blog di luciano

La Foire d'aprile

I banchetti della Foire già pronti nel centro di AostaNo, non è un pesce d'Aprile, come potrebbe indicare la data odierna. Domani e dopodomani le strade del centro storico di Aosta ospiteranno davvero la "Foire de Saint Ours", la celebrazione senza eguali sulle Alpi dell'artigianato tipico con il suo seguito di altre espressioni della valdostanità. Così è stato deciso attraverso questo spostamento dal 30 e 31 gennaio, date canoniche, per non buttare via anche questa edizione a causa della pandemia, che per fortuna sembra attenuarsi, consentendo momenti di aggregazione popolare. Anzi, per essere precisi, proprio in queste ore si è usciti dallo stato di emergenza dopo tanto tempo e dunque le misure di restrizione principali si sono ridotte e cesseranno definitivamente nelle settimane a venire. Il che non vuol dire affatto far venire la prudenza necessaria in un bagno di folla come quello che si prevede in Fiera.

Un senso o più sensi?

Jane Badler nel ruolo di 'Diana', alla guida dei 'Visitors' anni '80Mi hanno sempre divertito i film di fantascienza, quando disegnano l'aspetto fisico degli alieni, che oltre ad essere in genere brutti da vedersi risultano quasi sempre cattivissimi nelle storie raccontate e pronti a farci morire tutti, se già non ci pensassimo da soli con gli arsenali nucleari. Fortuna che il lieto fine cinematografico ci vede vincenti, almeno finché non arriveranno davvero.
Capita però giustamente di interrogarsi come ci vedrebbero loro, probabilmente brutti da morire e studierebbero la nostra "macchina" fisica e mentale, come raccontano facciano con fervida fantasia alcuni che dicono di essere stati caricati su dischi volanti e da lungo esaminati per essere infine liberati.

Lo strano mondo del calcio

Roberto Mancini, commissario tecnico della Nazionale azzurraNon seguo il calcio e non per snobismo, ma perché l'insieme di interessi che lo circonda di questi tempi non mi piace. Naturalmente mi può capitare di guardare una partita e l'occasione è sempre piacevole, ma questa resta un'eccezione. Ho concepito una specie di sciopero di cui ovviamente non importa a nessuno cui mi sono assuefatto.
Come tutti i ragazzini, all'età dovuta, ho avuto la passione delle figurine e avevo la collezione della "Panini", prima occasione nello scambio con gli amici della difficile arte del baratto. All'epoca ascoltavo "Tutto il calcio minuto per minuto" alla radio (il mito era Sandro Ciotti, che ebbi poi l'occasione di conoscere bene) per seguire la Juventus, e un po' più grandicello "Novantesimo minuto" alla televisione con quei telecronisti imperdibili dalle parlate dialettali (il napoletano Luigi Necco era imperdibile) a seconda delle città collegate.

Conte, le armi, il Vescovo…

Il Vescovo di Aosta, Monsignor Franco LovignanaC'è stato indubbiamente un periodo di popolarità di Giuseppe Conte, che è stato incoronato dai "pentastellati" come leader maximo, dopo un primo pasticcio finito in Tribunale. Ciò è avvenuto con una di quelle votazioni on line che sono sempre state una pochade ed ora a maggior ragione con il candidato unico destinato perciò a vincere...
A me l'ex presidente del Consiglio quasi per caso non è mai piaciuto con questa verbosità arzigogolata ed ipnotica da "un colpo al cerchio ed uno alla botte" e la capacità di saltare dall'alleanza con la Lega a quella con il Partito Democratico come se nulla fosse. Anche l'odio-amore con Beppe Grillo si è dimostrato tristissimo come lite da condominio destinata a tornare quando lo stesso Grillo uscirà dal silenzio attuale.

Il ritorno dei visi

Basta mascherine?Già andando a Chamonix qualche settimana fa, in una delle mie gite Oltralpe che amo per le ovvie similitudini ed i legami storici, avevo visto come in Francia si fosse scelta con qualche anticipo la cessazione di alcune misure di profilassi, cui ci eravamo abituati in questo lungo periodo di pandemia. Andato ad Annecy in queste ore, ho visto invece un sostanziale "liberi tutti", che da noi è progressivamente stato postposto nelle settimane a venire.
Comunque sia, questa "libertà" francese è stata un'esperienza spiazzante, perché apparsa come un epilogo che si spera essere veritiero di un'epoca cupa.
Quel che colpisce e stupisce in positivo è ritrovare perché senza più mascherina i visi delle persone, che sono poi fra gli aspetti principali della nostra capacità di riconoscere gli altri e di percepire noi stessi. Inutile dire quanto ci sia mancato vederci nella completezza dei nostri lineamenti. L'assenza del sorriso, ad esempio.

