Ci fu un tempo

iPhone e moleskineFarà ridere ma un tempo questo era il periodo delle agende annuali, che erano grandi e lussuose in una logica crescente da ufficio fantozziano (con al vertice, ça va sans dire, l'agenda di pelle umana) e incredibilmente c'è ancora qualcuno che le invia come regalo.
Facciamo un passo indietro: l'agenda è stata uno status symbol, nel senso che aveva un ruolo di classificazione sociale e certo, ma solo in parte, ognuno la sceglieva secondo la sua personalità.
La mia era l'agendina "Quo vadis", nata all'inizio degli anni Cinquanta e sviluppatasi nella logica della pianificazione e le versioni parlamentari erano particolarmente belle e con il nome inciso in copertina.
Dagli anni Novanta, prima in parallelo a quella cartacea, ho iniziato ad usare agende-organizer elettroniche, la cui complessità vanificava in parte gli sforzi. Poi, lentamente ma inesorabilmente, il telefonino diventato palmare ha integrato tutto in un solo apparecchio.
Le circostanze mi hanno trasformato da blackberrista in iPhonista, attento a backup plurimi per evitare - mi è successo i primi tempi - il trauma della sparizione totale e improvvisa dei dati.
Un lutto vero e proprio.
Le agende cartacee che arrivano, come dei mammut nei ghiacci, fanno una brutta fine e sono il segno di semplici abitudini ripetute o di dirigenti che vivono nel passato, come le loro agende.
Diffidare di chi snobba le nuove tecnologie solo perché non le capisce.

Commenti

Una battuta...

A me quest'anno l'agenda cartacea 2011 l'hanno data già da due mesi almeno. Ma mi hanno tolto il lavoro!

Non ho nulla...

contro lo sviluppo della tecnologia, ma così come un coltello ti serve per tagliare un buon salame, lo stesso ti può anche servire per ammazzare tua suocera.
Io credo che, ovviamente in generale, ci facciamo sopraffare dalla tecnologia e quando ho tre telefoni che squillano sulla scrivania mi vengono in mente quei filmati americani in bianco e nero nei quali, un signore che mi faceva tanto ridere, si destreggiava malamente come faccio io adesso.
La tecnologia è velocità, ma non bisogna esagerare, sennò, se chiediamo troppo a noi stessi, si va a sbattere.
Io credo che, a parte la tecnologia, sia un problema della nostra società e lo vedo con mia figlia che oltre alla scuola fa un po' di sport, ma senza esagerare. Sognavo una tennista è arrivata una judoka («ne ho prese tante, ma mi sono divertita», contenta lei).
Molti dei suoi compagni, dopo scuola, hanno invece degli impegni che ammazzerebbero un cavallo: lingua straniera, danza, violino, teatro per cui a dieci anni sono già stressati.
Io, alla fine, non sono venuto molto bene, ma ricordo con gioia interi pomeriggi a caccia di lucertole (poi, quando si staccava la coda, ci stavo male) e di passeri con il "Flobert" (essendo un cuore tenero miravo a lato per non prenderli, ma un giorno, per sbaglio, ne ho fatto secco uno ed allora, traumatizzato, ho iniziato a sparare ai birilli).
P.S.: uso l'agenda cartacea.

judo

Ho frequentato - anche se per poco tempo, ma con passione - l'ambiente del judo.
Ho conosciuto diversi sportivi, praticanti il judo come antistress o per imparare un'arte di autodifesa. Ne ho conosciuti altri di judoka, che hanno visto nel judo un'arte di autoperfezionamento, una pratica meditativa dinamica inserita nella ricerca di un modo di vivere più umano.
Come insegna Umberto Galimberti (che io ammiro a dismisura!), l'essere umano ha iniziato a differenziarsi dagli altri animali quando ha cominciato ad acquisire competenze tecnologiche per sopravvivere.
Di fatto, però, la mente umana è rimasta arretrata, e funzionano ancora schemi di comportamento reattivi e inconsci tipici dei clan tribali.

Agenda...

un tempo la usavo tanto. Al punto che era piacevole, tempo dopo, rileggere quello che avevi fatto o affrontato.
Oggi, forse a causa di tante variabili, avrei bisogno dell'agenda dell'agenda. Si sono moltiplicati gli impegni, ma anche la sbadataggine: perdo le cose.
Comunque "appunto", solo se lo faccio in tempo reale, sul telefono gli eventi da seguire.

Una cosa è per me "slow": scrivere. Uso molto il computer, ma se posso uso la penna e il mio "moleskine". Scrivo molto a mano, mi piace. Mi fa sentire artigiano della scrittura, con le sue cancellazioni e i rimandi (spesso multipli). Ma no posso negare che la rapidità del giornaleggiare mi porta a usare il computer in tempo reale.
Una cosa vorrei dire a Bruno Cavallaro. Appoggio il tuo affermare che l'uomo si è differenziato dall'animale per le soluzioni che ha adottato, ma vorrei precisare che le reazioni "non consone" alla sua evoluzione, sono frutto di scelte e di "evoluzione" personale che tutto il regno animale conta.
Il, per me, grande Primo Levi scrisse nel suo libro "Il sistema periodico", che l'immodificabile (si riferiva alla plastica, sintesi non naturale) non è amato da Dio.

Registrazione Tribunale di Aosta n.2/2018 | Direttore responsabile Mara Ghidinelli | © 2008-2021 Luciano Caveri