blog di luciano

La luminosità di giugno

Bimbi in spiaggia ad ImperiaLa luminosità del mese di giugno mi piace moltissimo e l'affermo con un grido!
Da adulto, invece e purtroppo, non ho più la gioia della fine dell'anno scolastico. Quel «rompete le righe» che direi non avere eguali in termini di orizzonte.
Negli anni della scuola era qualcosa di ripetitivo per me e oggi posso surfare sui ricordi, che è cosa dolcissima. Allora: l'inizio delle vacanze era la partenza per il mare, dove restavo - non da villeggiante ma da residente vero e proprio - sino al mese di settembre. Era in sostanza un'altra cittadinanza, come cambiare cappello e trovarsi altrove. La destinazione era la città dove mi mai mamma era nata: Imperia, come chiamata in epoca fascista, nata dalla fusione di Oneglia e di Porto Maurizio.

Il pragmatismo in politica

La 'Fortezza Bastiani' del 'Deserto dei Tartari'La Politica è fatta di scenari. L'ideale sarebbe riuscire a costruirli prevedendo quel che verrà. Capisco come sia sempre più difficile farlo. Ormai tutto cambia in fretta e non esistono bussole che indichino bene la direzione. Si diventa guardinghi, anche se questa caratteristica soporifera non fa parte del mio carattere. Quando ci vuole ci vuole e certi tatticismi alla fine stonano con obblighi di chiarezza e di operatività.
In queste ore, in casa Union Valdôtaine, si celebra un congresso con tutti i limiti che ci sono per via dell'emergenza sanitaria. Di fatto da ormai più di un anno le riunioni politiche sono tabù e lo si è visto anche con le elezioni regionali autunnali, senza una vera e propria campagna elettorale, dominata dal virus e dalle sue conseguenze. Sullo sfondo, per chiunque sia in un angolo del vasto affresco autonomista, c'è sempre la solita solfa: ci si aggrega oppure no? Si può essere plurali in un solo movimento politico? Quali regole per una civile convivenza opportunamente studiata per non dividersi?

Una nuova legge sulla montagna?

Lo spettacolare Monte RosaRiparte la macchina per avere in Italia una legge sulla Montagna, sostitutiva della legge del 1994 che votai da giovane deputato. Ovvio che molto sia cambiato da allora. Per altro molte parti di quella legge non furono neppure applicate ed è stato un peccato.
A far ripartire il meccanismo è il ministro delle Regioni, Maria Stella Gelmini, che ha la delega sulla montagna, che ieri ha presentato il gruppo tecnico e quello politico, di cui faccio parte, avendo la Valle d'Aosta la guida di questo settore nella "Conferenza delle Regioni".
Il tema della politica della montagna mi ha sempre interessato ovviamente ad Aosta, ma anche a Roma e a Bruxelles.

L'energia dei bambini

La premiazione del concorso 'Gruppo AE' del Comitato delle Regioni alla scuola di Pré-Saint-DidierSono stato, in vista della fine dell'anno scolastico, in visita in una scuola primaria, anche se per me e per tante generazioni restano per sempre nel linguaggio «le elementari».
Si deve - ahimè! - alla ministra dell'Istruzione Letizia Moratti, con la sua riforma del 2003, questa idea balzana di introdurre "scuola primaria", che deriva dal francese ("école primaire") e poi si è diffusa nei paesi anglosassoni ("primary school"). Un vezzo, quando invece in quel "elementari" c'era il senso di basi essenziali su cui lavorare per cominciare: scrivere, leggere e fare di conto.
Ma torniamo alla visita: che bello incontrare i bambini! Ogni volta che mi capita ti accorgi della loro energia, delle loro curiosità, di quella miscellanea di espressioni e di caratteri che ogni classe esprime.

Repubblica o Stato?

Il gonfalone della Valle d'Aosta alle celebrazioni della Festa della RepubblicaLa Festa della Repubblica - festività priva di fatto di qualunque risonanza popolare se non essere un giorno di vacanza sul calendario - è occasione propizia per qualche riflessione politica su dove siamo e dove vogliamo andare nelle strutture istituzionali dell'Italia nel riflesso che ricade inevitabilmente anche sui valdostani. Ogni tanto è bene farlo, togliendo tutti gli orpelli retorici che avvolgono momenti come questi, in cui i ghostwriter di turno riciclano vecchie storie senza tempo, buone in sostanza per tutte le stagioni.
Il tema capisco possa risultare poco appassionante, ma per chi ha masticato pane e politica, avendo coscienza di come alla fine norme costituzionali e leggi incidano sul destino della piccola Valle d'Aosta, è necessario stare sempre all'erta. La Storia, con il saliscendi del destino politico ed economico della Valle d'Aosta, dimostra purtroppo l'esistenza di momenti buoni e cattivi.

