blog di luciano

Lui sapeva far sorridere

Smile...Era il 26 giugno del 2009 quando morì mio papà Sandro all'età di 86 anni. Capita ancora oggi che incontri qualcuno che lo ricorda: un veterinario sempre disponibile e molto capace, ma soprattutto un uomo che scherzava in ogni occasione e amava fare ridere, che fossero barzellette o battute fulminanti.
Ora che ci penso - e mi rendo conto di avere ereditato questa vis comica come chiave di lettura in molte circostanze - gli sono grato. Da bambino questo suo umorismo, capace di canzonare tutti, talvolta di essere salace e spesso fustigatore mi metteva in apprensione. Del genere «e ora cosa dirà?». Adesso mi ritrovo nei suoi panni quando faccio lo stesso e ne capisco il senso più profondo: bisogna affrontare il mondo sempre con il sorriso, perché è un modo per sdrammatizzare, per creare simpatia, per stare meglio con sé stessi e con gli altri.

Elenchi e programmi

Agende e taccuini...Mi piacciono gli elenchi delle cose da fare. L'altro giorno ho trovato una vecchia agendina della Camera dei deputati nella quale avevo dedicato alcune pagine ad un elenco puntuale di questioni da risolvere, frutto evidente di un continuo computare. L'ho sempre trovato un metodo utile: ricordo quando si incontravano i presidenti del Consiglio incaricati e con il mio collega Senatore valdostano di turno presentavamo le nostre ragioni nel rapporto con il Governo. Ero sempre io che scrivevo la necessaria memorietta da lasciare, secondo il sacrosanto principio del "verba volant, scripta manent". Se vado poi a leggere i discorsi alla Camera per il voto di fiducia trovo una sintesi ulteriore con gli argomenti più topici.
Questa mia tendenza grafomane, che si fa evidente nel Blog in cui state leggendo questo post, è tornata utile ogni volta che mi è toccato - ma l'ho sempre fatto con piacere - scrivere i programmi e non solo per elezioni in cui sono stato in lizza. «Fai tu», così molte volte sono stato apostrofato e mi sono messo lì a scrivere e predisporre poi la messa in bella copia negli stampati necessari da proporre agli elettori.

Ritornano i volti

Bimbi con la mascherinaSi avvicina la fine, pur con qualche eccezione, dell'obbligo di portare sul viso la mascherina. Una schiavitù cui ci siamo sottoposti dall'inizio dello scorso anno e alla quale mi sono, talvolta obtorto collo, piegato. Ne ho infatti sempre comprese e condivise le ragioni sanitarie per contrastare il virus. Ricordo una polemica iniziale, subito spentasi, dei "no-mask", che anche nelle scuole volevano sradicare l'uso della mascherina, mentre bambini e ragazzi si sono assuefatti in fretta e senza polemiche.
Ogni tanto mi dico che, quando finirà la pandemia, forse in certe occasioni sarà salutare sfoderare la mascherina per non ammalarsi. Credo che tutti ci siamo accorti che abbiamo avuto, al di là del "covid-19", meno malattie invernali, tipo raffreddori o influenze. Sarà dunque una nuova norma igienica che non avremo difficoltà a seguire.

L'astensionismo che cresce

La scheda per votare alle elezioni regionali in FranciaL'astensionismo monstre alle elezioni regionali e nei dipartimenti francesi sono l'ennesima dimostrazione di una stanchezza verso la democrazia e della democrazia stessa. Commenta così un attacco di un commento de "Le Figaro": «Ils sont les déçus, les indifférents, les consternés. La masse protéiforme et insaisissable des abstentionnistes. Ils étaient un sur deux aux régionales de 2015. Ce cortège, qui grossit d'année en année, rassemble aujourd'hui plus de deux Français sur trois. Les élections régionales et départementales ? Beaucoup disent qu'ils n'en ont pas entendu parler. D'autres conspuent une "mascarade". Et, après plus d'une année de restrictions sanitaires, certains ne veulent plus entendre parler de ce "devoir de citoyen"».

L'assalto dei criticoni

Gene Wilder nel film 'Willy Wonka e la fabbrica di cioccolato' nella posa dal quale è stato tratto il celebre 'meme'Secondo il vocabolario, il "criticone" viene così descritto: "Persona sofistica, che ha la mania di criticare e di trovar da ridire su tutto e su tutti". Ciascuno di noi ha di sicuro in mente, in termini meno aulici, questo idealtipo incarnato in qualcuno che si conosce o che si frequenta. Personaggio che, ad essere più analitici, corrisponde a diversi livelli evidenti nel possibile gioco dei sinonimi (denigratore, detrattore, linguaccia, linguacciuto, malalingua, maldicente, maligno, pettegolo).
Preciso subito che non mi riferisco alla critica come allarme utile e persino indispensabile. Lo diceva Winston Churchill: «La critica può non essere piacevole, ma è necessaria. Compie la stessa funzione del dolore nel corpo umano. Richiama l'attenzione su uno stato malsano delle cose. Se è ascoltata in tempo, il pericolo può essere evitato; se viene messa da parte, si può sviluppare un morbo fatale». Quel che è invece insopportabile è invece la sua versione degradata, che sia urlata o querula poco importa.

