blog di luciano

L'illusione sugli anni Duemila

Due copertine catastrofiste nel 1999Io me lo ricordo il passaggio alla Mezzanotte fra il 1999 ed il 2000: il privilegio di viaggiare non solo da un secolo all'altro (per poter dire «un secolo fa!»), ma addirittura dì vivere il transito da un millennio all'altro in un battibaleno.
Ricordo che anche allora c'era una minoranza di stupidi, i cosiddetti "millenaristi", convinti del «mille e non più mille» e cioè da che temevano l'imminente fine del mondo come gufi appollaiati su dì un albero. I timori sarebbero stati basati su un brano dell'Apocalisse 20,1-3 e anche su affermazioni attribuite a Gesù Cristo nei vangeli apocrifi. I più "tenaci" sostenevano che era vero che non era finito il mondo all'arrivo del 1000, ma non ce la saremmo cavata all'arrivo del 2000. Al passaggio, cioè, di un altro millennio... Perché «mille e non più mille» poteva valere a ogni passaggio di millennio.

Sull'autodeterminazione

Una riunione della Camera dei deputatiSe si guarda alle vicende ucraine, che colpiscono al cuore chiunque creda nella democrazia, tornano come nodi al pettine antiche questioni, compresa la lettura dell'autodeterminazione.
L'indipendentismo, che passa attraverso il diritto all'autodeterminazione, è un fenomeno ben noto per chi studi la storia, il Diritto costituzionale e quello internazionale, così come le Scienze politiche in senso più generale. Anche in Valle d'Aosta ci sono stati e ci sono indipendentisti con cui è giusto confrontarsi quando dicono cose sensate e non quelle insensate, sapendo quanto il tema sia serio. Si tratta infatti di un argomento che va affrontato con competenza e conoscendo i risvolti giuridici e non inseguendo senza costrutto chissà quale sogno con vieta retorica patriottarda.

Gli ammonimenti di Orwell

George OrwellChi è nato nel secondo dopoguerra ha avuto un'educazione o meglio un trasferimento culturale su che cosa fosse la guerra. Non erano cose in prima battuta imparate dai libri, ma dalle persone. Era normale incontrare in famiglia o nel cerchio delle amicizie qualcuno che ti parlasse di che quanto avevano vissuto. C'erano ancora quando ero piccolo ed anche da ragazzo dei reduci della Prima guerra mondiale come mio nonno e tanti della generazione dei miei genitori che avevano vissuto la Seconda. Mi ha sempre interessato sin da allora questa idea della storia delle persone che si incrocia con quella "grande" che studiavo anche sui libri, specie laddove avvenivano nei luoghi della mia Valle o sulle Alpi.
Poi la Storia - sino anche ad una laurea - è entrata nella mia vita ed i fatti e le testimonianze passavano e passano ancora oggi - perché non si finisce mai si imparare e dì correggere le proprie convinzioni - attraverso i libri, i film, i documentari che allargano l'orizzonte e danno il senso di come la guerra faccia purtroppo parte della natura umana. Spiace doverlo scrivere, ma non bisogna affatto essere assolutori, altrimenti si vive in una dimensione algida ma irrealistica.

La paura della firma

Franco Frattini, nuovo presidente del Consiglio di StatoHo conosciuto bene ed ho apprezzato Franco Frattini, ora al vertice del Consiglio dì Stato in quella giustizia amministrativa dove entrò giovanissimo.
Ho seguito nei miei ruoli istituzionali, cementando un'amicizia, la sua carriera politica. Ciò avvenne già 1994 quando venne nominato segretario generale della Presidenza del Consiglio dei ministri durante il primo governo Berlusconi. Con il governo Dini nel gennaio 1995, venne nominato ministro per la Funzione pubblica e per gli Affari regionali e lo restò fino al marzo 1996 con rapporti evidentemente molti stretti per i nostri problemi valdostani. Nel 2001 Fratini prende parte al governo Berlusconi II in qualità di ministro per la Funzione pubblica e diventa un anno dopo ministro degli Affari esteri nel 2004 (tornerà alla Farnesina dal 2008 al 2011) per poi scegliere la strada di Bruxelles nel ruolo di commissario europeo per la Giustizia, la Libertà e la Sicurezza. Per il Governo italiano venne poi incaricato di seguire le Olimpiadi invernali di Torino 2006 e questo non deve stupire perché, maestro di sci, è un appassionato di montagna con cui lavorai per l'Anno internazionale della Montagna nel 2001-2002.

La bomba

Il fungo atomico di Hiroshima, nella foto scattata dal bombardiere B-29 che aveva lanciato la bomba atomica«Gli uomini sono così: inventano la bomba atomica, uccidono con essa centinaia di migliaia di creature, e poi vanno sulla Luna. Né angeli né bestie ma angeli e bestie».
(Oriana Fallaci)
Eccoci qua: dopo la guerra dei Balcani, l'ultima sul territorio europeo alla fine dello scorso millennio, torna ora sulla scena - covando da anni sotto le ceneri di una guerriglia già ispirata dai russi - con i fatti tragici dell'Ucraina.
Nelle scorse ore ho lavorato su di un documento di condanna e di preoccupazione del Consiglio Valle e ho seguito la scrittura di un documento analogo della Delegazione italiana al "Comitato europeo delle Regioni".
Nella ricerca di una scarna brevità riassuntiva ho pensato a due cose.
La prima: che ci sono coloro che non volevano addossare alla Russia la tetra responsabilità di un'invasione. Certa Sinistra agita la faccia dello Zio Tom nel solito benaltrismo: cattiva la Russia, ma anche gli Stati Uniti lo sono. Cosa c'entri non si sa bene, ma è come un riflesso condizionato. Certa Destra, ormai estrema, in fondo vede in Vladimir Putin un modello: un uomo solo al comando, quel dittatore che aggiusta tutto, un semplificatore. Il vecchio fascino del capo tribù.

