blog di luciano

«Né né»

Manifestazione 'né né' a TrentoSi potrebbe a lungo discettare sulle amicizie. L'unica cosa che ho capito è che ce sono di quelle stabili, che non hanno neppure bisogno di grandi frequentazioni, e ce ne sono invece di temporanee, che illuminano momenti della vita.
Quel che è certo è che non ho mai valutato a priori le persone a seconda della loro posizione politica. Ho intrattenuto rapporti amichevoli con persone di estrema destra e di estrema sinistra, convincendomi che molto spesso gli opposti estremismi si toccano per la pervicacia ideologica che plasma i loro pensieri talvolta al limitare della ragionevolezza.
Poi è ovvio che certe affinità elettive abbiano riguardato le amicizie con chi sto bene, che sia la simpatia della compagnia senza affatto politica di mezzo, ma anche con chi non passo il tempo a battibeccare ed a sopportare i suoi ideologismi applicati alla cronaca quotidiana ed alla vita in generale. La dialettica va bene ma non voglio faticare sempre.
Ci pensavo su questa storia della guerra, dopo essermi sorbito la stagione pandemica.

Una primavera difficile

Complottista in FranciaL'equinozio è arrivato ed ha portato la primavera. In soldoni si allungano le giornate, partendo da "æqua-nox", ossia dalla "notte uguale", che indica in partenza quando il giorno e la notte hanno la stessa durata.
La primavera mette di buonumore, anche se ad essere pignoli dovrebbe essere così anche per il giusto contraltare dopo l'inverno. Invece, l'inverno ci lascia con la delusione di una stagione senza neve e freddo e non c'è per nulla da esserne soddisfatti. La mancanza d'acqua sarà un problema serio, che rischia di essere un'altra emergenza. Questo stravolgimento delle stagioni nuoce alle nostre abitudini e ci sbalestra. Il cambiamento climatico non è una Natura capricciosa, ma una trasformazione da affrontare seriamente.

Il retropensiero quotidiano

Il memoriale della Pace ad HiroshimaCi vuole poco per ritrovarsi d'improvviso con un retropensiero che ti accompagna nella quotidianità, come fosse un rumore dì fondo che infastidisce o un acufene che non cessa.
Riflettevo su questo nel corso di un incontro a Roma con importanti funzionari ministeriali del Ministero dell'economia e delle finanze sul tema del "Pnrr", il famoso "Piano nazionale di ripresa e resilienza", il programma di investimenti per accedere alle risorse europee del "Next Generation EU".
Una materia complicata se non caotica, che ha come orizzonte temporale il 2026. Mentre ci si occupava di procedure, finanziamenti, bandi e tutto quel groviglio burocratico che ne consegue, aleggiava nella grossa stanza riunioni dell'enorme palazzo di via XX Settembre (data del 1870 della Breccia di Porta Pia) una comune paranoia fra gli astanti. Questa inquietudine palpabile è: «cosa ne sarà di noi?». Proprio nel momento in cui si programmano gli anni a venire incombe questa variante che mai avremmo immaginato: la guerra in Europa.

Carissimo papà

Io e mio fratello Alberto con papà SandroCarissimo papà,
oggi è la Festa del papà ed ho pensato a te, che ti staresti avvicinando ai 99 anni!
Invece ci ha hai lasciato nel 2009, evitandoti questi anni grami che stiamo vivendo.
Immagino che avresti vissuto questa pandemia maledetta e la guerra vicino a noi con il tuo spirito caustico, temprato da tutte le cose vissute da voi nati negli anni Venti del secolo scorso.
Sai, papà, perché ti scrivo? Non solo per la nostalgia e per il pensiero di te, che resta comunque solidamente dentro il mio cuore e in quelle affinità che il "DNA" non può smentire, ma anche perché ho avuto per farlo un'ispirazione.
Tu non sai che cosa sia "Twitter", ti assicuro che questo strumento "social" ti sarebbe piaciuto. Quando eri già vecchietto smanettavi sul "Televideo" a caccia delle ultime notizie e non solo per avere contezza dell'attualità. Cercavi - immagino - materiale per le tue immancabili barzellette, di cui eri produttore fecondo con quel tuo esprit imbattibile.

Autonomia per la Corsica

Un cartello stradale vandalizzato in CorsicaMi è capitato molte volte di incontrare i nazionalisti corsi e di scambiare con loro le idee attorno al futuro della loro isola.
Tre aspetti in premessa. Circola da sempre la storia che dice - ma non ho mai visto uno straccio di documento - che quando i francesi sembravano accarezzare l'idea di assecondare il plebiscito dei valdostani per lasciare l'Italia nell'immediato dopoguerra ci sarebbe stato qualcuno a Roma che avrebbe minacciato di spingere per la secessione della Corsica dall'Italia. Mi pare davvero una leggenda.
L'altra constatazione è che fra quelli che hanno spinto la Francia verso il centralismo c'è stato il corso più famoso della storia, Napoleone Bonaparte. Stranezze che si producono ogni tanto.
Terzo aspetto. Per molti francesi del Continente questa storia delle rivendicazioni autonomiste o nazionaliste della Corsica pare una specie di bestemmia e nel sostenere certe istanze si rischiano discussioni infinite. Il giacobinismo è nel "DNA" francese.

