blog di luciano

La TV nostalgia

Amanda Lear a 'Techetechetè'La storia italiana in futuro si scriverà anche attingendo a quella documentazione nuova che da una sessantina d'anni passa attraverso i ricchissimi archivi della "Rai", l'azienda di cui sono stato dipendente - ma con lunghi periodi di aspettativa per mandato politico - per oltre quarant'anni. Lo stesso vale - apro una parentesi - anche per la storia valdostana, specie dal 1979, anno di nascita di "Rai3". Purtroppo gli archivi della "Rai Valle d'Aosta" non sono stati digitalizzati e dunque il rischio che non siano più utilizzabili è reale anno dopo anno con una perdita gravissima.
Ma vengo al punto, guardando ogni tanto in questa stagione quel pozzo di ricordi del programma serale che la "Rai" propone d'estate, quel "Techetechetè" su "Rai1" che attinge alle registrazioni con un fil rouge ogni sera.
Ho visto una puntata con Amanda Lear come protagonista assieme a personaggi come un'aggressiva Loredana Bertè, un giovanissimo Vasco Rossi, due seducenti Ellen Kessler e Patty Pravo, quel geniale Gianni Boncompagni che con Renzo Arbore rivoluzionò la radio con "Alto Gradimento".

Contro il "cupio dissolvi"

Giuseppe Conte virtualmente con Mario DraghiSo che sono noioso come una mosca. Ma lo scrivo ancora perché trovo inutile il nuovo "Esport de nohtra Tera" (sport popolare valdostano), che consiste nel lamentarsi. So quante buone ragioni per farlo ci siano - e posso facilmente compartecipare alle competizioni - tuttavia non mi pare che l'esercizio ci faccia avanzare neppure di un millimetro.
Anzi, propongo una petizione anch'io contro gli agitatori del nulla, i professionisti dell'antagonismo, coloro che esistono solo per dire male delle azioni altrui. Stiamo diventando il Paese dei Giuseppe Conte, di chi cioè non si rassegna ad avere un ruolo diverso da quello che ha avuto (nel suo caso... per caso) e passano il tempo a cercare di fare la pelle a chi lo ha sostituito (leggi: Mario Draghi) per un misto fra invidia e stupidità.

E' tornata la "guerra fredda"?

Usa e Urss nello scacchiere...Nel "Grand Continent" della domenica ci si pone un interrogativo mica da ridere, che riguarda un'espressione che ha accompagnato la vita delle generazioni come la mia, vale a dire "guerra fredda". L'espressione (in inglese "cold war") fu coniata nel 1947 dal giornalista americano Walter Lippmann per descrivere un'ostilità che non sembrava più risolvibile attraverso una guerra frontale tra le due superpotenze, Stati Uniti ed Unione Sovietica, dato il pericolo per la sopravvivenza dell'umanità rappresentato da un eventuale ricorso alle armi nucleari. Per altro oggi sappiamo che qualche rischio che un missile partisse, scatenando l'Apocalisse, c'è pure stato proprio in quegli anni. Albert Einstein, imbattibile nella sintesi, disse allora: «L'uomo ha inventato la bomba atomica, ma nessun topo al mondo costruirebbe una trappola per topi».

La nuova Austerity

Traffico domenicale durante l'austerity del 1973Inutile dire che le molte emergenze in atto pretendono risposte serie e che la crisi di governo in Italia appare quanto mai illogica e pericolosa ed a pagarne il prezzo non saranno solo quegli stupidi dei "pentastellati" contiani e grilleschi.
Ci pensavo, rimuginando, rispetto al discorso, in occasione del 14 Luglio del Presidente francese Emmanuel Macron. Traggo un passaggio decisivo da "Le Monde": "Au sujet de la coupure totale de gaz russe qui se fait de jour en jour plus probable et menace l'Europe en matière d'approvisionnement énergétique d'ici l'automne, le président de la République a admis que «la Russie utilise l'énergie comme elle l'utilise pour l'alimentation, comme une arme de guerre»".

Nuvole di zanzare

Zanzare...Oggi mi occuperò di un argomento apparentemente futile e devo dire che lo faccio come una boccata di ossigeno. Sarà che pubblico quasi sempre questo mio scritto quotidiano dopo la lettura dei giornali e sono tali e tanti gli spunti di preoccupazione da restare stupefatto. Viviamo situazioni così bislacche da non credere. Mi viene in mente la battuta che Quino metteva in mente al suo personaggio, Mafalda: «Fermate il mondo, voglio scendere!».
Penso di non essere il solo con questo stato d'animo.
Ma veniamo al punto, anzi si potrebbe dire alla puntura. La scienziata, scrittrice di memorabili libri sugli animali, Isabella Lattes Coifmann, così scriveva sulla zanzara: «Con l'olfatto e i sensibili termorecettori la zanzara sente l'odore e il calore che emanano dal corpo umano. Sibilando vola e cerca il posticino su cui posarsi tra un follicolo pilifero e l'altro, là dove affiorano sotto la pelle i capillari sanguigni. Appena l'ha trovato il suo ronzio cessa di colpo e lei sfodera in silenzio tutto il suo sofisticato armamentario di ferri chirurgici».

