blog di luciano

Carota e bastone

cassonetti.jpgSono curioso di capire, alla fine, dove andrà la politica dei rifiuti in Valle, sapendo che da noi come altrove questo è un problema non banalizzabile.
Archiviata apparentemente la termovalorizzazione dei rifiuti, si parla da mesi ormai di un trattamento a freddo che dovrebbe produrre anche del combustibile. La lettura incrociata delle varie fonti e le differenti prese di posizione portano a dire che anche in questo caso tante teste corrispondono a tante idee e talvolta, nell'usare la stessa espressione, si dicono nella pratica cose molto diverse.
Esiste un unico fattore unificante, che è importante ma non risolutivo da solo: la differenziata, la cui percentuale anche in Valle cresce.
Ma guardando nei cassonetti, soluzione di raccolta rozza per un sistema impegnativo e responsabilizzante, ci si accorge di come la disciplina per ora scricchioli e non a caso le migliori percentuali in Europa si ottengono con "carota e bastone"

Fantasmi della memoria

le_grenier_interno.jpgI fantasmi esistono. Non sono quelli dei manieri scozzesi. Sono, invece, quelli che materializziamo con il flusso dei nostri ricordi.
L'altra sera associavo questo pensiero ad un ristorante ("Le Grenier" di Saint-Vincent, ideato da Maurizio Bich molto tempo fa) che, malgrado i cambi di proprietà e di menù, ha mantenuto per me - per le tante serate passate negli anni - un genius loci. Esserci, seduto ad un tavolo, evoca molto più di una seduta spiritica!
Ogni tanto penso a ristoranti che non ci sono più, come il "Reale" di Bard, il celebre "Cavallo Bianco" di Aosta, il "Dora" di Pont-Saint-Marti, i locali di Sanson.
In realtà sono ben vivi nella memoria, legati come restano ad amori, amicizie, convivialità.

Cartellonistica creativa

bienvenu_arnad.jpgEsiste un "federalismo cartellonistico" in viva espansione.
I 74 Comuni della Valle, malgrado si siano da tempo coordinati nel "Cpel - Consorzio permanente degli Enti locali", non hanno mai ritenuto utile mettersi d'accordo - magari nel rispetto del Codice della strada - per evitare nei materiali adoperati, nella dimensione e nella grafica dei cartelli uno sbizzarrirsi della fantasia tipo villaggio dei Puffi.
Nessuno pretende un ordine e forse un grigiore da Cantone svizzero-tedesco, ma un minimo di regole comuni, evitando una legge regionale in più, sarebbe un bel segnale. 

Il perché della Zero

coca_cola_light.jpgLa "Coca-Cola" è un must dell'americanizzazione del mondo. Consiglio la letttura illuminante di un libro-inchiesta di qualche anno fa "Coca-Cola, l'enquête interdite" di William Reymond (Broché).
Da qualche tempo mi rode una curiosità: nella "Coca-Cola Zero", rispetto alla "Coca-Cola Light", non c’è il conservante benzoato di sodio. Per il resto l'etichetta elenca gli stessi componenti, mai precisandone le dosi.
Avevo letto che la "Zero" era nata in vista della difficoltà in futuro, nell'Unione europea, di adoperare il termine "light", per altro già normato dalla disciplina comunitaria.
Pare che non sia così e che la "Zero" avrebbe dovuto attirare la clientela maschile, che dà a "light" una connotazione troppo al femminile.
A me la "Zero" sembra sgasata e mi sfugge la vera ratio del doppio prodotto.

Collège d'études fédéralistes

gex_corrado_02.jpgSono contento che, dopo uno sconcertante buco di cui qualcuno porta la responsabilità, riparta il "Collège". Vi assicuro che, nelle mie peregrinazioni internazionali, ho trovato politici, diplomatici, professori universitari che - con vivo entusiasmo - mi raccontavano le loro esperienze formativa e umana qui in Valle.
Voluto dall'allora assessore Corrado Gex, ma con il contributo di mio zio Severino Caveri, all'epoca deputato, il "Collège" esordì nel 1961 e divenne, in anni in cui il federalismo era merce rara, un punto di riferimento per giovani di diverse provenienze.
Mi par di capire che l'iniziativa si riavvii con una partecipazione prevalentemente locale, ma suppongo che potrà riprendere presto quel respiro internazionale di cui abbiamo bisogno.
Nel momento in cui il federalismo rischia di diventare, per il troppo parlarne a vanvera, una moneta svilita è bene che in Valle si riaffermi, con voce forte e chiara, una caratteristica del nostro contesto culturale e politico.

