blog di luciano

Caleidoscopio 19 gennaio

La fornitissima discoteca di RaiVdASolito "lancio" della trasmissione radio di "RaiVdA", in onda ogni martedì su "Radio1" alle 12.35.
Si tratta, come sa chi l'ha ascoltata, di un insieme di argomenti vari "legati" da una programmazione musicale appositamente ragionata e cangiante.
In sommario, oltre alla novità editoriale proposta da Christian Diémoz, qualche riflessione sulle Fiere di stagione (domani Donnas, a fine mese Aosta) con un'intervista con Giovanni Thoux.
Parleremo poi dei cani San Bernardo, con l'apposita Fondazione di Martigny, con retroscena simpatici. Infine un'occhiata ai "club" che operano in Valle anche attraverso l'esempio - nella spiegazione del presidente Robert Trossello - del "Rotary Club" di Aosta.
Buon ascolto!

Biodiversità 2010

Uno stambecco tra le montagne valdostaneIl 2010 è l'Anno mondiale della Biodiversità, come deciso alcuni fa dalle Nazioni Unite. Occasione per riflettere sui rischi che, in tutto il Pianeta, corrono diversi ecosistemi con particolare riferimento alle diverse specie viventi, uomo compreso, visto che molte culture umane rischiano la scomparsa.
La Valle è interessante per due ragioni. La prima è che l'altimetria consente di avere una straordinaria ricchezza in fauna e flora: dal Mediterraneo all'Artico, salendo dal fondovalle sino alle cime è come percorrere il mondo stando qui. La seconda è il caso di scuola dello stambecco, "salvato" in extremis dalla sua scomparsa, mentre il recente caso del lupo e anche quello del gipeto segnano l'inversione, vale a dire un ritorno, mentre alcuni uccelli come la pernice bianca e il gallo cedrone rischiano grosso per i cambiamenti del clima. Sul piano botanico immagino che ci siano storie analoghe, come quelle che mi hanno raccontato dell'arrivo e della diffusione - talvolta nociva - di piante non autoctone.

La forza dello sbadiglio

Max che sbadigliaSe uno guarda su questo sito, bilingue francese-inglese, scoprirà che non è una bufala: in effetti nel 2010 è previsto a Parigi un convegno internazionale sullo sbadiglio.
Si tratta di capire (giuro che il solo scriverne mi fa sbadigliare!) perché esseri umani e altri mammiferi (tipo cani, gatti, scimmie...) sbadiglino e i neonati lo facciano già nella pancia della loro mamma.
A leggere quel che si trova sono diverse le teorie: noia, stanchezza, ossigenazione, richiamo sessuale (sic!), socialità (lo sbadiglio contagia).
Chissà! Vedremo l'esito del convegno e lo sforzo sul tema - in fondo inutile, almeno credo - è come un pizzico d'allegria contro il grigiore che ammorba.

I dolori di Haiti

Uno dei palazzi rasi al suolo ad HaitiOgni tanto, con una spietata regolarità, le tragedie del mondo entrano a casa nostra, specie con la forza delle immagini. E' il caso di Haiti: il paese caraibico è stato colpito da un terremoto così forte da stroncare un Paese occidentale, figurarsi gli effetti su di un'isola simbolo del degradante destino del Terzo mondo.
E le immagini non bastano, come può mostrare la lettura dell'editoriale sul "Corriere della Sera" di Sergio Romano, che ricorda il destino gramo di Haiti e le terribili violenze, quasi inaudite per la loro ferocia, che hanno caratterizzato in un recente passato le "faide" per il comando.
Quando pensiamo al flusso dolente, governato ormai dalle mafie mondiali, degli extracomunitari - che così definiamo con un termine, per altro, anacronistico rispetto all'integrazione europea - ci dobbiamo sempre ricordare, nel reclamare fermamente il rispetto delle nostre regole, che molti che arrivano da noi lo fanno per disperazione. La diaspora degli haitiani nel mondo è un caso evidente di "fuga" da un Paese insanguinato, dimenticato dalla comunità internazionale.

Merci o passeggeri?

Il tunnel del Loetschberg"Il Loetschberg, galleria che attraversa le Alpi occidentali da Nord a Sud, cambierà la vita dei trasporti tra l'Italia e la Svizzera. Il tunnel di Loetschberg, che collega Frutigen, a nord, con Raron, a Sud, è stato inaugurato la settimana scorsa, dopo otto anni di lavori. E' anche il terzo tunnel più lungo del mondo, dopo quelli marittimi di Seikel, in Giappone, e della Manica, in Europa. Ma soprattutto è il primo tratto di una serie di linee ferroviarie nuove di zecca, studiate ad hoc per favorire il trasporto merci transalpino su rotaia".
Così nel 2007 scriveva un'agenzia di stampa elvetica: oggi un "Rapport sur le transfert 2009" del Governo elvetico dimostra come, in attesa del secondo tunnel del San Gottardo, il primo tunnel è valso di più per i passeggeri che per le merci, diversamente dalle previsioni.
Come sempre, questa osservazione è inserita in un quadro d’analisi assai interessante sia per il traforo del Brennero già cominciato, ma cui stentano ad arrivare i finanziamenti italiani, sia il Torino-Lione tornato all’onore della cronaca per le proteste in Val di Susa.
La realizzazione di tunnel ferroviari, insomma, è utile per le merci se inserita in una scelta di spostamento delle merci da strada a rotaia attraverso le Alpi e immaginando forme di esercizio che non penalizzino il trasporto merci.

