blog di luciano

Rabbia e delusione

'Protestatari' sotto Palazzo regionaleChe bella lotteria dei colori! Resterà nella nostra vivida memoria questo tempo così stralunato, in cui - come capitava da bambini - si colorano le Regioni d'Italia. Ho letto con attenzione la sentenza, in verità esempio di preclaro centralismo, con cui è stata bocciata dalla Corte Costituzionale la legge regionale con cui la Valle d'Aosta cercava di ritagliarsi spazi di maggior libertà, senza strafare. Invece la Consulta ha usato la falce per tagliare tutto e lo ha fatto senza scrupolo alcuno: lo Stato è l'unico reale dominus della pandemia. La leale cooperazione risulterebbe, anche con quello strumento sbagliato che sono stati i "Dpcm", dal fatto che i presidenti di Regione sono stati informati. Circostanza per altro molto spesso non vera e ciò dimostra la virata antiregionalista dei giudici costituzionali, che hanno scelto che la Repubblica sia solo lo Stato, in spregio alla democrazia locale ed ai territori con le loro differenze. Altro che Repubblica!

Parole a vanvera

Esempi di parole a vanvera sui 'social'Verrebbe voglia, come si fa ogni tanto nelle premesse dei capitoli di un libro, di apporre all'inizio due frasi diverse ma in fondo complementari che diano il senso dei miei pensieri ancora prima che li formuli.
«La libertà di opinioni presume che se ne abbiano» (Henrich Heine) ed anche «La democrazia è la necessità di piegarsi di tanto in tanto alle opinioni degli altri» (Winston Churchill).
Io penso che ogni opinione sia legittima nel limite del buonsenso e della ragionevolezza. Già questo aiuta a orientarsi. Scartati dunque gli insensati e chi è fuori di testa resta un ulteriore perimetro.
In questo mondo in cui i "social" impazzano e gli opinionisti si moltiplicano a dismisura sarà ora infatti di affermare una straordinaria banalità: le opinioni devono essere informate.
Per carità, nessuno è senza peccato e può capitare di avventurarsi in discussioni ardite su temi sui quali non si hanno le conoscenze necessarie, ma quel che diventa insopportabile è dover subire chi di questa leggerezza diventa portavoce e assurge ad opinionista senza averne basi e qualità. Spesso ammanta il vuoto con prosopopea o talvolta c'è persino chi si fa vanto della sua ignoranza come elemento di chissà quale saggezza popolare.

Catalogna: l'Europa fa la morale agli altri

Sergei Lavrov e Josep Borrell nell'incontro a Mosca il 5 febbraio scorsoLa Catalogna, dimenticata da Stati preoccupati che l'autodeterminazione diventi un virus in Europa, continua a soffrire e vengono calpestati i Trattati europei, che pure parlano di Minoranze nazionali, federalismo e sussidiarietà. Trovo ancora persone impensabili che dicono: i catalani hanno fatto un referendum farlocco e si sono "ribellati" alla Spagna e dunque meritano la galera. Una volta discutevo, ora mi arrendo ed inorridisco, pensando ad un solo fatto: la via pacifica verso maggior libertà intrapresa dalla Catalogna, lasciata sola fra silenzi e condanne.
Raphael Tsavkko Garcia è un giornalista brasiliano con sede in Belgio (fra i pochi Paesi a seguire le vicende catalane), che ha scritto sulla "questione catalana". Ricorda anzitutto una vicenda apparentemente minore, di cui non ho mai parlato: «A febbraio la Spagna ha arrestato il rapper Pablo Hasél per aver esercitato il suo diritto alla libertà di espressione, e la Russia ha umiliato l'Unione Europea, di cui la Spagna è membro, sottolineando la detenzione di prigionieri politici catalani nel paese».

Vai col liscio

Raoul Casadei e la sua Orchestra nella copertina di un disco del 1979Ho sempre invidiato moltissimo i ballerini di ballo liscio, ma non mi sono mai applicato per imparare a ballare comme il faut. Quando passo di fronte ad una discoteca che nel frattempo è stata rasa al suolo alle porte di Aosta (si chiamava "Divina"), mi vengono in mente certe feste ruspanti in campagna elettorale con l'obbligo anche per me di fare qualche giro di pista per non apparire ingessato. Con i valzer ce la potevo fare, ma con balli tipo polka o mazurka avvertivo la partner, in genere divertita dalla mia goffaggine, che doveva «portarmi lei» al ritmo di musica, cercando di evitare di pestarle i piedi. Lo stesso capitava, in analoghe circostanze, ai "palchetti", quei capannoni dove si fa festa in genere per feste patronali o dei coscritti.
Mi è poi successo, sempre in quella parte sociale che sostanzia la politica di prossimità, di assistere a certe gare di ballo e di rimanere fulminato di fronte a certa passione travolgente, fatta di sacrifici e gioia, ma anche di colori e di sensualità.

