blog di luciano

Aprono le scuole

Il ritorno a scuola ad Aosta'Oggi si apre l'anno scolastico. Sarò a Cogne e ad Aosta. Sono due realtà scelte non a caso.
Cogne è un Comune di montagna con una comunità solida e legata a profonde tradizioni proprie, che soffre, come avviene ormai nel resto della Valle, di un forte calo demografico. La presenza mira a ricordare che non bisogna deflettere e trovare modalità nuove non solo per una ripartenza delle nascite, ma per bloccare l'emorragia ancora presente nelle forme di spopolamento, specie per spostamento nel fondovalle, che si manifestano in altre zone con il rischio crescente di chiusura vera e propria delle scuole per assenza di alunni.
Aosta è il "Cria", con l'istruzione per gli adulti, non solo migranti che scelgono di alfabetizzarsi, ma anche di valdostani più o meno giovani che desiderano completare cicli di studio. Sappiamo bene come esista una necessità di non fermarsi mai nel cammino del proprio miglioramento professionale e lo si vede nella scuola vera e propria e nel vasto campo della formazione.

Cosa fare dei "Promessi Sposi"?

Lo studio dei 'Promessi Sposi'Alzi la mano chi sia sfuggito alla lettura dei "Promessi Sposi" di Alessandro Manzoni. Credo, con franchezza, nessuno. Ci siamo passati tutti in una logica di formazione ancorata nel tempo ed al momento non sradicabile.
Premetto che con il passare degli anni, sciolto dagli obblighi scolastici, mi sono accorto di come i protagonisti manzoniani siano utili come esempi immortali di personaggi che attraversano i secoli e che incontriamo nella nostra quotidianità. In più, la pandemia ha consentito di trarre ispirazione da quel fil rouge nel libro, che fu la "peste manzoniana".
Ebbene, un annetto fa Antonio Gurrado, insegnante e giornalista, in un articolo su "Il Foglio" aveva lanciato una provocazione, che qui cercherò di riassumere per motivi di spazio, attorno al tema così riassunto dallo stesso autore: «Ci sono almeno cinque motivi per cui sarebbe il caso di non imporlo più agli studenti».

L'11 settembre di vent'anni fa

Il memorial del 'World Trade Center'«Il cielo crollava
ed era striato di sangue
Ti ho sentito che mi chiamavi
Poi sei scomparso nella polvere»
.
(Bruce Springsteen)

Nel pomeriggio dell'11 settembre di venti anni fa ero nel mio ufficio al Parlamento europeo a Bruxelles. Ad essere onesto non ricordo chi mi avvertì di quanto stesse avvenendo. Ma la prima cosa che feci - non c'era Internet imperante - fu di accendere la televisione.
Con il mio assistente parlamentate, Davide Donati, guardammo la diretta della "Cnn", inorriditi dal susseguirsi degli avvenimenti delle "Torri Gemelle", mentre attorno a noi il palazzo si vuotava per un'ondata di panico per la notizia - che giudicammo ridicola - che anche la sede del Parlamento europeo potesse essere oggetto di un attentato dal cielo. Furono ore terribili fatte di rabbia e paura, di dolore e di sgomento. Rimanemmo inchiodati nel seguire il susseguirsi di una cronaca dell'orrore.

In crociera…

Io con Alexis durante la crocieraLo scrivo con grande rispetto per chi ama il genere e senza nessuna presunzione. Confesso semmai che la ragione per la quale non avevo mai fatto una crociera in vita mia stava nel fatto che non mi convinceva. Intendiamoci: amo il mare e l'ho percorso spesso in barca e non soffro di mal di mare. Ma queste navi gigantesche le guardavo con sospetto.
Dopo aver fatto la prima crociera, confermo che ci avevo preso, anche se - bisogna essere onesti - può darsi che le norme anti-covid abbiamo peggiorato il quadro. Per il resto - come dire? - mi sono fantozzianamente trovato a disagio su questa nave che mi doveva portare da Venezia, attraverso le isole greche, sino a Bari e ritorno.

Una madre che scrive

Il 'tweet' di Zita DazziIl virus è il male. L'altro giorno ero in una chiesetta e c'era una bella vetrata colorata, che riassumeva l'immagine perfetta: San Giorgio che sconfigge il drago.
Ecco perché - non cadendo nel rischio di scontri personali con Tizio o con Caio e non rispondendo agli insulti dei "no-vax" - tiro dritto sulla sostanza delle cose. Bisogna, infatti, convincere i riottosi e perseguire chi propaga notizie false sui vaccini o incita alla ribellione alle leggi in materia di pandemia.
Zita Dazzi, giornalista di "Repubblica", è stata insolentita dagli anti-vaccinisti per aver messo sui "social" una storia riguardante il figlio malato, che si accompagnava ad evidenti tesi pro vaccino. Così sul suo giornale ha deciso di scrivere una lettera, intensa e persino commovente, che pubblico di seguito, perché la condivido.