Il sale

Neve e sale ad AostaCome ogni anno, ma con le temperature sotto zero che picchiano duro il tema si fa più... caldo, riprende la polemica di chi vorrebbe impedire l'uso del sale sulle strade nel nome del rispetto della natura circostante e per il rischio annunciato di inquinamento delle falde acquifere.
Ho letto un po' di cose in giro per formarmi un'opinione e direi che in tutti i Paesi europei alpini si usa il sale: in certi casi - penso alla Provincia di Bolzano, assai attenta agli aspetti ambientali - si è messo sotto controllo il quantitativo usato per evitarne un uso improprio, ma nessuno ne discute l'indispensabilità.
Chi cita i Paesi scandinavi vuol dire che non c'è mai stato: là le strade sono innevate - è vero - ma le temperature sono costantemente sotto zero e ciò evita quel fenomeno caldo-freddo, con clamorose escursioni termiche, che creano da noi situazioni di ghiacciatura degni di una pista di pattinaggio.
Senza il sale, in queste ore, "termiche" o no, non si potrebbe circolare e questo vale anche per i marciapiedi per i pedoni.

L'elementare rispetto per il viaggiatore

Treni pronti sui binari ad AostaChe in Italia ci sia un'emergenza ferrovia è indubbio e nessuno discute le ragioni storiche che portano ai problemi attuali, per così dire storicizzati e non risolvibili a breve. Il Piemonte, che ha da anni le competenze sull'esercizio, grida contro "Trenitalia", annunciando un appalto aperto anche ad altre società e paiono profilarsi dei privati seri. Un antidoto contro un crescente e talvolta crudele abbassamento di qualità del servizio.
Se Torino piange, Aosta non ride. Anzi! Treni soppressi, biglietterie chiuse o macchinette non funzionanti, un'evidente sciatteria generale. Minacciare non serve, finanziare - temo - neppure.
D'altra parte anche il core businnes dell'alta capacità zoppica e dunque figurarsi i treni locali. Tra qualche tempo anche la Valle potrà fare un appalto e chissà che, con la limitatezza tecnologica della linea che impone i suoi ritmi, non ci potrà essere qualche novità positiva. Non si tratta di fare voli pindarici, ma pretendere un elementare rispetto per il viaggiatore.

Accessibilità

Il progetto dell'ascensore al castello di VerrèsIn una serata invernale di quelle toste, durante la quale sono stati svelati i nomi di Contessa e Conte del Carnevale di Verrès (Yuliska Leonardi e Stefano Mosca), si è dimostrato per l'ennesima volta quanto già ordinariamente noto: l'accesso alla fortezza, fiore all'occhiello fra i castelli valdostani, non è agevole e questo penalizza la struttura su cui sono stati spesi molti soldi per una "messa a norma", riscaldamento compreso.
Sono contento che prosegua, direi un po' a rilento, l'ipotesi di realizzazione di un ascensore e di un montacarichi che colleghino la rocca con il paese sottostante: già in passato tecnici specializzati avevano presentato diversi scenari possibili, che renderebbero meglio fruibile la fortezza di Verrès, nella speranza che l'uso ancora indeterminato dei singoli castelli - e Verrès è un caso esemplare di assenza di una mission - sfoci in un disegno complessivo che crei una "rete".

Un vero Casino

Un tavolo da gioco al Casinò di St-VincentHo sempre detto e scritto, in tutti i ruoli che ho avuto, ma trovo significativi perché rendicontati alla virgola i discorsi in Consiglio Valle, di come la crisi del "Casino de la Vallée" non fosse facile da arginare. Anzi, quando ho avuto responsabilità dirette - e ciò cozza con certi successivi silenzi di tomba - i clamori erano altissimi e gli scioperi vivaci, ma non mi sono mai tirato indietro nel rilevare ogni criticità senza promesse vane.
Poi mi è stato spiegato che, finalmente, c'era stato un "punto e a capo". Ora i conti peggiorano e anzi leggo - dalla pagina de "La Stampa" di Imperia - che si starebbe andando, d’intesa fra le quattro case da gioco italiane, verso un "contratto nazionale" dei croupiers, circostanza nefasta per Saint-Vincent.
Leggo ancora che il Ministro del Turismo Michela Brambilla, che in Valle ha avuto festose accoglienze, ribadisce la volontà di aprire in fretta nuove Case da gioco legate agli hotel di lusso, facendo un parallelismo - che mostra l'ignoranza totale sul tema - con la situazione francese.
Due brutte premesse per il nuovo anno.

Caleidoscopio 12 gennaio

Una schermata del software utilizzato per la messa in ondaMentre "Radio1" a livello nazionale modifica il proprio palinsesto, sino all'estate la programmazione di "RaiVda" resta la medesima.
Così martedì, in una mezz'ora che inizia poco dopo le 12.30, andrà in onda, come sempre, "Caleidoscopio", giunta - e il numero è scaramantico - al numero 17.
In questo numero parleremo ancora delle modifiche del clima in ambiente alpino, dei problemi di sicurezza dei soccorritori in montagna e cominceremo a parlare - con lo storico Andrea Desandré - dell'annessione della Savoia alla Francia del 1860, che sarà uno dei temi di quest'anno per 150esimo anniversario. Christian Diémoz presenterà infine una novità editoriale con il suo abbinato brano musicale (particolarissimo in questa puntata...).
Per eventuali suggerimenti, scrivetemi.

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