Generazioni di fronte alla guerra

Lo scrittore francese Arthur DreyfusArthur Dreyfus è uno scrittore franco-svizzero nato nel 1986 e dunque un "Millennial", parola che indica la generazione dei nati tra il 1981 e la metà degli anni '90.
E' interessante constatare, leggendo un suo articolo su "Le Monde", come giustamente ogni generazione legga con il filtro delle proprie esperienze i tragici avvenimenti dell'Ucraina e Dreyfus lo fa con grande onestà. Per questo vorrei citare alcuni passaggi chiave.
Si parte da un momento intimo, familiare: «Trois jours avant l'invasion de l'Ukraine par l'armée poutinienne s'éteignait mon grand-père, à 99 ans. Matricule 39986 du camp de Flossenbürg, il répéta toute sa vie qu'il avait été déporté comme résistant, non "seulement" comme juif. Il avait choisi de se battre pour un idéal; contre une idéologie infernale».

Memoria e silenzi

Matteo Salvini, Vladimir Putin e Luigi Di Maio a Roma nel luglio 2019Su Vladimir Putin e le sue amicizie italiane sappiamo tutto. Nessun mistero: basta riavvolgere il nastro e troveremo per filo e per segno quegli esponenti politici che indugiavano in esaltazioni del leader russo. Non erano cortesia diplomatica o obblighi protocollari, era stima, considerazione e persino di più.
Circolano filmati sintetici di Matteo Salvini in cui usava Putin come esempio di democrazia. «Farei cambio tra Renzi e Putin domattina, altro che dittatore», twittava il leader della Lega il 18 ottobre 2014.
«Europarlamento attacca Russia e Ungheria anziché pensare a problemi reali. Fra Renzi e Putin, scelgo PUTIN», con tanto di maiuscole.

Dittatori

Il 'Democracy Index' del 2021Vladimir Putin è riuscito nella mirabile impresa di essere nell'elenco dei dittatori e finirà probabilmente morto ammazzato com'è avvenuto per molti fra di loro.
Nell'antica Roma, il "dittatore" (dal latino "dictator -oris", da "dictare, dettare") era un magistrato straordinario che, in situazioni di particolare gravità, era investito di pieni poteri civili e militari, rimanendo in carica sei mesi. Ormai, invece, il termine designa chi è a capo di un regime autoritario e governa in modo dispotico e intransigente, senza ammettere critiche, opposizioni o ingerenze di alcun genere. E questa è descrizione persin buonista.
Charlie Chaplin nel suo celebre film, "Il grande dittatore", fece nel 1940 una feroce del nazismo, avendo l'evidente riferimento con Adolf Hitler ed il nazismo con i misfatti contemporanei al film.

Essere sinceri

Aldo MoroViviamo tempi difficili ed è bene dirselo senza filtri. Questo non vuol dire demordere o lasciarsi andare ad ansie o ad angosce, che aggiungono solo un peso. La reattività - oggi si straparla di "resilienza" - deriva proprio dalla consapevolezza e non dal far finta di niente. Per altro saranno i libri di Storia un giorno a rendere conto ex post, a bocce ferme e con la ponderatezza necessaria, delle difficoltà che ci stanno investendo e che nessuno aveva previsto con anticipo. Penso che tutti quelli con la testa sul collo abbiano perfetta consapevolezza del quadro generale in continuo movimento e ci siano momenti in cui sentiamo tutti - ciascuno con i suoi problemi e le proprie responsabilità piccole o grandi - preoccupazione per noi e per i nostri cari.
Per affrontare certe situazioni conta moltissimo essere sinceri nel descrivere il quadro attuale e le prospettive sin dove si riesce ad arrivare credibilmente a prevederle. Già in condizioni normali le pianificazioni non sono per nulla semplici, figurarsi in situazioni come quelle che viviamo.
Luigi Pirandello ha scritto a ragione: «Nulla è più complicato della sincerità», specie in politica.

Diritti e doveri in Europa

Volodymir Zelensky saluta i parlamentari italiani alla fine del collegamentoNon credo che ci debba scandalizzare della maggior generosità che si sta dimostrando verso gli ucraini rispetto ad altri profughi in fuga dalle guerre. Lo dico rendendomi conto di come spesso in questa differenziazione ci siano motivazioni non sempre difendibili, tuttavia bisogna essere realisti nell'affrontare questa crisi tutta europea e la carica di maggior empatia è nei fatti.
Assai probabilmente si sarebbe dovuto affrontare l'allargamento dell'Unione europea a Paesi come l'Ucraina o la Moldavia quando la Russia non era nelle attuali condizioni politiche e militari. Ma, come si dice, non bisogna piangere sul latte versato.
Tuttavia, una qualche riflessione va egualmente svolta. Ci pensavo leggendo un documento che ho avuto dal "Comitato delle Regioni", firmato dai Capidelegazione polacco, rumeno, slovacco e ungherese.

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