Io maccartista?

Joseph Raymond McCarthyE' abbastanza triste che attorno a questa guerra sporca, brutta e cattiva, in cui appare evidente da che parte stare, ci siano coloro che si attardino - probabilmente per il molto tempo libero - a giocare con le parole e talvolta si sa anche che è come giocare sul fuoco.
Mi dicono ad esempio che, essendo io chiaramente schierato per qualunque cosa che possa danneggiare la Russia, c'è chi ha scritto che io sarei "maccartista".
Ora, avendo ben studiato la storia degli Stati Uniti, so bene che cosa sia stato il "maccartismo" e capisco che il suo uso distorcente in questa fase è solo da pappagallo ripetente.
Facciamo ordine.

Democrazia e autonomie

Un momento del convegno su 'Quelles perspectives pour une république décentralisée?'Grandi e periodiche discussioni investono le democrazie, intese al plurale come le diverse modellistiche espressione della democrazia occidentale.
Giustissimo farlo: personalmente mi ha sempre interessato saperne dì più e ho avuto la fortuna negli anni alla Camera di avere una partecipazione attiva in una stagione di riforme delle Istituzioni. In particolare, occupandomi del regionalismo, con riflessi anche sul nostro Statuto d'Autonomia valdostana con alcune significative modifiche costituzionali nel 1989, nel 1993 e nel 2001.
E' un terreno fertile da coltivare, perché la forza dell'Autonomia passa attraverso un disegno giuridico che tutela e rafforza. In Europa questo mio interesse ha potuto allargarsi ad aspetti comparativi con gli altri Paesi dell'Unione ed è bene farlo perché la questione è nodale per chi crede nel federalismo e nella sussidiarietà come orizzonte finale.

Violenza e dolore

A Kiev, un padre veglia il corpo del figlio soldatoLa violenza e il dolore sono insiti nella guerra. Fa paura leggere un passaggio scritto da Sigmund Freud, che più di altri scavò nella mente umana, se applicato anche a quanto stiamo vivendo in Europa di questi tempi: «Lo Stato in guerra si permette tutte le ingiustizie, tutte le violenze, la più piccola delle quali basterebbe a disonorare l'individuo. Esso ha fatto ricorso, nei confronti del nemico, non solo a quel tanto di astuzia permessa, ma anche alla menzogna cosciente e voluta, e questo in una misura che va al di là di tutto ciò che si era visto nelle guerre precedenti. Lo Stato impone ai cittadini il massimo di obbedienza e di sacrificio, ma li tratta da sottomessi, nascondendo loro la verità e sottomettendo tutte le comunicazioni e tutti i modi di espressione delle opinioni ad una censura che rende la gente, già intellettualmente depressa, incapace di resistere ad una situazione sfavorevole o ad una cattiva notizia. Si distacca da tutti i trattati e da tutte le convenzioni che lo legano agli altri Stati, ammette senza timore la propria rapacità e la propria sete di potenza, che l'individuo è costretto ad approvare e a sanzionare per patriottismo».

Negazionisti, bastian contrari e cretini

Una manifestazione in Serbia a favore di Vladimir PutinIl "negazionismo" è una corrente storica che ha avuto spesso pesanti risvolti politici. Non si limita a reinterpretare determinati fatti della storia in modo contrario a quello comunemente accettato dagli storici ("revisionismo"), ma si spinge fino a negare la realtà storica di alcune vicende. Si usa principalmente a proposito di avvenimenti legati al fascismo ed al nazismo. Il caso più clamoroso è chi ha scritto dell'Olocausto come un'invenzione.
Ora il negazionismo si può nella sua essenza allargare con tranquillità alla frangia più estrema dei "no-vax" che ha negato la gravità del covid-19 ed ha rotto le scatole per tutta la pandemia. In questi giorni rispuntano con un'armata Brancaleone che nega, arrampicandosi sugli specchi, la gravità dell'aggressione russa all'Ucraina.

Lo spazio pubblico da riempire

Piazza Chanoux ad AostaLa vita continua anche in tempi grami. Era così durante la fase più drammatica della pandemia con le paure derivanti e le conseguenze gravi, che non bisogna dare per concluse. Lo è per le minacce della guerra in Europa che creano apprensioni ancora più grandi ed ovvia partecipazione al dolore degli ucraini. Si aggiungono problemi incombenti come la crisi energetica conseguente, il cambiamento climatico che prosegue ed il crollo demografico in corso. Chiudo l'elenco.
Per fortuna ogni questione che assilli e preoccupi non ci impedisce di vivere. Altrimenti che esistenza sarebbe se non riuscissimo a continuare a fare delle cose normali, quotidiane. Saremmo sempre allarmati, depressi, frustrati, prigionieri di preoccupazioni e fobie.
Intendiamoci, però, non che si debba far finta di niente.

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