Putin e il suo progetto folle

Matteo Salvini al Parlamento europeo con la maglietta con PutinEro deputato europeo quando all'inizio degli anni Duemila "membres fictifs" dei Paesi del successivo allargamento dell'Unione europea parteciparono ai lavori del Parlamento europeo. Una presenza interessante, che prefigurava quanto poi sarebbe avvenuto nelle tappe successive.
C'ero quando Romano Prodi, che era presidente della Commissione, spiegava in quegli stessi anni ai suoi collaboratori il significato più profondo di questa scelta: far tornare nel seno della democrazia occidentale i Paesi dell'Est e del Centro Europa finiti nel secondo dopoguerra sotto il giogo dell'Unione Sovietica. Lasciati al loro destino chissà che fine avrebbero fatto, mentre - pur con qualche spinta negativa che oggi vediamo in Ungheria e Polonia - l'integrazione europea si è dimostrata un porto più sicuro e munifico per via dei fondi comunitari.

L'orrore della guerra!

Forze armate russe in azione...Questa mattina ho dormito più del solito e l'orrore della guerra è apparso sullo schermo del mio telefonino.
Tutti gli sforzi diplomatici sono evaporati con la scelta di Vladimir Putin - evidentemente frutto di calcolo e non di impeto - di dichiarare guerra all'Ucraina. Uno schiaffo al buonsenso, una violazione del Diritto internazionale, una tragedia per l'umanità intera.
Chi ha sottostimato la follia dell'autocrate russo ed ha dimostrato nelle settimane scorse una sorta di vago ottimismo se non di indifferenza, ha ora di fronte a sé il baratro di una Terza guerra mondiale.
Putin ricorda l'Hitler dell'attacco alla Cecoslovacchia. Anche allora quell'invasione venne vissuta con la convinzione che si trattasse di un episodio ed invece le conseguenze furono quelle dì un conflitto mondiale. Con la differenza, che marcò la Seconda guerra mondiale, dell'arma nucleare, che ha segnato tutto il dopoguerra, specie il lungo periodo della "guerra fredda".

Difendere il nostro idroelettrico

La centrale idroelettrica di MontjovetLa questione dell'idroelettrico è da sempre gioia e dolore per la Valle d'Aosta. Lo è stato dai Decreti luogotenenziali allo Statuto d'Autonomia, poi dalla nazionalizzazione del settore elettrico alle sentenze penalizzanti per la Valle della Corte Costituzionale, dalla liberalizzazione del settore per mano europea alla nascita della "CVA" e all'affermarsi di centraline sul territorio.
Ora si parla di questo per varie norme di legge in transito in Parlamento o all'attenzione della Commissione Paritetica Stato-Valle d'Aosta, alcune necessarie per regolare il futuro del settore, altre vessatorie sul piano fiscale ed altre che dovrebbero rendere più libera l'azione imprenditoriale della nostra azienda elettrica.

Elogio della normalità

La festa in piazza durante il Carnevale Storico di VerrèsIl Carnevale, per i posti dove lo si festeggia, non è una data sul calendario, ma un appuntamento che - pur mutevole, perché segue la Pasqua che scende e che sale - rientra nei ritmi della vita.
Ho preciso ricordo del 2020 e di quei giorni di fine febbraio in cui goffamente si svolse il Carnevale, che per me, avendoci fatto pure il personaggio del Conte d'Introd, è e resta quello Storico di Verrès. Dal dopoguerra i paesani si sono rifatti ad un episodio quattrocentesco di una Contessa ribelle, Catherine de Challant, che rivendicò il feudo dopo la morte del padre ma fu sconfitta e si impose la legge Salica che impediva alle donne la successione. I festeggiamenti ruotano attorno alla sua figura, ricreando un pezzo di tardo Medioevo.
Dicevo di quella edizione, che sopravvisse fra mille timori alla pandemia nascente, che invece cancellò il 2021 e quest'anno prevede festeggiamenti ridotti nelle date canoniche ed un rinvio a un'edizione primaverile. Roba luttuosa per un paese, che in quei giorni gode della... libertà carnevalesca.

La crisi della democrazia

I Presidenti Joe Biden e Vladimir PutinA porre degli interrogativi sui destini della democrazia, ovviamente non sotto l'ottica di chi delira sul tema, ci aveva già pensato la pandemia con la sospensione di alcuni diritti a causa dell'emergenza. Ora, ad aggiungere un carico da novanta, ci pensa Vladimir Putin con la sua evidente aggressività che ci fa tornare alle pagine buie della "guerra fredda" con le solite commedie ormai amplificate con l'uso di Internet come risorsa per mobilitare l'opinione pubblica.
Un editoriale su "L'Obs" di Sara Daniel ci spalanca di fronte un mondo in cui la democrazia ed i valori che si porta dietro è in arretramento e mette in crisi l'idea di un progresso destinato ad esportare ovunque certi principi di libertà.

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