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04 gen 2026

NO a tutte le dittature

di Luciano Caveri

Seguo con evidente curiosità gli eccessi delle tifoserie,dopo il blitz statunitense che ha trasferito il Presidente venezuelano Maduro nelle prigioni di New-York.

Quanto reso possibile - facile capirlo - non solo per la forza dell’esercito americano, ma per le complicità di chi in Venezuela ha collaborato affinché ciò avvenisse.

Il primo esempio di tifoseria degli uni e degli altri riguarda il diritto internazionale e il suo rispetto. Lo scrivo sapendo lo stato di degrado in cui vivono le istituzioni internazionali e la facilità di aggiramento di norme vigenti, che dovrebbero essere alla base di una vita comune in questo mondo.

Un rispetto che per l’estremista standard dovrebbe valere naturalmente solo a favore dei propri beniamini e non per gli altri.

Questa miopia dimostra, in particolare nelle aree estreme di Destra e Sinistra, un’evidente simmetria che chiarisce come gli ideologismi siano comunque degli specchi deformanti della realtà.

Questi schieramenti estremisti finiscono per somigliarsi. Cosicché potrebbero essere messi sotto lo stesso striscione con la scritta “Chi si somiglia, si piglia” nel celare la verità, anche quando è chiara come acqua di fonte.

Si evocano principi, diritti e doveri solo a senso unico, edulcorando o persino stravolgendo gli scenari. In fondo la questione è la capacità di giustificazione di politici autoritari e di regimi liberticidi che incarnano i propri pensieri.

Ho vissuto conoscendo chi nel mondo comunista dopo mille discussioni, esaltava ancora Stalin, accampando scuse a difesa del totalitarismo sovietico.

Fantastici anche gli adoratori di Mao e della dittatura cinese e anche in questo caso fioccavano giustificazioni varie per coprire le brutture del regime.

E che dire di Cuba e di Fidel Castro? In troppi chiudevano gli occhi di fronte ad un sistema autocratico e liberticida, ammantandolo di una vera e propria favolistica.

Ho analogamente visto con i miei occhi il mito vietnamita incarnato a suo tempo da Ho Chi Minh, crollato con quanto avvenuto nella repressione post-bellica e nella ferocia del partito unico.

Altre mitologie attorniavano Paesi del Terzo mondo, trasformati da speranze per l’avvenire in dittature. Cito solo - quali esempi - l’Etiopia di Menghistu, la trasformazione del regime sandinista, il tramonto del sogno angolano. Calo un velo pietoso su chi negli anni Ottanta esaltava la rivoluzione in Iran guidata dall'ayatollah Khomeini.

I venezuelani Chavez e Maduro sono su questa linea: sono stati giustificati nel loro precipitare verso la dittatura perché sembravano incarnare al meglio l’anticapitalismo.

Non lo scrivo per giustificare Trump e il suo interventismo, ma per dire come - assieme a Putin e Xi Jinping - sembrano ormai impegnati solo a spartirsi il mondo. Con la differenza, che va evocata, che gli Stati Uniti mantengono ancora antidoti contro un Presidente fuori controllo, mentre a Mosca e Pechino i dissidenti vengono uccisi e imprigionati in assenza totale di opposizioni.

E la Destra estrema? Limitandoci all’Europa, giochicchia con le nostalgie mussoliniane malcelate in Italia e certi rigurgiti nazisti a Berlino. Il negazionismo e il revisionismo storico lo troviamo abbondantemente in certi deliri destrorsi sui Social.

Esistono giustificazioni in corso nel ricordo di Franco in Spagna e l’estrema destra francese ha provato persino a tirare fuori dalla tomba Petain. D’altra parte nel distante Cile c’è chi evoca Pinochet.

Nei Paesi ex Oltrecortina spuntano destre aggressive e xenofobe, di cui Orban è espressione evidente e l’allargamento all’UE ha oppositori putiniani.

Faccio notare come a far da ponte fra gli estremismi c’è oggi anche il turpe rigurgito antisemita, che non è purtroppo cosa nuova.

Questo per dire che, credendo nel federalismo personalista che ha al centro i valori della democrazia dalla base sino alla sommità, rigetto con ribrezzo le dittature e gli autoritarismi senza giocare con le coloriture politiche.

Non ci sono, rispetto alle libertà e ai diritti civili, formule assolutorie basate su schieramenti politici, perché tutto ciò è alla base di una democrazia.

Gli estremisti muoiano metaforicamente nel loro ignorante brodo di coltura.