blog di luciano

La responsabilità dei genitori

La vaccinazione di una bimbaVaccinare. Per qualunque persona di buonsenso questa resta la scelta più importante per sé e per gli altri per bloccare la pandemia.
Ma continua ad esserci un zoccolo duro di contrari, che risultano particolarmente perniciosi anche rispetto a quella fascia di età di minorenni che, a partire dai dodici anni, possono essere vaccinati con l'autorizzazione dei genitori. Tra breve l'età dei vaccinandi scenderà ancora e in scena ci sarà di nuovo la responsabilità genitoriale, che già agisce - lo ribadisco - sui vaccini obbligatori esistenti.
Su questo fatto dei genitori ha scritto su "Repubblica" Vittorio Lingiardi: «L'Organizzazione mondiale della sanità indica la diffidenza verso i vaccini come una delle dieci principali minacce contemporanee alla salute pubblica. Un corposo articolo sull'ultimo numero della "Annual Review of Public Health" si intitola "Vaccine Hesitancy, Acceptance, and Anti-Vaccination: Trends and Future Prospects for Public Health". Si conclude con una bibliografia specialistica di 150 voci. Sì, perché ormai il problema ha un nome ufficiale, ed è ovviamente inglese: "vaccine hesitancy and refusal", cioè quando di fronte all'indicazione medica di farsi vaccinare la persona esita, posticipa, addirittura rifiuta. Una cosa di pochi, ma non da poco, con effetti su tutti».

Mi sta a cuore

Studenti che entrano a scuola ad AostaNon avete idea di quale allegria mi metta vedere al mattino gli studenti che sciamano verso le rispettive scuole, quando entro ad Aosta da pendolare quotidiano provieniente da Saint-Vincent. Tra l'altro questa presenza giovanile si conferma proprio nella piazza Albert Deffeyes e sotto i portici di Palazzo regionale, dove già prima dell'inizio delle lezioni e poi nel pomeriggio e la sera capannelli di ragazze e ragazzi "presidiano" il simbolo dell'Istituzione regionale per eccellenza. E' una presenza simpatica e chiassosa, non fosse per certi disturbatori e alcuni maleducati cui sfugge la solennità del luogo e, specie la notte, trasformano la zona in un immondezzaio.
Ricordo, comunque, come un incubo quelle giornate in cui entravo in città durante il lockdown e quanto fosse terribilmente lugubre vedere le scuole chiuse e nessuna scolaresca pronta ad entrare in aula. Questa situazione spettrale non deve tornare.

L'Uomo e la Natura

Monsignor Franco LovignanaHo letto con vivo interesse la lettera del Vescovo della Diocesi di Aosta, Monsignor Franco Lovignana, all'inizio dell'anno pastorale. Conosco Franco - mi scuso per la confidenza, ma lo conosco da tanti anni ed anche prima dell'attuale prestigioso incarico - e la sua sensibilità rispetto alla comunità valdostana di cui si occupa è motivo di grande conforto e con questa chiave ho approfondito queste sue pagine.
Ogni volta mi viene in mente quella "Histoire de l'Eglise d'Aoste" di mio zio Séverin Caveri, dove con un'invidiabile profondità culturale sempre sorretta dal garbo e dall'ironia della sua prosa, racconta la storia della nostra Chiesa locale e dei suoi particolarismi di area gallicana. Oggi, per molti, questa storia così avvincente di una comunità cattolica alpina a cavallo delle Alpi sembra dimenticata ed un Vescovo valdostano, che questo lungo cammino ben conosce, è una benedizione.

Il futuro dei partiti

Sabino CasseseI partiti e movimenti politici sono organismi viventi, perché composti da esseri umani. Chi ci ha vissuto dentro e ha, come me, assistito come testimone-protagonista per quasi 35 anni al loro vivere e morire credo possa osservare alcune cose. Stare insieme non è facile, perché la politica è fatta, anche nella stessa casa comune, da personalità diverse e da differenti punti di vista. Non mi riferisco dunque - lo dico incidentalmente - a certi gruppuscoli settari che ancora sopravvivono nella politica valdostana a colpi di "social" carognosi.
Bisogna nei partiti avere un collante forte per resistere a spinte contrapposte e a dispute comprensibili per emergere. Piangere sul tempo che fu non ha senso: i partiti sono stati importanti e lo sono ancora, ma è vero che la partitocrazia è stato un sistema con grandi storture e la sua dose di malaffare, spesso legate a personaggi troppi invadenti. I leader sono essenziali, ma quando debordano i partiti perdono quel pluralismo che è il sale della democrazia.

Nex e i ragazzi degli anni Venti

Io con Francesco Nex durante la 'Festa della Valle d'Aosta' del 2007Lamento sempre, ma rischia di essere la mia una giaculatoria, il fatto che viviamo in una società senza memoria. Questa vale anche per la piccola Valle d'Aosta, dove spesso personalità marcanti del passato scompaiono nel ricordo collettivo. Una grave omissione, che diventa persino un'ingiustizia, in un mondo usa e getta, che in genere si commuove per un morto illustre e poi, passata l'emozione, chi si è visto si è visto.
Ecco perché ho trovata, invece, giusta la manifestazione per i cent'anni che avrebbe compiuto l'artista valdostano Francesco Nex, morto invece sette anni fa a 92 anni. Un pittore e scultore che ha attraversato i decenni del dopoguerra, marcando con i suoi lavori la scena artistica valdostana con un riconoscimento nazionale e internazionale.
Era nato nel 1921 in Brasile, dove il papà era emigrato a fine Ottocento, seguendo il destino di tanti valdostani che avevano scelto l'America del Sud, che cercava manodopera dopo la fine dello schiavismo. Morta la madre, due anni dopo la nascita di Francesco, la famiglia rientrò a casa.