Talvolta ci salva l'ironia

Saverio RaimondoL'altro giorno mi raccontava un amico di un suo conoscente terrapiattista con cui ha smesso di parlare, perché ormai il suo interlocutore è fissato sul punto e qualunque argomento si affronti torna inevitabilmente lì a spiegarti il "grande complotto" da parte di chi - poi perché? - vorrebbe smentire il reale mondo orizzontale esistente e vorrebbe far credere che la Terra sia invece rotonda (in realtà è, ad essere precisi, un elissoide).
A me è capitato con amici "no-vax", che hanno comportamenti simili e credo che loro pensino di me quel che io penso di loro e cioè che parlarci sul tema sia inutile ed in fondo si scuotono più in profondità molte fondamenta dei nostri rapporti. Loro - ormai riuniti anche in Valle d'Aosta in congreghe che mettono assieme persone diametralmente opposte travolte da un insolito destino - sono certi e sicuri nelle loro certezze, io delle mie. Ma giuro che ho smesso di scaldarmi e, almeno in questa fase, meglio rifugiarsi nell'ironia.

Amori e clamori

Francesco Totti ed Ilary BlasiC'erano voluti vent'anni affinché mi riprendessi dalla fine dell'amore di Al Bano e Romina Power ed ecco che ora - come sale sulle ferite - arriva la notizia della separazione di Francesco Totti dalla moglie Ilary Blasi. Sono momenti difficili per chi crede nell'amore (volevo mettere la "A" maiuscola e forse qualche cuoricino), ma penso che anche questa volta ce la farò.
Certo, si scherza, ma è vero che l'estate è la stagione degli amori che appaiono e scompaiono. Una volta appannaggio della stampa rosa, ideale da leggere sotto l'ombrellone, oggi il gossip è finito sui quotidiani, che non sanno più a che santo votarsi per bloccare il crollo delle vendite, ma anche sui "social" si alimenta il pettegolezzo, che resta in fondo croce e delizia.

L'Europa che abbatte i confini

La riunione del Comitato di sorveglianza di 'Interreg Italia-Francia Alcotra' in Alta ProvenzaNel 2020 venne festeggiato il 30° anniversario del varo di "Interreg", il programma all'interno della politica regionale europea che ha consentito la cooperazione territoriale tra regioni frontaliere. E' uno strumento che per la Valle d'Aosta riguarda nel periodo in corso sino al 2027 tre assi di cooperazione: transfrontaliera ("Interreg A"), e quindi "Italia-Francia" ed "Italia-Svizzera"; transnazionale ("Interreg B") e dunque "Spazio alpino" ed "Euro-Med": interregionale ("Interreg C"), vale a dire "Interreg Europe", "Urbact III", "Interact III" ed "Espon".
Nel tempo - per capire la profondità dell'esperienza - si sono succeduti cinque periodi di programmazione "Interreg": "Interreg I" dal 1990 ad 1993, "Interreg II" dal 1994 al 1999) "Interreg III" dal 2000 al 2006, "Interreg IV" dal 2007 al 2013 ed "Interreg V" dal 2014 al 2020.

Troppi motociclisti senza regole

I resti della moto incendiatasi sulla strada per il Colle del Gran San BernardoCi sono casi clamorosi di impotenza dei pubblici poteri ed è lecito chiedersi come sia possibile.
Scendevo in macchina in queste ore dal Colle del Gran San Bernardo, uno dei luoghi più belli della nostra Valle, che segna il confine con la Svizzera in un ambiente artico, reso possibile dall'alta quota.
Va riconosciuto che questa strada, resa carrozzabile nei primi del Novecento ma luogo di transito millenario, ha un suo fascino in quello snodarsi curva dopo curva e l'Anas ha investito parecchio nella sicurezza e nella sua manutenzione, ben più di quanto abbia fatto per il Colle "gemello", il Piccolo San Bernardo verso la Francia.
Ma quel che ammorba il Colle - e l'ho visto l'altro giorno come semplice conferma - è l'assalto dei motociclisti, che considerano legittimamente l'itinerario uno dei più belli di tutte le Alpi per percorrerlo in moto. Non ci sarebbe niente di male in questa attrazione, se non fosse che fritte di appassionati delle moto di grande cilindrata scambino, quasi sempre in gruppi numerosi, questa strada per un circuito da affrontare a manetta in spregio a qualunque regola di sicurezza.

Più sicuro il tunnel del Gran San Bernardo

L'ingresso del tunnel di sicurezza del Traforo del Gran San BernardoPer i casi della vita ci si trova a seguire questioni con diversi cappelli. Caso significativo il caso del futuro dei nostri Trafori stradali alpini, i primi che attraversarono le Alpi a metà degli anni Sessanta.
Il Monte Bianco fra Italia e Francia balzò purtroppo agli onori della cronaca per il tragico rogo del 1999, dimostrando come risultasse necessario un livello ben superiore di sicurezza. In particolare si appurò come non bastassero i rifugi di sicurezza a fronte di temperature elevatissime come quella che si creano in quel tunnel nella combinazione che causò i fatti fra un Tir in fiamme e un camion vicino che trasportava margarina con un fiammata che rese inutile gli allora sistemi, anche per chi entrò in un riparo che si riteneva, a torto, sicuro. Seguii quelle vicende come deputato della Valle d'Aosta e il tema fu trovare modalità e finanziamenti per una riapertura del Traforo con un percorso che dai rifugi dimostratisi inutili consentisse agli utenti di uscire rapidamente dal tunnel stesso senza restare intrappolati all'interno.

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