blog di luciano

Esempio di politichese

Suggestione...Il politichese, da cui ho cercato di astrarmi nel limite del possibile e talvolta con fatica, è una lingua strana, che fa parte integrante del mondo della politica. Una sorta di gergo che imbeve in negativo e che rischia di rendere difficile il dialogo con l'opinione pubblica, proprio per il rischio di esoterismo e di autoreferenzialità (se non autocelebrazione).
Il pericolo era fotografato con sintesi mirabile da Umberto Eco: «Il politichese. Messaggi in codice, destinati a collegare politico a politico, passando sulla testa dei cittadini».
Invece, proprio per evitare queste fratture, bisogna cercare di essere comprensivi e limpidi. In più spuntano ogni tanto nel lessico politico delle parole che mi stupiscono e non ne riesco a scoprire la ragione.
Per esempio se seguite dibattiti politici in aule parlamentari piccole o grandi o nei confronti televisivi scoprirete l'uso del termine "suggestione", inteso come "idea, proposta" o simili. Roba strana e vado a confortarmi sul dizionario "Treccani".

Il braccio di ferro della Scozia

Nicola Sturgeon, premier della ScoziaDopo le recenti elezioni scozzesi, la premier indipendentista Nicola Sturgeon ha detto: «Boris Johnson e Westminster devono capirlo: in Scozia c'è una chiara maggioranza pro-indipendenza». Questo è il frutto appunto della vittoria indipendentista, sancita dagli esiti del voto del Partito Nazionale Scozzese, che avrà la maggioranza assieme al Partito Verde Scozzese.
Questo l'esito attualizzato di un'antica battaglia politica, ma anche della recente scelta del Regno Unito di andare sino in fondo alla "Brexit" con l'abbandono dell'Unione europea, sgradita a gran parte degli scozzesi. Tra parentesi si sta scaldando sul medesimo filone anche l'indipendentismo del Galles ed in Irlanda del Nord la temperatura anti-inglese aumenta in un contesto le cui difficoltà sono drammaticamente note e l'uscita dall'Europa apre nuove ferite, poiché la Repubblica d'Irlanda è rimasta saldamente legata a Bruxelles.

La Politica come punto di incontro

Bandierine di 'Risiko'Spiace ogni tanto dover fare come un vecchio brontolone il punto della situazione sulla politica valdostana. Dopo essere stato "in panchina" per alcuni anni per scelta personale, sono tornato a giocare in campo per dimostrare almeno una cosa. Chi ha esperienza deve metterla a disposizione e cercare di trasferire certe competenze a chi si affaccia alla politica.
Poi, certo, esiste anche un'ambizione personale, perché ho sempre combattuto la logica della "rottamazione" che implicherebbe la cancellazione delle generazioni più vecchie come se nulla fosse. Sono stato un giovanissimo politico con cariche elettive importanti, ora sono un sessantenne che cerca di fare il proprio lavoro.

L'importanza del Turismo

Il centro storico di Aosta, deserto a metà maggioCome un Giano Bifronte guardo all'estate prossima con una duplice preoccupazione. La prima è da utente del turismo, perché ritengo sacrosanta la vacanza e seguo con attesa l'andamento delle mie possibili mete, notando da viaggiatore il saliscendi in alcune località, ora tranquille, ora di nuovo colpite dalla pandemia. Ciò dimostra la capricciosità del virus, che neppure i famosi virologi sono riusciti a chiarirmi, forse perché sempre in televisione e non in laboratorio.
Per cui - altra veste - mi metto nei panni del turista che dovrebbe sceglierci e rivolgo lo sguardo verso di noi. Sicuramente colpisce questa storia della colorazione della nostra Regione con il sistema semaforico "rosso", "arancione", "giallo" e "bianco" ci colloca quasi sempre in colorazioni peggiori delle reali condizioni del momento. Situazione ormai intollerabile e rischiosa nel momento in cui già a maggio in molti scelgono già dove andare per le ferie ed è bene in questo momento non partire penalizzati come Valle d'Aosta.

La discussione sulla legge Zan

Il deputato Alessandro ZanIn piena pandemia ci si divide in modo assai violento sulla famosa proposta di legge Zan, dal cognome del deputato Alessandro Zan un politico e attivista "LGBT" (acronimo italiano di: Lesbica, Gay, Bisessuale e Transgender), che ha come scopo, secondo i promotori, ad "aggiornare" la legge Mancino contro i reati di razzismo, estendendo le pene anche a chi istiga alla violenza omofobica.
Una premessa è d'obbligo: personalmente non ho mai coltivato alcun pregiudizio verso qualunque orientamento sessuale, che sia nella logica di tutela di diritti civili. Questo non significa affatto non valutare il contenuto delle norme in discussione, accettando la logica rozza "nemico/amico" che distrugge ogni dialettica democratica su temi che non inseriscono solo il codice penale ma la convivenza civile.

Il dovere di ricordare

Il monumento a Jean-Baptiste Cerlogne a Saint-NicolasLa manifestazione più importante che si svolge in Valle d'Aosta dal 1963 per la valorizzazione del francoprovenzale è il "Concours Cerlogne", che quest'anno ha mobilitato 998 allievi fra materne e primarie con 134 insegnanti. Il patois o meglio "i patois", visto che ogni paese della Valle ha il suo pur in presenza ormai di una koinè, restano un fenomeno importante per questa lingua popolare, riconosciuta ufficialmente dal 1999 nella legge di tutela delle minoranze linguistiche storiche. Mancano ancora, a mio avviso, delle norme di attuazione che possano meglio definire alcuni aspetti per il suo uso e non mi infilo, invece, nella disputa assai delicata sulla possibile normalizzazione linguistica, cioè in una maggior codificazione a detrimento del pluralismo delle varianti località per località.
Quest'anno la manifestazione, per via della pandemia con le scolaresche che arrivano contingentate a Brusson, sede prescelta, è stata purtroppo sottotono, oltretutto flagellata dal maltempo. E' mancato, insomma, quel mélange allegro che ho vissuto in altre occasioni.

