Cavalcare la vita

La recente protesta degli studenti valdostaniRicordo, con nostalgia ragionata, le "mie" proteste studentesche della metà degli anni Settanta in parte ad Aosta e in parte ad Ivrea.
Erano anni di spensierata giovinezza e di proteste pacifiche in un periodo che resta grave perché c'erano le stragi, la violenza crescente nelle piazze, il terrorismo a destra e a sinistra. Anche oggi dobbiamo avere paura di certe terribili derive, come è avvenuto con certi atti ieri al centro di Roma.
All'epoca - chissà perché, detto con il senno di poi, condonando l'inconsapevolezza - c'erano nel nostro mirino i "decreti delegati" di riforma della scuola del 1974 e poi, naturalmente, erano fatti nazionali ed internazionali ad occuparci. Ricordo il rapimento di Aldo Moro e le dietrologie connesse negli anni bui del terrorismo o le vicende dell'Iran e l'Amerika (triste "k": inneggiavamo a Khomeini come "liberatore", che cretini!).
Certe manifestazioni ad Aosta, come l'occupazione del Liceo, parevano atti eroici e lo stesso valeva ad Ivrea per certe lunghe e complesse assemblee.
Una sorta di "palestra" di democrazia, in cui eravamo in parte marionette con fili manovrati altrove, ma che è servita anche a farci pensare e ad affrontare il brivido di esserci e di provarci, imparando a cavalcare la nostra vita.

Commenti

Oggi è l'anniversario...

della morte di Giuseppe Pinelli. Per tutto un quindicennio la sua fotografia campeggiò tra i manifesti che cancellavano i muri della mia soffitta.
I "black block" li ho visti in azione in quel di Genova...
Anch'io - come mi pare dalla lettura in filigrana faccia Luciano - ragiono costantemente, anche in maniera inconsapevole e anche senza nostalgia, sul binomio "storia di vita personale / ambiente socio-economico-cultural-politico nella sua storicità".
Anch'io sono un 'sopravvissuto' (vedi commento in uno dei post recenti).
Sopravvivere senza smarrirsi significa cavalcare la propria vita.
Senza smarrire la propria individualità, nonostante il Regime.

Condanno apertamente...

quanto successo nel centro di Roma, questo si chiama squadrismo esasperato e nulla, ripeto nulla va collegato ad una normale ma soprattutto sana protesta studentesca.
Difendere i violenti, chi pesta i ragazzi delle Forze dell'ordine, sfascia le vetrine, incendia le auto, lancia le pietre e crea paura va al contrario punito sonoramente. Lo Stato deve fare lo Stato, sempre, sia quando è governato dalla destra, sia dalla sinistra. In questo mi riconosco con quando detto ieri sera da Ignazio La Russa da Michele Santoro, seppur politicamente distante anni luce dal suo credo politico.
Va detto anche che il Governo ha commesso imperdonabili errori di comunicazione sul varo della "Gelmini".

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