blog di luciano

Il Carnevale della nostalgia

La mia bandiera da Conte del Carnevale storico di VerrèsLa scomparsa del Carnevale è avvenuta senza grande clamore ed è sancita ufficialmente dall'arrivo della Quaresima. Mentre l'anno scorso in Valle d'Aosta le manifestazioni si svolsero per il rotto della cuffia, mentre già nel vicino Canavese si tirò giù la saracinesca, quest'anno nulla da fare. Nell'anno in cui tutti noi indossiamo le mascherine - che suoni come un paradosso! - niente maschere.
Se per una larga parte della Valle questo non ha comportato danni collaterali, assicuro l'esistenza di un vero e proprio lutto laddove i giorni di Carnevale vengono vissuti con grande concitazione. Penso a Pont-Saint-Martin dove al "diavolo", questa volta con mascherina, è stato appiccato il fuoco in un clima surreale senza sfilate, carri e bagordi (tranne "l'incidente diplomatico" presso il Municipio…). Mi riferisco alle maschere della Coumba Freida, dove l'elemento cardine è la fisicità delle maschere coloratissime, che fanno gazzarra e se ne fanno di tutti i... colori. Il "covid-19" ha congelato tutto e rinviato a tempi migliori.

Draghi e il suo appello all'unità

Mario Draghi durante il giuramento del ministro Mariastella GelminiL'appello all'unità di Mario Draghi, che immagino ripeterà in Parlamento per ottenere la fiducia, è quanto al momento si deve cogliere. Il suo ruolo alla "Banca Centrale Europea" in anni difficili lo ha reso più politico che tecnico in un contesto nel quale ha dimostrato la sua personalità. Penso, tra l'altro, che sia il primo a capire che ha due nemici con cui combattere quotidianamente.
Il primo sono gli italiani che esaltano certi leader al limite dell'apologetica, come come sta avvenendo proprio con Draghi, l'emergente di turno viene portato alle stelle, per poi disfarsene e farlo schiantare al suolo. In molti criticano lo stallo e poi al primo cambiamento scoppia la protesta e finisce la "luna di miele".
L'altro nemico per Draghi è l'eterogeneità delle forze politiche della sua maggioranza, litigiose appena potranno fra di loro e persino al loro interno, non solo fra chi ha trovato un posto nell'Esecutivo e chi no, ma perché già in partenza ci sono aggregazioni con cani e gatti. Aggiungerei anche il rischio che, in assenza di un idem sentire, i ministri rischino di usare il ruolo per propaganda di partito, se il premier non li terrà disciplinati.

La coltellata alle spalle del ministro Speranza

Roberto Speranza, ministro della SaluteLa goccia che ha fatto traboccare il vaso. La decisione di ieri del peggior ministro del Governo "Conte bis", Roberto Speranza, miracolato da Mario Draghi, di bloccare la riapertura degli impianti fa arrabbiare anche il più serafico.
Ma è il segno dei tempi, quelli di una sorta di dittatura sanitaria priva di scrupoli nel nome della nostra salute, nascondendosi dietro il dramma purtroppo reale e certamente da combattere della pandemia.
Ma a spiegare la rabbia basta l'ultima dichiarazione di Speranza, che spiega la scelta proditoria con un ardito parallelo fra lo sci e le discoteche! Un esempio preclaro di stupidità da parte di un ministro incapace, purtroppo confermato da Draghi, grazie al pugno di voti del suo partitino di estrema sinistra, che per altro si è pure diviso sulla fiducia al nuovo Governo. Guarda caso viene dalla stessa area politica che in larga parte aborrisce impianti a fune e sci alpino nel nome di un ambientalismo sbilenco.

San Valentino e l'Amore

La prima pagina del catalogo degli 'Innamorati' di Raymond PeynetSan Valentino, come tutti i Santi, vive di leggende. Vescovo di Terni nel 197 d.C., ci sono due versioni, altrettanto cruente, della sua morte: lapidato o lapidato e poi decapitato. Questa storia terribile del martirologio, cioè la casistica vasta e sanguinosa delle morti tragiche e delle torture efferate sui martiri cristiani, mi ha sempre impressionato sin dai tempi del catechismo, pensando a questa nostra religione che nobilmente predica l'Amore nella vita che passa spesso - unendo due estremi - attraverso la morte per colpa dell'Odio.
L'origine, come spesso capita, parte dalla necessità Chiesa cattolica di "cristianizzare" il rito pagano della fertilità, praticato dagli antichi romani.

L'ottovolante della politica italiana

Dettaglio di un ottovolante a 'Gardaland'
«Sic transit gloria mundi» (in italiano: «così passa la gloria del mondo»; in senso lato: «come sono effimere le cose del mondo!»). Questo famoso detto vale moltissimo in Politica. Nel passato mi era capitato, dopo una bella vittoria elettorale del Movimento cui appartenevo, cui non corrispose un mio analogo successo personale, dissi, più prosaicamente con Mogol-Battisti «Le discese ardite e le risalite».
Sono in politica dal 1987, con una pausa in cariche elettive fra l'estate del 2013 e la fine del 2020, e devo dire che esperienza ne ho fatte, vedendo successi che diventano insuccessi e viceversa. Parafrasando Roy Batty, il replicante di "Blade Runner": «Io ne ho viste cose che voi umani non potreste immaginarvi: camarille, tradimenti e botte da orbi a Montecitorio, ho visto politici di tutti i tipi balenare nel buio vicino alle porte di ingresso del Parlamento europeo e pure all'ingresso del Consiglio regionale valdostano. E tutti quei momenti andranno perduti nel tempo, come lacrime nella pioggia».