Olimpia e la fiaccola

Il 'Philippeion' di OlimpiaIl caso vuole che nell'anno delle Olimpiadi giapponesi, rese complicate dalla pandemia, sia per i controlli severi che per l'assenza di pubblico che seguisse dal vivo le gare, mi sia ritrovato in visita ad Olimpia. Ed è stata una bella esperienza, che mi ha anche illuminato (verbo usato non a caso!) su un particolare storico di cui non avevo mai avuto sino ad oggi notizia. Ma ci arriverò.
Mi riferisco, intanto, alla culla storica dei Giochi, che si trovava nella Regione dell'Elide, lungo la costa occidentale del Peloponneso. E' interessante visitare l'attuale sito archeologico, oggetto di predazione, distruzioni volute e terremoti, che si trova non a caso in una zona pianeggiante, abbondante di acque e dunque molto verdeggiante. Un luogo sacro, venerato da tutti i greci, che aveva nelle gare un momento di comunione per la Grecia antica, che comprendeva anche la tregua olimpica, che interrompeva per pochi giorni ogni quattro anni la proverbiale litigiosità fra le diverse Città-Stato.

I luoghi, le persone

La chiesetta dei partigiani di Saint-VincentCapita spesso di ragionare su come la grande storia, con le sue pagine più scure, si incroci con la storia delle persone. Ci ragionavo, nei giorni scorsi, nel peregrinare in due luoghi evocativi. Il primo è stata l'isola di Cefalonia nelle Cicladi: fa impressione in quello scenario mediterraneo pensare a quella strage di soldati italiani che, dopo l'8 settembre del 1943, furono sterminati dai tedeschi che li consideravano traditori, perché non si arresero. E' vero che sui fatti che riguardano l'eccidio della Divisione Acqui esiste una vasta storiografia non sempre coincidente. Segnalo, ad esempio, il libro di Elena Aga Rossi "Cefalonia. La resistenza, l'eccidio, il mito", che chiarisce molti punti, ma resta ovvio che quella isola resterà sempre un simbolo anche del cinismo di chi non arrivò a soccorrere i soldati italiani e cercò di far calare il silenzio su questa vergogna.

Quel che non sopporto più

Megafono e cartone, il 'must' per manifestanti inconcludentiOccuparsi della Cosa Pubblica è un onore. Lo faccio da molti anni e in diversi ruoli, prendendo sul serio l'attività politica. Posso dire di avere dedicato a questo gran parte della mia vita.
Credo di avere imparato da questa lunga esperienza un fatto fondamentale: anche in politica, come in tutto, esistono due categorie, pur con sfumature intermedie. Da una parte ci sono i "costruttori" e dall'altra i "distruttori".
Pare rozzo dirlo ma è così.
Questa seconda categoria è fatta da chi gioca sempre di rimessa. Privi di idee e di progettualità, passano il tempo a perdere tempo, usando l'arma, pur legittima se equilibrata, della critica e della polemica come unico scopo della loro attività. E' un'attitudine patologica e in fondo inutile, che fa perdere tempo ed energie e finisce per essere un comportamento fine a sé stesso, che nulla ha a che fare con la sana dialettica politica, che è confronto serio e costruttivo che mira a fare meglio.

Pandemia e Social

Minacce no-vax alla giornalista Marianna AprileChiudo qui alcuni interventi consecutivi sulle parole della pandemia. Ne ho scelte alcune dal mazzo, confessando come ormai questo trascinamento di questa vicenda risulti faticoso. E lo è, almeno nei miei pensieri, perché rischiamo persino di adattarci a questa storia, che si è nutrita sinora della speranza che tutto finisse in fretta e poi ci si trova disillusi e sempre più guardinghi rispetto alla porta di uscita da questa crisi sanitaria e dalle sue plurime implicazioni.
Ecco perché insistono sul dovere sociale di adeguarsi alle misure sanitarie, non per un cieco fideismo perché la Scienza è anch'essa fallibile, ma perché non esiste un'alternativa razionale e chi segue strade pseudoscientifiche e ribellistiche non fa male solo a sé stesso.
Questo è il punto: chi dissente danneggia gli altri!

Pandemia e Minacce

Una rappresentazione del 'Dna'La premessa evoca contenuti da enciclopedia medica: i virus e i batteri sono spesso causa di malattie infettive, pur essendo microbi molto diversi fra di loro.
Proseguo il ripasso: batteri sono organismi costituiti da una sola cellula (unicellulari) procarioti (ossia privi di nucleo cellulare), ma assimilabili ad organismi viventi completi, poiché sono dotati di tutte le strutture e gli enzimi necessari per espletare le funzioni metaboliche fondamentali, potendo quindi vivere in modo indipendente e riprodursi autonomamente, per divisione cellulare.
I virus sono, mediamente, cento volte più piccoli dei batteri (al punto da risultare invisibili al microscopio ottico), e non possiedono né una struttura cellulare completa, né tutti gli enzimi necessari per la sopravvivenza e la replicazione del proprio acido nucleico, che può essere costituito da "Dna" o "Rna" (in questo secondo caso vengono chiamati "retrovirus" e l'esponente più noto del gruppo è l'Hiv).

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