I vaccini e l'Europa

Il vaccino 'AstraZeneca'Leggo, nel limite del possibile, quanto scrive la stampa internazionale e devo riconoscere che c'è molta qualità non sempre rinvenibile nel giornalismo italiano.
Spicca dappertutto questa questione dei ritardi nei vaccini, cui in queste ore si somma la macroscopica storia - esasperata anche in Italia - della presunta pericolosità di "AstraZeneca", che ha innescato ieri anche in Valle d'Aosta una fuga dalle liste dei vaccinandi. Sarà bene sgombrare in fretta il campo dai dubbi e spingere le vaccinazioni sulla base finalmente dal vero e proprio Piano vaccinale nazionale appena varato dal Governo Draghi. Da noi già esisteva un Piano vaccinale corrispondente alle nostre necessità, turbato da queste vicende cui accennavo ed anche purtroppo dal problema capitale del ritardo nella distribuzione dei vaccini da parte delle ditte produttrici. La macchina rischia di incepparsi in assenza del materiale da inoculare.

Guardarsi in faccia

Specchiarsi con la mascherinaGiù la mascherina! Esiste una necessità vitale - un bel respiro quando lo si può fare in sicurezza - ed anche sociale e cioè scorgere, da distante, la fattezza di qualcuno che si incontra.
Ho piena consapevolezza dell'utilità della mascherina come elemento di protezione contro il virus e aborrisco i "noMask", che sono quasi sempre "noVax", che mettono assieme - che si capisca bene il fenomeno - gli estremisti di destra e di sinistra in un insolito destino che non stupisce. Quindi non ne discuto l'uso, anzi proprio avendo scampato sinora al contagio, pur avendo incontrato molte persone poi risultate malate, sono certo che non mi abbiano contagiato anche per questa benedetta/maledetta mascherina.
Resta, però, questa questione importante del vedersi fra noi, essendo "scimmie nude" come diceva con realismo quel Desmond Morris, straordinario nel descrittivo di noi esseri umani.

Aveva ragione Aristofane

Il Presidente Sergio Mattarella attende dopo il vaccinoMi ha fatto schifo l'insieme di discussioni pretestuose sul vaccino al Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. Sia quelli che hanno polemizzato sul fatto che avesse fatto il vaccino, sia al contrario quelli che hanno plaudito al Presidente che ha fatto in ospedale in mezzo ai cittadini questo vaccino. Io penso che il Capo dello Stato dovesse essere il primo ad essere vaccinato per l'importanza del suo ruolo e ciò sarebbe dovuto avvenire al Quirinale senza demagogici bagni di folla. Era doveroso farlo anche in ossequio alla sua età.
Sono stufo di polemiche pretestuose di chi attacca sempre e comunque. E pure di chi gioisce che un'autorità del suo rango debba fare la coda come prova di chissà quale umiltà.

Unesco: la volta buona per i walser?

Una sfilata walser nella valle del LysViene in mente la canzone "Quattro amici al bar" di Gino Paoli. C'erano politici amici dei walser come Piero Giarda e chi vi scrive (porta la mia firma la modifica dello Statuto speciale valdostano e la legge nazionale di tutela che finalmente riconobbe i walser), professori espertissimi dei walser come Enrico Rizzi e Luigi Zanzi (che ci ha lasciati con un patrimonio di scritti straordinario) ed un amico purtroppo anche lui scomparso prematuramente, Enrico Rondelli della Valsesia. Nasce così con la piccola Fondazione Monte Rosa l'idea di una candidatura all'Unesco delle comunità walser.
Ritrovo una mozione votata nel 2006 dal Consiglio Valle (cosa simile venne votata dalla Regione Piemonte), che ricorda quelle tappe per arrivarci.

La Cina cancella gli Uiguri

Una manifestazione a favore dei Uiguri, a Xinjiang, nella foto di Lucy NicholsonMi colpisce sempre, pur non giocando il ruolo dell'ingenuotto, quanto il business nella sua versione cattivista calpesti tutto, compresi i tanto proclamati Diritti dell'uomo. Spicca in questo il rapporto con dittature come la Cina che da sempre - il caso del Tibet è stato ed è esemplare - ha dimostrato disprezzo verso le minoranze linguistiche e nazionali.
Nei giorni scorsi ho letto un vasto dossier su "L'Obs" che riguarda un caso gravissimo, che colpisce chiunque abbia a cuore i temi della democrazia e noi valdostani dobbiamo essere attenti a quanto in materia di piccoli popoli avviene nel mondo. Ricordo a questo proposito, prima di entrare nel merito, come questo sia un tema ben presente anche nell'Europa, patria del Diritto, con la questione inquietante della Catalogna.

Brutta storia l'odio

Haters...Si scrive molto dell'amore e molto meno dell'odio. L'amore è un motore straordinario, facilmente ammantato di retorica. L'odio è un lato oscuro, difficile da ormare di troppi orpelli. Difficile nasconderlo nella sua nudità.
In breve Bertrand Russel: «L'amore è saggio. L'odio è folle».
Un anno fa si è molto fantasticato sull'amore come collante per reagire con lo slogan "andrà tutto bene" su cui, purtroppo, abbiamo soffiato una candelina. Chi lo ha fatto allora ha oggi smesso di cantare sui balconi e nessuno fa più grandi dichiarazioni sul fatto che questa prova della pandemia ci avrebbe reso migliori. Mano a mano ci siamo raggrinziti e vediamo spostarsi l'orizzonte, che sfugge ogni volta che pensiamo di avere raggiunto.

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