Credo che tutti conoscano la divertente serie prodotta dalla "Warner Bros”, sin dagli anni '40, perché è un classico dell'infanzia ed un divertissement da adulti, quando si legge di più la metafora della vita presente negli episodi.
Esiste un inseguito, che è Beep Beep, che non è uno struzzo, ma è un uccello tipico dei deserti americani: il "Geococcyx californianus" (corridore della strada, un cuculiforme), mica troppo simpatico alla fine, perché il suo comportamento non è solo difensivo ma molto offensivo e venato da un certo cinismo verso chi cerca di catturarlo. Ma si comprende lo spirito di sopravvivenza che lo rende pronto a tutto.
E poi c'è appunto lui, che mi fa morire dal ridere, lo sfigatissimo inseguitore, Willy il Coyote, che ormai da una ottantina d'anni inventa le trappole e i marchingegni più terribili per catturare l'agognato pennuto e mai ci riesce in un inseguimento continuo e persino doloroso. Onore al merito a chi costruisce le storie più balzane a fronte di un soggetto che in sé potrebbe essere ripetitivo. Il coyote inventa marchingegni sempre più elaborati — acquistati dalla ditta ACME — per catturare l'uccello, e finisce puntualmente per essere vittima e il pennuto se la cava sempre con un "beep beep" e una nuvola di polvere.
Tenendo ovviamente per il coyote e nella speranza che prima o poi faccia al forno l’uccellaccio, sono andato a vedere il film Coyote vs. Acme. In un mondo in cui i personaggi dei Looney Tunes convivono con gli esseri umani, Willy il Coyote è stanco di decenni di inseguimenti falliti del Road Runner: ogni prodotto Acme che compra (razzi, magneti, dinamite, tunnel finti, anvili…) gli si ritorce contro. Vede la pubblicità di uno studio legale di Albuquerque specializzato in risarcimenti per “vittime” dei gadget Acme e si presenta da un avvocato da cartellone pubblicitario abituato a chiudere in fretta con piccoli accordi. Kevin vorrebbe accontentarsi di una transazione; il coyote no: vuole il processo.
Mentre il caso sale di livello, il team inizia a sospettare che dietro i “malfunzionamenti” ci sia qualcosa di più sistematico di una semplice cattiva qualità. Da lì si sviluppa una storia cartonesco di chi cerca giustizia contro la multinazionale che da sempre vende strumenti destinati a esplodere in faccia al mai domo coyote. Il resto, vale a dire processo, testimoni e come va a finire è meglio vederlo in sala.
Quel che mi ha colpito, oltre al film divertente, è che la pellicola era stata completato nel 2022-2023, ma ha rischiato di non uscire mai.
Nel novembre 2023, a film già finito e con test screening positivi, Warner Bros. Discovery (decide di non distribuirlo. Preferisce una svalutazione fiscale di circa 30 milioni di dollari sul budget di circa 70 milioni, piuttosto che spendere altri 30-40 milioni in marketing.
Scoppia una sollevazione popolare: fan, autori e persino un congressista americano protestano. La Warner, dopo pochi giorni, consente di cercare altri distributori. Nel marzo 2025 Ketchup Entertainment acquista i diritti mondiali per circa 50 milioni. Il film esce infine il 28 agosto 2026 negli Stati Uniti. Se andrete a vederlo capirete perché un gruppo di attori, prima che inizi il film, ringrazino tutti coloro che hanno evitato che il loro lavoro non fosse mai visto al cinema.
Resta l’evidenza più generale di come i cartoni animati abbiano inciso sulle generazioni passate, come la mia. Il cinema Disney ha creato un vocabolario emotivo universale basato sulla fiaba classica. Più tardi, la televisione (dai corti USA agli anime giapponesi anni '70-'90) ha trasformato la visione nel doposcuola in un rito collettivo, cementando un'identità generazionale condivisa anche grazie alle televisioni private.
Per i bambini di oggi, con lo streaming on-demand e il dilagare dei tablet, la fruizione si è frammentata, ma i contenuti si sono evoluti. Prodotti moderni (come i film Pixar o Inside Out) superano la classica contrapposizione bene/male per insegnare la gestione delle emozioni complesse, l'inclusione e l'accettazione di sé.
Insomma: roba seria per come i cartoni hanno inciso sulla nostra formazione e continuano a farlo ancora oggi.