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12 gen 2026

Groenlandia sotto minaccia USA

di Luciano Caveri

Per capire la vastità della Groenlandia, basti dire - facile per me un confronto comprensibile - che ci vorrebbero circa 664 Valle d'Aosta per coprire l'intera superficie di quella che è l'isola più grande del mondo.

Altro esempio curioso: nonostante l'enorme differenza di dimensioni, la Valle d'Aosta ha circa 123.000 abitanti, mentre la Groenlandia ne ha solo 56.000.

Questo significa che la Valle d'Aosta è oltre 250 volte più densamente popolata della Groenlandia, pur essendo la più piccola Regione a sedere nel Comitato delle Regioni a Bruxelles.

Questa questione di un piccolo popolo come i groenlandesi mi ha sempre incuriosito, anche se non ci sono mai stato, ma avevo a suo tempo studiato la loro situazione, perché questo di informarsi in punta di diritto sugli ordinamenti "speciali” di minoranze linguistiche o nazionali è un dovere.

Anni fa, quando ero Presidente della Valle, ero stato per questo ad incontrare le autorità delle Isole Fær Øer (Faroe Islands) e fu una visita istruttiva per un analogo rapporto con la Danimarca.

Premetto che dal punto di vista geografico sono diverse: la Groenlandia è essenzialmente un gigante glaciale continentale e la popolazione vive solo in una stretta “cornice” costiera libera dai ghiacci.

le Fær Øer sono un piccolo arcipelago vulcanico oceanico, verde per via delle calde correnti oceaniche, molto piovoso, con scogliere spettacolari e prati ovunque e quasi tutto il territorio è abitabile e sfruttabile.

Essendo le due isole, parte del Regno di Danimarca (Rigsfællesskabet o "Comunità del Regno"), avevo studiato in parallelo il loro livello molto elevato di autonomia, tra i più ampi al mondo per territori non indipendenti.

Hanno un Parlamento e un Governo locale, hanno materie importanti trasferite (istruzione, sanità, tasse, risorse naturali, pesca. giustizia, polizia, ecc.). Alla Danimarca restano politica estera, difesa, sicurezza, politica monetaria, cittadinanza. Hanno due deputati ciascuno nel Parlamento danese.

Per problemi legati alla pesca, non fanno parte formalmente dell’Unione europea.

Le Fær Øer hanno iniziato il processo autonomistico molto prima (1948) e in certi ambiti (accordi commerciali internazionali) hanno oggi un margine di manovra leggermente maggiore.

La Groenlandia ha invece ottenuto il riconoscimento più "forte" a livello simbolico-internazionale: dal 2009 è ufficialmente riconosciuta come «popolo» con diritto all’autodeterminazione (Self-Government Act).

La Groenlandia ha potenzialmente enormi ricchezze minerarie (terre rare, uranio, oro, possibili idrocarburi) e il controllo delle risorse è diventato il principale motore verso una possibile indipendenza futura.

Le Fær Øer dipendono soprattutto dalla pesca (che già gestiscono in modo quasi totale) e hanno un’economia più stabile e matura. Sperano prima o poi di poter bucare la roccia di basalto per raggiungere le riserve petrolifere sinora non sfruttate.

In Groenlandia la maggioranza della popolazione è Inuit, lingua principale kalaallisut (groenlandese), con una fortissima componente indigena.

Alle Fær Øer c’è una popolazione di origine nordica/vichinga e lingua faroese molto vicina all’islandese antico.

La principale differenza pratica oggi riguarda il livello di ambizione indipendentista: molto più forte e concreto in Groenlandia (dove l’indipendenza è un obiettivo dichiarato di vari governi), mentre alle Fær Øer prevale un’autonomia molto ampia ma senza una forte spinta secessionista immediata.

Chiuso questo confronto, la Groenlandia ora fa parte delle manie della megalomania trumpiana per motivi militari e geopolitici, per le rotte nuove dovute allo scioglimento dei ghiacci, per le cospicue risorse naturali già dette.

Un’eventuale invasione militare della Groenlandia da parte degli Stati Uniti, che hanno una base militare e potrebbero averne altre sulla base di vecchi accordi, sarebbe una follia totale e violerebbe non solo il diritto internazionale, ma anche i diritti del popolo groenlandese che richiede ormai la propria totale indipendenza dalla Danimarca in nome del principio di autodeterminazione e non vogliono certo essere comprati dal miliardario che sciaguratamente è di nuovo alla Casa Bianca.

Una brutta gatta da pelare, come se già non ci fossero abbastanza problemi nel mondo.