Aspettando lo sci

Sciolinatura in corso...Si profila l'inizio della stagione invernale. Gli appassionati - ed io sono fra questi - "affilano le lamine", come si dice scherzosamente. Per qualunque valdostano lo sci un tempo era uno sport obbligato. Ci portavano i genitori, andavamo con la scuola o con le associazioni come Sci club e Club alpino. Poi, se la passione c'era, a questa spinta "naturale" seguiva la voglia di andarci. Per me, ancora oggi, una bella sciata è un piacere.
Lo sci ha cambiato profondamente l'economia della montagna, sdoganando il turismo invernale in un crescendo che ha visto passare modi di approccio diversi, dal pionierismo di inizio secolo scorso all'ingresso da mezzo secolo di alcune nostre stazioni invernali nel giro della concorrenza internazionale. Gli impianti di risalita hanno creato un indotto impensabile prima dell'avvento dello sci di massa. E questo sport, che è non solo gesto atletico, ma approccio alla montagna e alle sue bellezze, che crea distensione e piacere, ha spazi di sviluppo importanti.

Tanto per capire

La riunione del Consiglio Valle dello scorso 15 settembreEccoli i "Torquemada", che urlano dai loro comunicati stampa di fronte alla scelta del Consiglio Valle di chiedere alla Consulta quali siano i limiti dei poteri della Corte dei Conti rispetto al lavoro politico-amministrativo.
Capisco che è facile spacciare la decisione come l'ennesimo scempio della "Casta", la triste definizione inventata dalla allora coppia Rizzo-Stella nel celebre libro del 2007. Personalmente ritengo che la vicenda della condanna sul finanziamento al Casinò di Saint-Vincent c'entri come occasione e non sia il centro del problema.
Si tratta, invece, di capire bene, a tutela della democrazia rappresentativa, se esistano confini certi rispetto alla discrezionalità di chiunque di dire: «non dovevi fare così, caro politico, ma dovevi fare in altro modo, perché così io la penso. Dunque, paghi».

L'assillo fotografico

Rullini fotografici, ormai d'antanOggi, quando scorri i giornali o guardi i siti informativi, riguardo a qualunque notizia di cronaca nera spuntano le foto più varie, postate sui "social" dai diversi protagonisti della vicenda. Quando ero un giovane cronista, le foto bisognava cercarle, o presso le Forze dell'ordine ed in genere erano foto tessere tratte dai documenti d'identità, oppure chiedere ai familiari e non era sempre facile in certi casi drammatici. In piena emotività e spesso affrontando il dolore dovevi fare il tuo lavoro e chiedere con reazioni molto diverse gli uni dagli altri.
Ormai, invece, basta cercare un profilo "Facebook" o "Instagram" per ricostruire, anche in immagini, una vita. Quasi sempre - pensiamo ai femminicidi - sono immagini gioiose, spesso "costruite" nella logica di piacere, e restituiscono un'immagine un po' falsata, cartonata, che cozza nettamente con certi fatti di sangue. Idem per certi assassini, che in molti casi si atteggiano a bulli, a duri e di cui diventa facile cogliere certi segnali di predisposizione alle violenze poi compiute.

Quella irrazionalità che colpisce

Manifestanti 'no-vax' nel centro di AostaLa scuola si trova a subire le azioni ostruzionistiche di coloro che sono contrari al "green pass", forse non consci che l'ormai decisa larga estensione del suo uso giustamente decisa dal Governo Draghi non lascia spazio.
Fa abbastanza sorridere, per altro, che molti di questi protestatari e talvolta anche chi li supporta, giurino di non essere "no-vax", ma che invece non si fidano del vaccino, snocciolando le stesse cose trite e ritrite, ormai venute a noia. Comincio ad apprezzare chi dice chiaro e forte di essere antivaccinista, piuttosto che la schiera di quelli che lo sono di fatto, ma fanno mille distinguo, arrampicandosi sugli specchi. Io sono per "il pane al pane e il vino al vino" ed incominciano a stufarmi anche i colleghi in politica che, a seconda dei casi, sono pro o contro i vaccini per non perdere voti con il gesto di schierarsi. Un ponziopilatismo davvero penoso.

Il cibo del passato

Renzo all'osteria della Luna piena, in una stampa del 1840'Mi ha sempre incuriosito riflettere su che cosa si mangiasse nel passato. Ci sono pubblicazioni interessanti che fanno leva sulla messe di documenti vari che mostrano uno spaccato dei gusti alimentari, che erano certo molto legati al territorio in un mondo - è lo era anche la Valle d'Aosta - prevalentemente rurale e localistico.
Penso sempre agli alimentare che emergono dalle lunette del castello di Issogne squarci di vita quotidiana dell'epoca del tardo Medioevo con la bottega del sarto, la farmacia, la macelleria, il Corpo di guardia, il mercato di frutta e verdura, la bottega del fornaio, dello speziale, del pizzicagnolo. Spunta anche l'antesignana della "Fontina"!
Siamo ovviamente prima dell'arrivo di prodotti dalle Americhe che impatteranno anche sulla cucina alpina, come mais, patate, pomodoro e cioccolato.

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