Il nostro futuro è l'idrogeno

Il 'pieno' su una 'Toyota Mirai', l'unica automobile alimentata ad idrogenoProdurre l'idrogeno "verde" in quantità elevata ed a basso costo resta una delle maggiori scommesse industriali e persino umane nell'ambito della transizione verso il cento per cento di energia a zero emissioni inquinanti. Non è ideologia, ma necessità per evitare tragedie per la nostra Terra e lo stiamo vivendo con il riscaldamento climatico che sta aggredendo con incredibile rapidità le Alpi.
L'energia idroelettrica prodotta in Valle d'Aosta è preziosissima anche anche per l'idrogeno green. Com'è noto l'idrogeno "pulito" (senza emissioni di CO2) viene prodotto scomponendo la molecola dell'acqua in idrogeno ed ossigeno grazie agli elettrolizzatori. Questi ultimi, per attivare la reazione di elettrolisi dell'acqua, necessitano di corrente elettrica. E perché il processo sia "total green" l'energia elettrica deve essere prodotta da energie rinnovabili. L'idroelettrico produce energia elettrica rinnovabile ed assicura un funzionamento continuo, nelle 24 ore. E' l'unica fonte rinnovabile costante, a differenza dell'eolico e del solare, che invece dipendono dalle condizioni meteo.

Valdostani nel mondo

Il sottoscritto durante l'incontro on line sui 'Valdostani nel mondo'Ho partecipato poche ore fa ad un divertente incontro, ovviamente in video, con giovani artisti valdostani che vivono in diverse parti del mondo. A condurre una serie di incontri in differenti settori professionali sono lo storico Alessandro Celi, impegnato da tempo nel filone dell'emigrazione valdostana e la sua collega Michela Ceccarelli, che ha indagato anche lei la medesima materia. E' un settore vasto e ci sono ancora zone d'ombra da esplorare per capire meglio le molte ramificazioni di questo fenomeno. Mi è capitato più volte in passato dai luoghi più diversi di ricevere mail da chi, vivendo in un altro Continente, aveva scoperto le proprie radici valdostane grazie alle risorse del Web, che oggi rendono più facili le ricerche.
Il tema "migrazione" è interessante ed anche mutevole. Dalle nostre montagne, nei secoli passati, ci sono sempre stati flussi migratori, accentuatosi nell'Ottocento e nel Novecento, sia verso Paesi vicini, come Francia e Svizzera, sia verso le ben più distanti Americhe. La grande massa di persone lo fece per bisogno, alla ricerca di nuove occasioni nella propria vita. Alcuni tornarono, altri no. C'è chi fra questi ha mantenuto legami e chi li ha persi e tutto si affievolisce nel passaggio fra generazioni.

Festeggio l'Europa

Il puzzle sopra la bandiera dell'EuropaOggi è la Festa dell'Europa, che festeggiamo purtroppo in pochi. Eppure oggi io un pensiero verso l'Europa lo scrivo e lo faccio con convinzione e non per timbrare il cartellino. Chiudiamo gli occhi per un attimo e pensiamo a che cosa sarebbe il Vecchio Continente senza il processo d'integrazione europea, che è iniziato dopo i dolori, le tragedie e il sangue della Seconda Guerra mondiale. Ad aprire gli occhi sulla necessità di avere un quadro europeo come antidoto contro il nazionalismo erano stati, già dopo la Prima guerra mondiale quei pochi federalisti, che non furono ascoltati e ci si ritrovò nell'oscurità dei totalitarismi.
Lo disse alla Costituente nel 1947 Luigi Einaudi: «Noi riusciremo a salvarci dalla terza guerra mondiale solo se noi impugneremo per la salvezza e l'unificazione dell'Europa, invece della spada di Satana, la spada di Dio; e cioè, invece della idea della dominazione colla forza bruta, l'idea eterna dalla volontaria cooperazione per il bene comune».

Attenti alla burocrazia

Asterix ed Obelix alle prese con la burocrazia, nelle 'Dodici fatiche'Parlare di questi tempi di impiego pubblico immagino che possa far drizzare il pelo a tutti quelli che sono sprofondati nella crisi economica a causa della crisi pandemica. Eppure il tema va affrontato.
Capisco che in un Valle d'Aosta dove a lavorare nel settore pubblico sono tantissimi, segnalare i buchi creatisi nelle Amministrazioni possa risultare impopolare, eppure la realtà è che le norme assai stringenti applicate a Regioni e Comuni dall'applicazione del famoso "Patto di stabilità" europeo (lo Stato lo ha applicato alla democrazia locale, meno a sé stesso) ha svuotato uffici cardine nello svolgimento dell'ordinaria amministrazione.
Figurarsi di fronte alle molte incombenze derivanti dall'emergenza sanitaria e vien da piangere a pensare alla spesa entro il 2026 della pioggia di miliardi derivanti dal "Recovery Fund", cui si incrociano i fondi comunitari del periodo di programmazione 2021-2027.

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