Campanili e campanilismo

I due campanili della Cattedrale di AostaIl campanile è da secoli un segno di appartenenza ad una certa comunità ed è un simbolo legato alla nostra tradizione cristiana, nascendo dal richiamo e dall'uso plurimo a seconda del loro suono delle campane delle chiese, che avevano bisogno di un luogo elevato per essere ascoltate.
Da lì deriva, in un senso che va indagato, il termine su cui riflettere che è "campanilismo". "Una parola al giorno" sul sito omonimo così sdrammatizza: "L'affezione devota per la campana, il campanile e per tutto ciò che è a loro collegato, fuor di poesia viene interpretata come un rozzo provincialismo, un esasperato attaccamento al proprio pezzo di terra e alle sue tradizioni, o magari alla propria identità cittadina o rionale, che si declina tipicamente con uno schietto senso di superiorità: il proprio pezzo di terra è il pezzo di terra migliore di tutti (specie di quelli vicini). Certo, non pare un atteggiamento dei più maturi, ma è uno dei colori dell'amore per casa".

Quando i "social" inquinano

Lo scrittore e filosofo Bernard-Henri LévySeguo da anni i pensieri, spesso assai originali e ficcanti, del filosofo e scrittore Bernard-Henri Lévy, rappresentante di quella nouvelle philosophie, fondata con altri intellettuali negli anni Settanta e dimostrazione di come la maturazione personale nel tempo consenta di affinare, se non persone di cambiare, le proprie idee.
In questi giorni, ripreso in "Italia" da "La Repubblica", si occupa, riprendendo un pensiero del Presidente della Repubblica francese Emmanuel Macron, del rischio di imbarbarimento collettivo ascrivibile al successo dei "social" network. Ed elenca - e lo trovo interessante - cinque punti a confronto di questa tesi, che vorrei qui proporre con brevi annotazioni.

2023: San Bernardo d'Aosta

L'incontro tra le autorità valdostane e vallesane per l'apertura del Passo del Gran San BernardoSan Bernardo nacque ad Aosta all'incirca mille anni fa da una famiglia nobile valdostana: sarebbe stato - ma è una fra le ipotesi - nipote del visconte Bosone da un lato, e di Ermengarda, sposa dell'ultimo re di Borgogna Rodolfo III, da un altro.
La scelta che sta maturando di celebrarlo nel 2023 prende due piccioni con una fava, perché allora saranno anche i cento anni da quando il nostro Santo divenne patrono dei montanari e degli alpinisti per scelta di Pio X appunto nel 1923. Papa Ratti era un ottimo alpinista che ben conosceva le montagne valdostane e lo celebrò con consapevolezza.
Queste celebrazioni dovranno vedere protagoniste le popolazioni valdostana, vallesana, savoiarda e piemontese (San Bernardo mori a Novara nel 1080). Certo l'Alta Savoia dovrà cogliere l'occasione per ammettere quel grossolano falso storico che lo voleva nato a Menthon sulle rive del lago di Annecy e forse non sarà facile.
Ma, comunque sia, l'occasione sarà unica per aggregare territori che non solo sono confinanti, ma che hanno culture affini radicate nei millenni.

Mottarone e Vermicino

La diretta televisiva da Vermicino, nel giugno 1981Si è discusso in queste ore sull'opportunità o meno di mostrare le immagini colte da una telecamera fissa situata nella stazione d'arrivo, che hanno ripreso quella manciata di secondi della tragedia della funivia del Mottarone. E ciò avviene proprio quando sta per finire la corsa ed incombe l'irreparabile.
Lo scoop, con la complicità di qualcuno che ha acceduto al fascicolo processuale, mostra la rottura della traente e la conseguente discesa a folle velocità della cabina verso valle, non fermata dai freni perché disinnescati, con il rimbalzo finale sul primo pilone che innesca il terribile schianto al suolo.
Personalmente credo che sia stato del tutto legittimo rendere pubblica questa testimonianza visiva, che non fa altro che mostrare quanto più volte spiegato per scritto o con animazioni. Anzi, quanto si vede non fa che accrescere il desiderio di giustizia per quanto avvenuto e per evitare di dimenticare per via di quell'effetto ben noto che fa scendere il clamore sino all'oblio anche per eventi manifestamente clamorosi.

Maturità 2021: le tracce immaginarie

Maturandi all'uscita dal Liceo di AostaSono due anni che non abbiamo le tracce della prova scritta di italiano, che per me resterà per sempre «il tema». Diedi la maturità nel secolo scorso - era il 1978 - e all'epoca, in assenza di Internet le previsioni sui titoli erano nervosamente sul filo del telefono. Ovviamente si trattava di semplici boatos, basati su strani giri regolarmente improbabili, tipo «il cugino di un amico che lavora al Ministero è sicuro che uscirà...».
Ovvio che, seguendo queste indiscrezioni sempre sbagliate, ci si dotava di qualche bigliettino celato nei vestiti, che avrebbe assicurato un risultato splendido splendente. Al momento dell'apertura delle buste - sarà capitato anche a voi - la delusione vera corrispondeva alle speranze decadute.
Ma se quest'anno ci fossero stati i temi dove sarebbero andati a parare? Beh, ci provo e si tratta di un vacuo divertissement.

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