blog di luciano

Le discoteche

La pista vuota di una discoteca...Ci sono fenomeni di costume che mi sfuggono e di cui bisognerebbe scavare le ragioni più profonde. Ogni epoca ha i suoi cambiamenti ed a questo ci si deve attenere.
Leggo in questi giorni di due proteste dei gestori delle discoteche. La prima è una reazione al solito e lugubre ministro della Sanità, Roberto Speranza, che supportato dagli scienziati ha messo in coda alle aperture i locali da ballo e c'è stato anche un momento in cui ne avevano proposto la riapertura senza poter ballare. Come aprire un ristorante senza consentire di mangiare...
La seconda reazione riguarda il fatto che si finisce per ballare in locali improvvisati, tipo bar, magari alla fine di quegli ormai interminabili "apericena" (la "merenda sinoira" piemontese ne fu la precorritrice!) e questo scandalizza le discoteche che ritengono si tratti di una concorrenza sleale.

Fra buonismo e cattivismo

Il secchio con latte tra le ginocchia durante la mungitura a manoPrendiamo i due estremi. Il primo è il «buonismo»: "Ostentazione di buoni sentimenti, di tolleranza e benevolenza verso gli avversari, o nei riguardi di un avversario, specialmente da parte di un uomo politico; è termine di recente introduzione ma di larga diffusione nel linguaggio giornalistico, per lo più con riferimento a determinati personaggi della vita politica".
Il secondo è il «cattivismo»: "Nel linguaggio giornalistico, atteggiamento di chi, rifiutando per principio ogni ipotesi di mediazione, mira a tenere alto il livello dello scontro politico e ad alimentare i contrasti sociali".
Non per bontà, ma per buonsenso meglio situarsi al centro, leggermente spostati verso l'area del buonismo, a condizione che non faccia venire «il latte alle ginocchia», situazione che diventa stancante.

Lingue tagliate

Michel Feltin-PalasAvevo detto a tutti quanti che temevo che sarebbe stata un fuoco di paglia la decisione del Parlamento francese di avere finalmente una legge dedicata alle lingue regionali o, come si dice, alle lingue minoritarie. Quelle che Sergio Salvi, in un suo celebre saggio del 1975, chiamava nel caso italiano le "lingue tagliate". Ci vorranno da allora altri 24 anni affinché l'Italia si dotasse finalmente della legge di tutela delle minoranze linguistiche storiche applicativa dell'articolo 6 della Costituzione ("La Repubblica tutela con apposite norme le minoranze linguistiche"). E sarebbe ora di rimetterci mano, perché molte cose non hanno funzionato come si sperava.
Ma dicevamo della Francia. In un lucido editoriale su "L'Express" scritto da Michel Feltin-Palas spiega i fatti e conferma quel mio pessimismo: «Dans le domaine linguistique, la France a longtemps joué franc jeu. "Il faut anéantir les patois!" ordonnait par exemple l'abbé Grégoire en 1794».

Impasse sui vaccini

Un momento della vaccinazioneLa pandemia è stata - e speriamo non lo sarà più - fonte di sofferenza e di molte crisi concatenate. Personalmente l'ho vissuta in un crescendo di consapevolezza di quanto di rischioso si manifestasse. All'inizio dello scorso anno, quando il virus appariva come un'entità ancora distante, mi misi a condurre per la radio di "Rai Vd'A" una trasmissione settimanale di un'ora per seguire l'evoluzione della malattia in Valle d'Aosta con qualche periodica riflessione sul resto d'Europa.
Credo che, se dovessi riascoltarla oggi già storicizzata, darebbe conto soprattutto di come la preoccupazione montasse, fra alti e bassi, e di come mutasse in profondità la nostra vita quotidiana con spazi di libertà sempre più angusti. Lo sconcerto, già allora, nella ricerca degli interlocutori da intervistare, era come quanto si susseguiva fosse avvolto da molte incertezza sulle risposte da dare di fronte ad una pericolosità evidente e sempre più diffusa. Per altro questo programma radiofonico si accompagnava alla crescita, attorno a me come per tutti, del numero di persone colpite nella cerchia familiare e delle amicizie e da un martellamento - che questo stesso mio blog in quei mesi, se riletto, testimonia - dell'opprimente incremento di un'ondata mediatica ossessiva sul tema che cancellava ogni altra cosa.

Basta strumentalizzare "Bella ciao"

Maurizio MaggianiLo scrittore Maurizio Maggiani su "La Repubblica" ha interpretato in modo magistrale la mia medesima reazione alla notizia del gruppo di parlamentari della Sinistra che propone una leggina che renda obbligatorio cantare "Bella ciao" ogni volta che, il 25 aprile festa della Liberazione, si esegue l'Inno di Mameli, il brutto inno nazionale italiano.
Maggiani è tranchant: «Vi prego, vi supplico e vi imploro, la mia testa sotto i vostri piedi onorevoli Fragomeli, Verini, Boldrini e Fiano, Stumpo, Anzaldi e Sarli, distogliete lo sguardo, obnubilate il pensiero e ritraete le vostre mani, manine, manone, da "Bella ciao". Non vi chiedo che un gesto di generosità, cos'altro posso fare per voi oltre a umiliarmi e annichilirmi, ditelo e lo farò, ma lasciatemi questa musichetta, questa piccola, romantica, dolcissima canzone. Insomma, via le mani da lì. Avete il potere di fare e disfare e dunque disfate; se non vi piace farlo alla luce del sole, fate con il favore delle tenebre, aprite il cassetto giusto e sfilate via la proposta di legge 3035».

