un onore eccezionale concesso per decreto presidenziale a personalità che hanno reso servizi eminenti alla Nazione. Non tutte le sepolture sono permanenti (alcune furono rimosse per motivi politici durante la Rivoluzione) e oggi il loro numero è di 85 personalità.

Honoré Gabriel Riqueti, conte di Mirabeau fu il primo sepolto; oratore rivoluzionario, venne l rimosso nel 1794 per accuse di tradimento dei giacobini oggi considerate ingiuste.

L’elenco è impressionante e prendo a caso: Voltaire, Jean-Jacques Rousseau, Victor Hugo, Émile Zola, Pierre Curie e Marie Curie, Alexandre Dumas, Louis Braille, Jean Monnet, André Malraux!e molti generali, scienziati e politici della Rivoluzione e della Repubblica.

Perché il Panthéon rappresenta l’ideale repubblicano di una Patria che riconosce e onora chi ha contribuito al progresso, alla libertà e alla grandezza della Francia, al di là delle divisioni religiose o politiche. È un tempio laico della memoria nazionale. Dall’inizio della presidenza di Emmanuel Macron dal 2017 ad oggi, sono sei le personalità portate al Panthéon in nove anni di presidenza: Simone Veil (con il marito Antoine) — ministra della Salute, promotrice della legge sull’IVG e prima presidente del Parlamento europeo eletta a suffragio universale .

Maurice Genevoix — scrittore e veterano della Prima Guerra Mondiale .

Joséphine Baker — medaglia della Resistenza e star del music-hall .

Missak Manouchian — figura eroica della Resistenza di origini armene , insieme al suo gruppo di resistenti del MOI (Manodopera Immigrata).

Robert Badinter — ex ministro della Giustizia e a e artefice dell’abolizione della pena di morte .

Infine, Marc Bloch e la moglie, anche se le bare sono simboliche (i corpi non vi sono stati trasferiti

Queste scelte di Macron dimostrano la sua sensibilità istituzionale e compongono una narrazione significativa della storia del XX secolo e delle due guerre mondiali.

Evito comparazione con l’Italia smemorata. Basta l’elenco delle sepolture al Pantheon di Roma per capirlo, visto che ospita una dozzina di ”grandi italiani”, soprattutto artisti purtroppo poco noti ai più, oltre alle tombe reali di Vittorio Emanuele II, il successore Umberto I e la consorte Margherita di Savoia.

Celebrazione modesta, pensando al valore civile e identitario dell’esempio francese. Come ha detto con belle parole Macron sul Panthéon: ”Entrano qui perché la Francia è prima di tutto un’idea. Una certa idea della libertà, dell'uguaglianza, della fraternità. [...] Il Panthéon non è solo un monumento ai morti; è il tempio dei vivi, il luogo dove la Repubblica si ricorda da dove viene per sapere dove sta andando”.