Abuso di alcol: il limite dello 0,5

bicchieri_pieni.jpgIl Ministro leghista Luca Zaia, nel nome del comparto vitivinicolo, alza la voce contro gli eccessi di controllo sull'alcool al volante e i blog sulla Rete esplodono di consensi per il responsabile dell'Agricoltura. 
Si tratta del "paradosso italiano": se domani si verificasse un incidente stradale tragico a causa dell'alcool tutti sarebbero per la "tolleranza zero", ma poi - giorno dopo giorno - la comprensione lascia lo spazio ad un esprit de liberté che dovrebbe far riflettere sulla coesione sociale.
Ricapitoliamo: in Europa la media è la stessa che in Italia, vale a dire lo 0,50 grammi/lt di sangue. Ci sono Paesi a tasso zero (Ungheria, Romania, Repubblica Ceca) e con tassi più bassi, come lo 0,2 della Polonia, o più alti, tipo lo 0,8 del Regno Unito.
La ventilata riduzione in Italia non è passata, ma fra il 2007 e il recente decreto sicurezza si sono inasprite pene e sanzioni sino alla scelta per i neo patentanti di zero alcol per tre anni e nessun bicchiere per gli autisti di professione.
Per cui, francamente, il richiamo del Ministro, essendo una legislazione in linea con il resto dell'Unione, non è giustificata.
Poi soggettivamente possiamo pensare tutti che i limiti, come tutti i limiti, siano una gran rottura di scatole.

Vendemmia con anticipo

uva_2009.jpgMi piace, in una forma di ammirazione della natura, vedere in questa stagione i vigneti pronti alla vendemmia con i grappoli gonfi.
E' una delle forme più antiche d'agricoltura e forse è uno dei settori che più ha seguito un processo di modernizzazione senza rompere i legami con la tradizione. Tutti proviamo un senso patriottico quando scopri fuori Valle, nella carta dei vini, il vino di un nostro produttore e ce ne sono di bravissimi.
Mi raccontano che il mese di agosto, torrido all'inverosimile, ha anticipato - come già avvenne nel 2003 - la stagione della raccolta che sta per iniziare, dopo un inverno che ci ha regalato tanta neve e di conseguenza tanta acqua.
Ho già scritto tante volte come vi sia, nella ripetitività dei ritmi agricoli, qualche cosa di rassicurante.

Max: il volto del Tg.

massimo_boccarella.jpgMassimo Boccarella si è fatto da solo. Mettendo assieme intelligenza e voglia di fare, è diventato il volto più noto del Telegiornale della Valle d'Aosta in comunione con Pierluigi Bertello, che ha già lasciato la Rai da qualche tempo.
Ora Massimo va in pensione, avendo cominciato a lavorare da giovanissimo. Rendo omaggio all'amico (che mi ha sempre detto quel che pensava) e al grande professionista.
Ricordo quando lo conobbi: era il 1979 e piombai nella redazione di Rta (Radio Tele Aosta) in cima al "palazzo Fiat" di via Chambéry, dove conduceva il telegiornale, pur restando una sorta di antenna nella società civile - all'epoca lavorava nelle pubbliche relazioni della "Cogne" - e ciò ci consentiva di avere notizie così succulente da dispiacere ai politici dell'epoca e noi eravamo dei ragazzacci.
Tanto che io stesso fui licenziato, nel dicembre di quell'anno, perché avevo pestato qualche piede...
Ma poi la Rai, per strade diverse, ci ripescò.
Ora Max lascia il video del servizio pubblico e i telespettatori valdostani saranno orfani del suo garbo e del suo sorriso.
Sono certo che è ancora troppo giovane per non lasciare ulteriori tracce nel giornalismo della Valle.

Videogiochi

eugenie_tennis_wii.jpgI primi videogiochi, o meglio i loro antesignani, li ricordo negli anni Settanta. Andavo in una sala giochi alla Marina di Porto Maurizio, quando ero ragazzino e il top era un fucile che sparava a dei bersagli. Direi che erano ancora più meccanici che elettronici.
Ricordo poi, collegato alla televisione, il primo alienante tennis, che pure nella sua rozzezza occupava interi pomeriggi.
Infine l'esplosione del fenomeno consolle mi ha trovato abbastanza indifferente, seguendo specie attraverso amici o con i miei figli l'evolversi rapidissimo del mercato.
Devo dire che questa "Wii" della "Nintendo" è un passo avanti incredibile. La versione "Fit" viene ora distribuita nelle comunità per anziani francesi per fare attività fisica!

58...

cinquantotto.jpgL'altro giorno, davanti ad un bar, vedo su di una finestra e sulla porta d'ingresso del locale un foglio bianco con impresso un grande numero, il "58".
Penso: il numero civico. Poi ripenso: coscritti? Sarebbe simpatico, visto che è il mio anno di nascita. 
Spiegazione del proprietario: «il "58" allontana mosche e zanzare, che scambiano quel numero per una ragnatela e si allontanano».
Girando su Internet, questa è la spiegazione più accreditata.
Ma trionfa sulla reale utilità lo scetticismo, cui francamente mi uniformo. 

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