Lo schiaffo

Damien Tarel mentre schiaffeggia Emmanuel MacronNon oso pensare a quale colpo al cuore sia venuto al responsabile della sicurezza dell'Eliseo, quando un giovane monarchico di estrema destra, nostalgico del... Medioevo, ha rifilato uno schiaffo al Presidente francese Emmanuel Macron, avvicinatosi ad un gruppo di persone per salutarle, durante un bagno di folla nel corso di una visita ufficiale.
Per la cronaca l'autore, processato per direttissima, si è beccato una condanna esemplare: diciotto mesi, di cui quattro effettivi in galera. Esemplare.
Intanto una curiosità sulla parola "schiaffo", che appunto significa "colpo dato sul viso con la mano aperta", che viene dal germanico medievale (lo saprà lo schiaffeggiatore?) e cioè da "slaff, colpo con la mano aperta", di origine imitativa, corrispondente al tedesco "schlappe, botta, percossa" e all'inglese "slap, colpire leggermente con la mano aperta".

La spensieratezza e la spensierataggine

'Hakuna matata, senza pensieri', nel 'Re Leone' della 'Disney'Se una lezione ci viene dalla terribile pesantezza della pandemia, che ci ha spaventati ed imprigionati, è la necessaria riscoperta della spensieratezza. In questi giorni in cui le maglie si stanno allargando la vedo questa voglia di liberare la mente da troppi pensieri nei tavoli dei bar all'aperto dove ci si ritrova per ritrovarsi. Così, banalmente.
Scrivono sulla spensieratezza Manuela Cervi e Carluccio Bonesso nel libro "Emozioni per crescere", ricordando anche la sorella cattiva, la "spensierataggine", ormai scomparsa dal nostro lessico: «La spensieratezza è anche etimologicamente (con "s-" sottrattivo) l'essere senza pensieri, il non avere preoccupazioni. Non c'è più la necessità di volgersi altrove, perché l'accento semantico è posto sulla mancanza, sull'assenza di motivi di tristezza o di paura, che sono state ormai quasi definitivamente lasciate alle spalle».

La zizzania

La zizzania che germoglia...Ormai mi sono abituato a certi scenari della politica valdostana e cioè alla presenza di "manovratori" o presunti tali che, con una certa periodicità, suggeriscono a "giornalisti amici" scenari suggestivi su Caio o su Sempronio nella logica di tenere tutto in fibrillazione. Così nascono casi, alimentati da dietro le quinte, che rasentano talvolta il grottesco. Basterebbe informarsi con gli interessati per avere risposte, ma con il retroscenismo alla fine si può dire quel che si vuole, anche se deforma la realtà dei fatti.
Un'attività apparentemente giocosa di chi vuole "contare" e dunque gonfia o sgonfia situazioni, ispirando articoletti in cui trasforma le cose a proprio piacimento, mischiando fatti e commenti. Si potrebbe trattare di un puro divertissement, quasi dopolavoristico, se non fosse che questo rumore di fondo infastidisce e crea ambiguità che sorgono da ricostruzioni fantasiose e pettegolezzi petulanti.
Spiace doverlo segnalare ed aggiungere che le difficoltà attuali, in una situazione piena di incertezze dovute alla pandemia con un mare di problemi seri da risolvere, non consente sussurri e grida di chi vuole solo disturbare e buttare tutto in caciara.

L'ultimo giorno di scuola

Genitori applaudono i docenti all'uscita dell'ultimo giorno di scuolaSi chiude oggi un anno scolastico travagliato per via della pandemia, che già aveva danneggiato l'anno precedente. Una situazione complessa sotto diversi profili e sicuramente foriera di difficoltà e disagi, oltreché di un senso diffuso di fatica e di incertezze. Direi, però, facendo gli scongiuri, che il peggio dovrebbe essere passato e dovremmo tornare da qui alla ripartenza ad una normalità che può rasserenare.
Ho accettato la sfida dell'Istruzione, una delle deleghe che ho nel mio ruolo di governo, conscio delle difficoltà e della necessità di capire questo mondo che si dipana dalle scuole dell'infanzia sino all'Università, che rientra anch'essa nelle materie di cui debbo occuparmi.
Il settore è complesso: si frammischiano competenze regionali con norme statali, con confini non sempre distinguibili e molte prassi e consuetudini che devono essere comprese e talvolta modificate.

Saman e una canzone

Saman Abbas in una foto diffusa dal 'Tg2'Il punto di partenza è l'orrore dell'uccisione, avvenuta nel reggiano, della 18enne pakistana Saman, che si opponeva ad un matrimonio combinato dai genitori.
Ho seguito in questi giorni una polemica susseguita, che condivido, sul fatto che una certa Sinistra italiana sembra sorvolare sulla violazione dei diritti delle donne in una larga parte del mondo islamico che vive in Italia. Lo si fa nel nome di un "politicamente corretto" e di un relativismo culturale che , invece, non giustificano affatto che ci siano supposti precetti religiosi ed usi e costumi da rispettare che possano violare quei principi costituzionali che da noi proibiscono discriminazioni o forme di violenza psicologica e naturalmente fisica contro le donne.
Questa questione investe tutta la società italiana e la necessità che non ci siano punti oscuri in Italia, dove sia lecito in società parallele che si sospendano i diritti e che questo lo si accetti nel nome di un uso distorto della tolleranza. Sono temi essenziali di libertà e di rispetto, che impediscono sconti o distrazioni.

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