In queste ore, accompagnando mio figlio quindicenne a fare una serie di vaccini di richiamo rispetto alla sua età, ne ho approfittato per fare il vaccino per rinnovare tetano, difterite e pertosse.
Sono un convinto vaccinista, ritenendo questa branca della scienza medica, come un enorme passo in avanti per l’umanità, pur sapendo già che ci sarà qualche reazione scomposta da certi pasdaran delle galassia NoVax.
Già al tempo del Covid, per la mia responsabilità sulle scuole valdostane e per le mie convinzioni sui vaccini, fui oggetto di attacchi violentissimi.
Seguo ancora oggi certe posizioni e trovo singolari certe evoluzioni di questi movimenti.
In sintesi, le direzioni principali sono: la recente nascita di un partito politico proprio con programma anti-Ue/Nato/Oms, l’alleanza tattica con altre proteste territoriali/ambientaliste, un allargamento cospirazionista a temi come 5G e case farmaceutiche, una convergenza con frange di estrema destra e estrema sinistra estreme in chiave anti-establishment e antieuropeiste.
Un’indagine di Internazionale ha rilevato che gli influencer no-vax si rivolgono strategicamente alle madri, poiché quando si parla di salute dei bambini sono percepite come le principali figure di accudimento.
Gli stessi influencer cooptano hashtag di movimenti già affermati per agganciare il tema vaccinale a cause che godono di grande consenso sociale (ad esempio hashtag legati alla tutela dell’infanzia o ad altri movimenti sociali), ampliando così la platea raggiunta, oltre la nicchia già convinta.
Un’analisi de il Mulino su interviste a genitori mostra come un argomento ricorrente sia la fiducia nel potere rigenerativo della natura: l’idea che le malattie esantematiche, se il bambino sta bene, non siano pericolose, e che l’immunità naturale acquisita ammalandosi sia preferibile e permanente.
Circolano online veri e propri modelli di lettera per rifiutare la vaccinazione con basso rischio di sanzioni, con formule legali predefinite da inviare alla ASL. Va detto però che, dal punto di vista legale, in Italia il mancato rispetto dell’obbligo comporta solo sanzioni amministrative, non conseguenze penali, con una multa da 100 a 500 euro e la possibile esclusione dai nidi.
Un’analisi delle echo chamber su Twitter/X mostra che gli account più seguiti nell’area no-vax italiana propongono narrative anti-migranti, anti-UE, pro-Russia o contro il governo di turno, confermando che la persuasione familiare si inserisce in un ecosistema comunicativo più largo di sfiducia verso le istituzioni.
Anche nella piccola Valle d’Aosta sono nati movimenti NoVax con azioni legali collettive, con cartellonistiche pubbliche contro i vaccini e persino con una voce che è stata in Consiglio regionale una eco di questo attivismo.
Ma torniamo all’attualità e alla bambina di quattro anni morta, secondo i medici, di difterite.
Ha scritto il virologo Roberto Burioni sul Corriere: “Secondo le notizie di stampa, la famiglia non ha vaccinato la figlia perché si era convinta che l’autismo di un cugino della poveretta fosse stato causato proprio dai vaccini. Pensare che le vaccinazioni causino l'autismo è come credere che la Terra sia piatta, visto che esiste una sterminata mole di dati che hanno dimostrato oltre ogni ragionevole dubbio che l'autismo non è causato dalle vaccinazioni pediatriche”.
Più avanti osserva: ”Questo tragico avvenimento mette in evidenza la pericolosità della disinformazione in campo medico, in particolare di quella che riguarda le vaccinazioni pediatriche”. Ma il tema appare in un altro passaggio come un evidente problema collettivo in capo a chi rifiuta di vaccinare i figli: “Se si raggiungono certe soglie di copertura gli agenti patogeni smettono di circolare e a quel punto sono protetti anche quelli che o non si sono potuti vaccinare, o hanno perso la loro immunità, magari per una terapia immunosoppressiva alla quale si sono dovuti sottoporre per altri motivi, come un trapianto o il trattamento del tumore”.
Infine Burioni su di un tema capitale: “Visto che nel nostro Paese vige la libertà di parola e - secondo me giustamente - non possiamo incarcerare chi dice che i vaccini causano l'autismo, è giusto lasciare ai genitori la libertà di danneggiare i propri figli e gli individui più vulnerabili della nostra società? A mio giudizio no: per la sicurezza dei più deboli, è indispensabile che i vaccini siano obbligatori. Nel frattempo sarebbe utile che giornali, programmi televisivi e pure politici che ricoprono posti di grande responsabilità smettessero di raccontare bugie pericolose sulle vaccinazioni per raccogliere lettori, telespettatori o voti. Queste menzogne hanno l'effetto di diffondere ingiustificate paure tra i genitori che in certi casi non vaccinano i propri figli. Forse loro raccoglieranno lettori, telespettatori e voti, ma una bambina di 4 anni muore. Anche a causa delle loro bugie”.
Venir meno ai doveri dell’autorità genitoriale in questa materia è gravissimo.