Il Ministero ricopiato

Barbara Pompili, ministro francese alla 'transition écologique'Avete presente quando ai tempi della scuola si sbirciava il compito del vicino per ricopiare il compito?
Ecco: l'Italia scopiazza una vecchia questione con la nascita del "Ministero della transizione ecologica", che già esiste, con questa dizione, in Francia ma anche in Spagna.
Perché vecchia storia? Sul sito "La Tupie" facciamo un salto indietro di una dozzina di anni: «La "transition écologique" est un concept créé par l'enseignant anglais en permaculture, Rob Hopkins (né en 1968). Il est constitué d'un ensemble de principes et de pratiques issus des expérimentations relatives à la l'autonomie locale dans un contexte de dépendance au pétrole, ressource finie, de réchauffement climatique avec la nécessité de réduire les émissions de CO2. Ce concept est exposé dans son ouvrage "The Transition Handbook: From Oil Dependency to Local Resilience"».

Il lupo e la democrazia

Il famoso lupo valdostano a spasso nella zona della Croix Noire«Mauro Deidier, presidente del parco Alpi Cozie, con una sua recente lettera denuncia gli obiettivi, le enormi cifre in gioco e dubbi sul progetto "Wolfalps 2", una questione che va riportata al più presto al giusto livello istituzionale e chiarita, perché non riguarda solo le valli».
Il mio amico occitano, Mariano Allocco, sentinella sui problemi della montagna dalla sua Val Maira, così inizia un suo articolo sulla questione del lupo, che mi sta a cuore da tanti anni e mi ha creato qualche inimicizia, quando sostengo che non si può pensare che la diffusione del lupo aumenti sulle Alpi a dismisura e senza contromisure.
Sono andato a leggere la lettera, rigida verso questo progetto sfuggito di mano o meglio finito nelle mani di chi ha fatto del lupo il loro unico vangelo.

Le chiese segno dei tempi

La Cattedrale di Aosta riflessa in una pozzangheraLeggo sempre volentieri Susanna Tamaro, una scrittrice che non nasconde la sua fede profonda e che ha una scrittura sempre pensosa ed avvolgente. Mi ha incuriosito un suo articolo lungo e approfondito pubblicato sul "Corriere della Sera" in cui descrive un tema su cui io stesso avevo riflettuto.
La mia premessa è facile: viviamo in una Valle dove ogni paese ed ogni villaggio ha nelle chiese, grandi e piccole, un segno architettonico importante. Nei miei viaggi ho visitato ogni sorta di edificio religioso, non solo perché espressione tangibile della diversità culturale e anche di ingegno umano, ma perché espressione profonda di comunità e del loro desiderio di esprimere fisicamente lo slancio verso il trascendente.

Contro il gesto estremo

Il ponte di Introd...Sappiamo bene come purtroppo in Valle d'Aosta il tasso dei suicidi sia un triste record. Un fenomeno che, visto che siamo una piccola comunità, è fatto di persone conosciute e di storie note: volti non numeri.
Una volta, quando il diritto canonico puniva questo gesto ed una sorta di velo copriva eventi così tristi, se ne parlava poco. Succedeva di farlo solo di fronte a persone famose. Ricordo che ero deputato nel 1993, quando si uccise gettandosi nel vuoto Émile Chanoux figlio. Il caso ebbe persino troppo clamore a causa di chi volle cercare attorno al gesto chissà quale mistero.
Ma lo stillicidio di suicidi non si è mai fermato ed ha colpito persone di tutte le età. E, quando colpisce, si resta sempre interdetti e, se si conoscono i familiari come talvolta mi è capitato e anche di recente, non si mai cosa dire per lenire certi dolori. Specie quando si tratta di ragazzi e per i loro genitori questo peso diventa un'immane tragedia ed un terribile rovello sui perché.

1958: Nel blu dipinto di blu

Un particolare del 'Coq rouge dans la nuit' di Marc ChagallL'altro giorno su "Twitter" c'è chi ha lanciato una di quelle catene cui normalmente non partecipo. Nel caso in oggetto si trattava di vedere quale canzone avesse vinto il "Festival di Sanremo" nel proprio anno di nascita per capire, come tema, se fotografasse l'attuale situazione sentimentale dei partecipanti al giochino.
Compito facile perché, per caso, lo avevo già scritto in passato e lo riporto con me parole di allora. «Se fossi una canzone, visto che risale come me al 1958, potrei sentirmi quel capolavoro che è "Nel blu dipinto di blu" con quella strofa - cantata in tutto il mondo - che fa «Volare oh oh, cantare oh oh oh, nel blu dipinto di blu, felice di stare lassù». Pare che il brano, scritto da Domenico Modugno e Franco Migliacci, sia nato da un'ispirazione mista far un quadro di Marc Chagall ed il cantante al pianoforte che guardò il cielo e gli venne quel "Volare" che ha connotato la canzone per sempre».

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