Il vittimismo

Calimero...Viviamo in tempi difficili, che non consentono distrazioni o perdite di tempo. Perché la ripartenza, che per fortuna è ineluttabile ed obbliga a risolvere un cumulo di problemi già difficili da affrontare nell'ordinarietà, figurarsi nell'eccezionalità degli eventi.
Per questo bisogna liberarsi di tante zavorre. Penso ai pessimisti, ai criticoni, ai catastrofisti, agli allarmisti. Tutti coloro che raffreddano fiducia e speranza.
Ma aggiungerei all'elenco anche i vittimisti, che vanno presi con le pinze per quanto possono nuocere. "Vittima" è una brutta parola e ce la racconta la tesi più praticata sulla sua origine. Viene dal latino "victĭma, animale offerto in sacrificio", che a sua volta si tratterebbe di un superlativo che ha per base "vic-" di "vĭcis, scambio" col significativo di "che ricambia per eccellenza". La mentalità religiosa degli antichi concepiva il sacrificio propiziatorio come una sorta di scambio, di pareggio di doni fra l'uomo e la divinità.

Chiusi in uno schermo

Riunione on lineQuindici anni fa cominciai ad usare in Regione, in modo piuttosto ordinario per riunioni di lavoro, la videoconferenza con Roma e con Bruxelles. La scelta all'epoca appariva, per alcuni, eccentrica, per me che venivo dal lavoro televisivo - e dunque dalla normalità di collegamenti di questo genere - non lo era affatto. Ora quell'intuizione che precorreva i tempi è diventata la normalità ed entrerà nelle nostre abitudini più di quanto si immagini.
E' stata la pandemia, con il confinamento, col lavoro a distanza e le regole sanitarie restrittive anche per chi ha continuato a lavorare in presenza, a dettare l'agenda. Ancora oggi, che le maglie piano piano si allargano, la mia giornata resta scandita da molte riunioni o conferenze in remoto. E' una modalità in molti casi faticosa, che allunga i tempi e rende più macchinose le decisioni, oltreché non consente quel rapporto umano fatto di messaggi corporali, di posture, di espressioni, persino silenzi e anche occhiate, sorrisi, musi lunghi.

Il Recovery e le Regioni

Mario Draghi al Consiglio europeo straordinario del 24 maggioIl Piano di Resilienza è una grande operazione messa in piedi dall'Unione europea per una ripartenza dell'economia e della società. I soldi ci sono e sono copiosi e nulla di questo genere è mai stato fatto a livello comunitario.
Tuttavia qualcosa non torna e ho aspettato a scriverne a fondo sino a quando non ne ho avuto certezze che alimentano alcune preoccupazioni. Ho seguito con il presidente Erik Lavevaz il "Recovery Fund" alias "New Generation" per la semplice ragione che ho la delega sugli Affari europei. Quando ancora le scelte italiane erano abbozzate dal Governo Conte bis, avevamo avuto dall'oggi all'indomani la richiesta di mandare dei progetti che avessero una buona certezza di essere realizzati entro il 2026. Dalle diverse branche della nostra Regione ne arrivarono in fretta e furia 51 che girammo allo Stato per un totale di circa un miliardo di euro. Avessimo avuto tempo saremmo stati più analitici e riflessivi.

Gaia

La Grecia e l'Italia meridionale viste della Stazione Spaziale InternazionaleIntendiamoci bene: questa questione del «tempo che fa» è un classico nei rapporti umani. Mi riferisco naturalmente al tempo meteorologico, vale a dire l'insieme dei fenomeni che hanno luogo nell'atmosfera terrestre in un dato istante.
Non appena l'uomo cominciò a parlare, fuori da una caverna o sopra una palafitta, di sicuro iniziò discutere con qualche simile - guardando il cielo - del tempo e delle sue evoluzioni, non sapendo che primo poi ci sarebbe stata questa scienza.
Di questi tempi fa veramente impressione questo maggio che paradossalmente, quando invece ci sarebbe bisogno di bel tempo, non ha fatto che infliggere, almeno a noi popolazioni delle Alpi, già colpite al cuore dal virus, della pioggia, del vento e naturalmente in alta quota c'è stata pure la neve. Ora la primavera ha battuto un colpo per posteggiarci - speriamo! - in un'estate piacevole di cui abbiamo francamente bisogno. Per altro ormai vedere le previsioni è scelta compulsiva di molto di noi!

La funivia dell'avidità

La funivia del MottaroneTorno, con una certa angoscia, al terribile schianto di una cabina della funivia del Mottarone. Penso ai quattordici morti di cui ora conosciamo le storie personali e mi riferisco a quel bambino rimasto orfano, unico sopravvissuto. Esiste una terribile crudeltà in una vicenda in cui purtroppo si può evocare la fatalità per chi si è trovato lì in una giornata di svago, mentre la fatalità non è invece la causa di quanto avvenuto, ma l'avidità.
A caldo avevo già scritto del mio sconcerto sulla vicenda ed anche di una mia fiducia, dati alla mano, sulla generale sicurezza degli impianti funiviari per la bassa incidenza di drammi, come quello purtroppo avvenuto sul Lago Maggiore. Non lo scrivevo a vanvera, ma perché - essendomi occupato in passato di questo settore - so bene come siano molto stringenti le norme di sicurezza sia al momento della costruzione, sia in fase di esercizio ed anche attraverso la normativa che regola gli aspetti manutentivi. Ricordo come le norme di sicurezza delle funivie siano le stesse in tutti i Paesi europei, Svizzera compresa.

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